Giappone. Creato dente da cellule staminali
Per la prima volta, impiantati nella bocca di topolini denti creati in provetta a partire da due soli tipi di cellule staminali isolate da gemme dentali di embrioni di topi.
Secondo quanto annunciato sulla rivista Nature Methods, i denti bio-ingegnerizzati, ancora in fase di crescita, sono stati impiantati con successo nella bocca di topolini cui precedentemente i ricercatori avevano estratto alcuni denti.
I ricercatori che hanno firmato questo successo senza precedenti, diretti da Takashi Tsuji dell'Universita' di Tokyo, hanno dimostrato che l'applicabilita' di questa procedura di bioingegneria in provetta, basata su un metodo di crescita in tre dimensioni a partire da due tipi di cellule staminali (le epiteliali e le mesenchimali), e' valida anche per la costruzione di altri organi. Infatti, partendo dalle stesse staminali, gli scienziati hanno anche bio-ingegnerizzato un follicolo che poi ha formato un baffo di topolino.
Non e' un traguardo immediato, ma in un arco di tempo 'ragionevole, circa 10 anni', denti bio-ingegnerizzati creati 'in provetta' a partire da cellule staminali potrebbero essere applicabili anche all'uomo. Ne e' convinto il biotecnologo Ranieri Cancedda, che definisce 'estremamente importante' l'esperimento che ha portato ad impiantare con successo in un topo un dente creato partendo da due sole cellule staminali.
'E' un risultato scientifico importante -ha affermato Cancedda, docente di biologia cellulare e presidente del corso di studi in Biotecnologie all'Universita' di Genova- con potenziali applicazioni nel settore della medicina rigenerativa e della bioingegneria dei tessuti nell'arco dei prossimi 10-15 anni. Il trasferimento nella pratica clinica dei risultati di questo primo esperimento sui topi - ha precisato l'esperto - non potra' cioe' essere immediato, ma la possibilita' di usare tale tecnica anche per la creazione di bio-denti applicabili all'uomo rappresenta una prospettiva molto concreta, cui si potra' arrivare in tempi relativamente brevi grazie ai grandi progressi scientifici in questo settore'.
Il punto, ha sottolineato Cancedda, e' che 'nel caso del topo, si sono utilizzate cellule staminali isolate da gemme dentali di embrioni di topi, dunque staminali che gia' avevano in qualche modo intrapreso un cammino di differenziazione che le avrebbe portate a formare dei denti'. Questo tipo di staminali, ha proseguito il biotecnologo, 'non sono presenti nell'uomo adulto, ma il dato positivo e' che sappiamo che esistono cellule staminali adulte potenzialmente in grado di 'evolvere' in denti anche nell'uomo'. Ora, ha rilevato Cancedda, 'il passo successivo su cui lavorare e' l'indirizzare tali cellule verso un processo di differenziazione che le porti a trasformarsi proprio in questo tipo di organo. Un obiettivo - ha concluso - che ritengo raggiungibile nel medio termine'.
Il successo nipponico nel dare un 'dente nuovo' a un topo a partire dalle staminali e' stato salutato oggi come un importante successo dal principale biologo italiano che lavora in Giappone.
"E' stato uno studio rimarchevole che in futuro potrebbe aprire la strada all'utilizzo di cellule staminali per la rigenerazione di organi completi anche nell'uomo", ha dichiarato Piero Carninci, un biologo dell'universita' di Trieste che si occupa proprio di studi genetici sui roditori.
Nel commentare l'annuncio dato domenica dal professor Takashi Tsuji, dell'universita' di Tokyo, Carninci ha spiegato che e' stata la prima dimostrazione che organi completi, come denti o peli, possono essere ricostruiti a partire da cellule che sono state separate in provetta. "Si tratta per la prima volta di organi funzionali e, pur se occorreranno parecchi anni di ricerche per capire meglio i meccanismi alla base di questo esperimento, l'obiettivo e' di trasferire queste metodologie all'uomo grazie alle somiglianze nella programmazione genica", ha detto all'Ansa il ricercatore.
Carninci e' a capo dell'annotazione funzionale del trascrittoma del topo al Riken, l'Istituto nazionale giapponese di ricerche scientifiche, nell'ambito di un progetto cui partecipano 200 studiosi provenienti da tutto il mondo.
