Venerdì 5 giugno 2026
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Giappone. Investire nella ricerca fa bene

ASIA - GIAPPONE
Notizia ·
Benche' l'economia nipponica sia in crisi da piu' di dodici anni, il Giappone resta uno dei Paesi che ha investito piu' risorse nella ricerca. Solo nel 2003, poco piu' di 120 miliardi di Euro, il 3,8% del Pil nazionale, sara' impegnato nel settore sviluppo e ricerca, e il tutto rientra in un piano quinquennale di circa 38,4 miliardi di Euro all'anno, cioe' il 3,4% del Pil.
In soli 3 anni sono stati 4 i premi Nobel in fisica e chimica, e l'arcipelago orientale sembra non voler arrestare la sua ambiziosa scalata verso il progresso scientifico. Basta pensare all'autonomia acquisita nel campo delle cellule staminali embrionali: per non dipendere dalle poche linee esistenti negli Usa, il Giappone si e' attivato celermente per dotarsi di linee proprie e per recuperare il suo ritardo in materia. A questo scopo e' nato infatti il Stem Cell Research Center presso l'universita' di Kyoto, che sta diventando uno dei centri piu' importanti al mondo per quanto riguarda la medicina rigenerativa.
E' interessante notare come l'evoluzione nella ricerca sia stata accompagnata da una presa di coscienza degli ostacoli che c'erano: lentezze burocratiche, pregiudizi culturali e necessita' di riformare l'intero sistema d'indagine. Questo ha significato una migliore coerenza fra i programmi di ricerca, drastici raggruppamenti fra i vari settori, valutazioni piu' severe dei risultati di laboratorio provenienti dalle universita', spesso largamente aperte ai ricercatori stranieri (se ne calcolano 10.000 invitati ogni anno), e rafforzamento dei legami fra ricerca universitaria e privata.
Innovazione, incoraggiamento, stimolo sono i risultati di una politica atta a scuotere un intorpidimento della ricerca e dello sviluppo.
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