Sabato 6 giugno 2026
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Giappone. I famigliari devono poter decidere per il paziente incapace

ASIA - GIAPPONE
Notizia ·
Un gruppo giapponese che si batte per il diritto dei malati terminali di poter scegliere una morte dignitosa, ha chiesto una legge affinche' i parenti possano decidere sul fine vita dei pazienti incapaci di intendere e di volere. E' la prima volta che la Japan Society for Dying with Dignity ha fatto sua l'idea che la decisione dell'eutanasia possa essere presa anche non dagli stessi pazienti.
Questa proposta potrebbe accendere un dibattito sull'eutanasia gia' in parte avviato dopo la vicenda del chirurgo dell'ospedale di Imizu che aveva deciso di cessare il trattamento di supporto vitale per alcuni pazienti.
Il gruppo ha sottoposto la propria proposta ad una commissione multipartitica di parlamentari giapponesi, dicendo che "sarebbe desiderabile specificare per legge" che i famigliari possono prendere decisioni per il paziente. In questa proposta si ribadisce il principio generale per cui questa decisione non puo' esser presa da persone estranee al paziente e offre un elenco di opzioni che possono essere prese in considerazione qualora il paziente non abbia fatto il testamento biologico.
Fra queste opzioni c'e' la decisione di un tribunale che abbia raccolto informazioni sufficienti per ricostruire la volonta' del paziente, da parte di una commissione etica e medica, e la decisione unanime dei famigliari, parenti e amici. Un'altra alternativa e' quella di permettere alle famiglie di stipulare dichiarazioni anticipate su chi fra i famigliari potra' prendere una decisione se uno di loro divenisse incapace di intendere e di volere.
Akihiro Igata, presidente della societa' e direttore dell'Universita' di Nagoya, ha detto che la posizione del suo gruppo sulla centralita' della volonta' del paziente rimane invariata. "Ma quando la volonta' non e' chiara, pensiamo sia appropriato che i famigliari decidano deducendo la volonta' del paziente dalle conversazioni che hanno avuto con lui in passato. Non diciamo che questo debba essere il metodo adottato. Vogliamo continuare a discuterne ulteriormente".
Il gruppo di parlamentari sta attualmente lavorando su una proposta di legge per riconoscere il diritto dei pazienti di decidere se sottoporsi al trattamento di sostentamento vitale, e di permettere ai cittadini di almeno 15 anni di eta' di indicare la loro volonta' anticipatamente.
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