Secondo quanto annunciato sulla rivista Nature Methods, i denti bio-ingegnerizzati, ancora in fase di crescita, sono stati impiantati con successo nella bocca di topolini cui precedentemente i ricercatori avevano estratto alcuni denti.
I ricercatori che hanno firmato questo successo senza precedenti, diretti da Takashi Tsuji dell'Universita' di Tokyo, hanno dimostrato che l'applicabilita' di questa procedura di bioingegneria in provetta, basata su un metodo di crescita in tre dimensioni a partire da due tipi di cellule staminali (le epiteliali e le mesenchimali), e' valida anche per la costruzione di altri organi. Infatti, partendo dalle stesse staminali, gli scienziati hanno anche bio-ingegnerizzato un follicolo che poi ha formato un baffo di topolino.
Non e' un traguardo immediato, ma in un arco di tempo 'ragionevole, circa 10 anni', denti bio-ingegnerizzati creati 'in provetta' a partire da cellule staminali potrebbero essere applicabili anche all'uomo. Ne e' convinto il biotecnologo Ranieri Cancedda, che definisce 'estremamente importante' l'esperimento che ha portato ad impiantare con successo in un topo un dente creato partendo da due sole cellule staminali.
'E' un risultato scientifico importante -ha affermato Cancedda, docente di biologia cellulare e presidente del corso di studi in Biotecnologie all'Universita' di Genova- con potenziali applicazioni nel settore della medicina rigenerativa e della bioingegneria dei tessuti nell'arco dei prossimi 10-15 anni. Il trasferimento nella pratica clinica dei risultati di questo primo esperimento sui topi - ha precisato l'esperto - non potra' cioe' essere immediato, ma la possibilita' di usare tale tecnica anche per la creazione di bio-denti applicabili all'uomo rappresenta una prospettiva molto concreta, cui si potra' arrivare in tempi relativamente brevi grazie ai grandi progressi scientifici in questo settore'.
Il punto, ha sottolineato Cancedda, e' che 'nel caso del topo, si sono utilizzate cellule staminali isolate da gemme dentali di embrioni di topi, dunque staminali che gia' avevano in qualche modo intrapreso un cammino di differenziazione che le avrebbe portate a formare dei denti'. Questo tipo di staminali, ha proseguito il biotecnologo, 'non sono presenti nell'uomo adulto, ma il dato positivo e' che sappiamo che esistono cellule staminali adulte potenzialmente in grado di 'evolvere' in denti anche nell'uomo'. Ora, ha rilevato Cancedda, 'il passo successivo su cui lavorare e' l'indirizzare tali cellule verso un processo di differenziazione che le porti a trasformarsi proprio in questo tipo di organo. Un obiettivo - ha concluso - che ritengo raggiungibile nel medio termine'.
Il successo nipponico nel dare un 'dente nuovo' a un topo a partire dalle staminali e' stato salutato oggi come un importante successo dal principale biologo italiano che lavora in Giappone.
"E' stato uno studio rimarchevole che in futuro potrebbe aprire la strada all'utilizzo di cellule staminali per la rigenerazione di organi completi anche nell'uomo", ha dichiarato Piero Carninci, un biologo dell'universita' di Trieste che si occupa proprio di studi genetici sui roditori.
Nel commentare l'annuncio dato domenica dal professor Takashi Tsuji, dell'universita' di Tokyo, Carninci ha spiegato che e' stata la prima dimostrazione che organi completi, come denti o peli, possono essere ricostruiti a partire da cellule che sono state separate in provetta. "Si tratta per la prima volta di organi funzionali e, pur se occorreranno parecchi anni di ricerche per capire meglio i meccanismi alla base di questo esperimento, l'obiettivo e' di trasferire queste metodologie all'uomo grazie alle somiglianze nella programmazione genica", ha detto all'Ansa il ricercatore.
Carninci e' a capo dell'annotazione funzionale del trascrittoma del topo al Riken, l'Istituto nazionale giapponese di ricerche scientifiche, nell'ambito di un progetto cui partecipano 200 studiosi provenienti da tutto il mondo.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti