Sabato 6 giugno 2026
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Giappone. Imizu: secondo medico coinvolto in casi di sospetta eutanasia

ASIA - GIAPPONE
Notizia ·
La famiglia di una paziente sulla sessantina dell'ospedale cittadino di Imizu deceduta nell'aprile del 2005, ha dichiarato che il respiratore artificiale della propria famigliare e' stato staccato su loro richiesta, ma non dal primario della chirurgia dell'ospedale gia' accusato di sette casi di eutanasia.
Il primario di chirurgia ha ammesso di aver staccato i respiratori di sei pazienti deceduti fra il 2000 ed il 2005 dei sette la cui morte gli e' stata imputata (clicca qui).
La famiglia ha detto che la donna era stata ricoverata per un blocco intestinale, ma che il medico aveva trovato un cancro durante gli esami precedenti all'operazione. Dopo l'operazione, la donna, secondo la famiglia, era entrata in coma ed era tenuta in vita con la respirazione artificiale.
Dopo che il cuore aveva smesso di battere diverse volte, il medico aveva detto alla famiglia che la paziente sarebbe difficilmente guarita. Tre giorni dopo l'operazione, la famiglia aveva chiesto al medico di non continuare il trattamento di sostentamento vitale.
Anche se il medico ha rimosso il respiratore in presenza della famiglia e di un infermiere, non erano presenti ne' il primario di chirurgia ne' altri medici.
Intanto, il primario di chirurgia ha ritirato le proprie dimissioni lo scorso 31 marzo, nel giorno in cui avrebbero dovuto essere accolte. Il medico ha anche duramente criticato l'amministrazione dell'ospedale per non avergli dato possibilita' di difendersi.
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