Giappone. Nato maiale clonato di quarta generazione. Esperto: speranza per trapianti
E' nato il 23 luglio scorso all'Universita' di Meiji a Tokyo ed e' il primo pronipote di un maiale fotocopia, che, negli auspici dei suoi 'papa' di provetta, apre nuove frontiere per la 'coltivazione' di tessuti e organi per trapianti umani. E' la prima volta, infatti, che gli scienziati sono riusciti a clonare un animale cosi' grande per piu' generazioni e Hiroshi Nagashima, esperto biotech che coordina il progetto, ha detto che la nascita del maialino fotocopia dimostra che anche un grande mammifero puo' essere replicato, al di la' di ogni scetticismo, per piu' generazioni successive.
'Si diceva che gli animali clonati per piu' generazioni manifestano problemi perche' il materiale genetico del nucleo della cellula donatrice si degrada ad ogni generazione successiva'. Ma il maialino giapponese e' nato vivo e al momento non presenta alcuna malformazione o patologia.
I ricercatori statunitensi avevano gia' clonato in precedenza un topo di sesta generazione, ma Nagashima ha puntualizzato che il risultato ottenuto con il maialino giapponese e' piu' utile perche' il suino e' geneticamente piu' vicino all'essere umano. Se le ricerche nell'area andranno nella direzione sperata, il gruppo di Tokyo e' convinto che organi e tessuti provenienti da maiali portanno essere trapiantati a essere umani e risolvere diverse patologie. Nagashima ha spiegato che si potrebbe, ad esempio, presto trasferire ad una persona diabetica un pancreas di maiale clonato.
Dopo la clonazione 'stabile' di un maiale per quattro generazioni 'occorre introdurre immediatamente un sistema di etichettatura di provenienza per consentire la rintracciabilita' ed impedire che carne proveniente da animali clonati finisca inconsapevolmente nel piatto'. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'ottenimento di un clone in un animale di allevamento particolarmente utilizzato per la produzione di carne destinata al consumo umano.
Secondo il ricercatore che ha realizzato l'esperimento si e' trattato del primo risultato mondiale di clonazione stabile per generazioni multiple che apre la strada a sperimentazioni su larga scala anche per animali diversi come mucche e cavalli. Una strada che stanno gia' percorrendo gli Usa, dove la Food and Drug Administration (Fda) ha dato l'autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti frutto della clonazione (latte e carni) che non dovranno essere distinti dagli altri con etichette particolari e potrebbero quindi varcare le frontiere senza alcuna informazione per i consumatori.
La stessa Commissione europea ha chiesto all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al Gruppo europeo sull'etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricerca. 'Si tratta di una preoccupante novita' che, oltre alle evidenti perplessita' di natura etica, pone un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori che non sembrano interessati ai 'parenti' piu' o meno stretti della pecora Dolly'.
I ricercatori giapponesi che hanno clonato il 'pronipote' di un maiale fotocopia, e che hanno suggerito la possibilita' all'utilizzo di tessuti e organi provenienti da suini 'biotech' nei trapianti umani, hanno dato annunci 'decisamente ottimistici', perche' 'c'e' una grande differenza tra un successo a livello sperimentale, il suo uso terapeutico i problemi che crea, sia di natura etica, sia di natura psicologica', soprattutto per le speranze che suscita nei pazienti malati e, in particolare, in quelli in attesa di trapianto. Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, spiega all'ASCA che sono troppe le questioni che dichiarazioni entusiastiche come quelle dei ricercatori giapponesi lasciano aperti ed e' 'doveroso, a prescindere da ogni oscurantismo, un atteggiamento di fortissima cautela'.
Rispetto agli xenotrapianti (cioe' quelli da animale a uomo) 'in Europa vige un regime di moratoria - ricorda lo studioso -, ed e' possibile solo la sperimentazione da animale ad animale. E' in corso un progetto europeo da scimpanze' a maiale in corso, di cui l'Universita' di Padova e il Consorzio di ricerca sui trapianti CORIT hanno la leadership europea, che sta affrontando problematiche di rigetto e di rischio di infezioni virali che non sono ancora risolte, comuni a molte altre ricerche'.
Quanto, invece, alla clonazione terapeutica umana, 'tutti i Paesi del mondo sono concordi nel vietarla', aggiunge Nanni Costa, ma anche quella animale, che in Italia e' vietata, 'fortissime problematiche etiche che sono, a tutt'oggi, irrisolte'. A livello tecnico, inoltre, le successive generazioni provenienti da una cellula madre hanno presentato seri danneggiamenti, come ad esempio quello della 'Pecora Dolly', nata vecchia.
Ultimo, ma non meno importante, e' l'effetto che notizie come questo provocano nei malati: 'spesso i pazienti traducono queste dichiarazioni con la lente di un ancor maggiore ottimismo e questo e' un problema serio perche' se la ricerca, con i limiti di funzionamento che deve avere, magari potra' dare risultati tra trent'anni, puo' dare oggi false speranze a malati con piu' urgenti aspettative'. La raccomandazione del direttore del CNT, dunque, a stampa e ricercatori, e' quella di utilizzare, maneggiando temi di cosi' grande importanza, 'grande attenzione, misura ed equilibrio'.
La nascita in Giappone di un maiale fotocopia di quarta generazione e' "un ottimo risultato, molto importante per la ricerca" di settore. Ne e' convinto Cesare Galli, direttore del Laboratorio di tecnologie della riproduzione (Ltr) di Cremona e docente di Fisiologia della riproduzione all'universita' di Bologna, noto alle cronache come 'papa' del toro Galileo e della cavalla Prometea. Il suino nipponico "e' in effetti unico al mondo -conferma l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE- Prima d'ora esperimenti simili hanno avuto successo solo nei topi, mentre nei bovini siamo fermi ai cloni di seconda generazione", ossia fotocopia di animali a loro volta gia' clonati.
Il maiale creato dal team di Hiroshi Nagashima della Meiji University di Tokyo "conferma che se un animale clonato nasce e cresce sano e' del tutto identico a un animale normale - assicura Galli - E questo principio vale indipendentemente dalla specie considerata, anche se e' vero che la clonazione del suino e' meno problematica di quella di altri animali, specialmente dei ruminanti".
In ogni caso, lo specialista crede che "nel tempo, il traguardo giapponese potra' essere riprodotto anche su altre specie".
Galli nega inoltre che i derivati alimentari degli animali fotocopia possano rappresentare una minaccia per la sicurezza dei consumatori. "Non so prevedere se in futuro gli allevamenti utilizzeranno la clonazione su larga scala. Questo dipendera' da considerazioni politiche e commerciali, ma dal punto di vista della sicurezza esistono gia' oggi sufficienti evidenze per invitare i cittadini alla tranquillita'. Conclusioni in tal senso sono gia' state espresse dalla Fda e dalle autorita' giapponesi. Quanto all'Europa, l'Agenzia per la sicurezza alimentare Efsa sta raccogliendo pareri e si pronuncera' entro la fine di quest'anno o l'inizio dell'anno prossimo", afferma Galli.
Dopo avere archiviato successi storici come il primo toro clonato e la prima cavalla 'fotocopia' al mondo, e dopo avere arricchito il suo 'zoo di doppioni' con il primo clone di cavallo campione, da qualche anno Galli sta concentrando i suoi studi sui maiali.
"Su cavalli e tori, invece, al momento siamo fermi per mancanza di clienti. Il problema, infatti, e' che equini e bovini frutto di clonazione vengono in un certo senso discriminati. Non vengono cioe' registrati nel libro genealogico in cui si dice che un dato animale e' figlio di 'x' e di 'y', e senza avere questo pedigree nessun allevatore utilizza un capo per la riproduzione o il miglioramento della specie", precisa.
Ecco perche' "attualmente stiamo lavorando sulla clonazione di suini ogm in grado di fornire organi piu' tollerati per gli xenotrapianti", ribadisce l'esperto. In particolare, ricorda, "siamo inseriti in un progetto europeo preclinico, che inizialmente utilizzera' gli organi ottenuti sui primati. Ma a medio, lungo termine, ossia nel giro di 5-10 anni la nostra speranza e' di riuscire a mettere a disposizione della medicina organi-ponte per i pazienti gravi in lista d'attesa per trapianto".
'Si diceva che gli animali clonati per piu' generazioni manifestano problemi perche' il materiale genetico del nucleo della cellula donatrice si degrada ad ogni generazione successiva'. Ma il maialino giapponese e' nato vivo e al momento non presenta alcuna malformazione o patologia.
I ricercatori statunitensi avevano gia' clonato in precedenza un topo di sesta generazione, ma Nagashima ha puntualizzato che il risultato ottenuto con il maialino giapponese e' piu' utile perche' il suino e' geneticamente piu' vicino all'essere umano. Se le ricerche nell'area andranno nella direzione sperata, il gruppo di Tokyo e' convinto che organi e tessuti provenienti da maiali portanno essere trapiantati a essere umani e risolvere diverse patologie. Nagashima ha spiegato che si potrebbe, ad esempio, presto trasferire ad una persona diabetica un pancreas di maiale clonato.
Dopo la clonazione 'stabile' di un maiale per quattro generazioni 'occorre introdurre immediatamente un sistema di etichettatura di provenienza per consentire la rintracciabilita' ed impedire che carne proveniente da animali clonati finisca inconsapevolmente nel piatto'. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'ottenimento di un clone in un animale di allevamento particolarmente utilizzato per la produzione di carne destinata al consumo umano.
Secondo il ricercatore che ha realizzato l'esperimento si e' trattato del primo risultato mondiale di clonazione stabile per generazioni multiple che apre la strada a sperimentazioni su larga scala anche per animali diversi come mucche e cavalli. Una strada che stanno gia' percorrendo gli Usa, dove la Food and Drug Administration (Fda) ha dato l'autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti frutto della clonazione (latte e carni) che non dovranno essere distinti dagli altri con etichette particolari e potrebbero quindi varcare le frontiere senza alcuna informazione per i consumatori.
La stessa Commissione europea ha chiesto all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al Gruppo europeo sull'etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricerca. 'Si tratta di una preoccupante novita' che, oltre alle evidenti perplessita' di natura etica, pone un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori che non sembrano interessati ai 'parenti' piu' o meno stretti della pecora Dolly'.
I ricercatori giapponesi che hanno clonato il 'pronipote' di un maiale fotocopia, e che hanno suggerito la possibilita' all'utilizzo di tessuti e organi provenienti da suini 'biotech' nei trapianti umani, hanno dato annunci 'decisamente ottimistici', perche' 'c'e' una grande differenza tra un successo a livello sperimentale, il suo uso terapeutico i problemi che crea, sia di natura etica, sia di natura psicologica', soprattutto per le speranze che suscita nei pazienti malati e, in particolare, in quelli in attesa di trapianto. Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, spiega all'ASCA che sono troppe le questioni che dichiarazioni entusiastiche come quelle dei ricercatori giapponesi lasciano aperti ed e' 'doveroso, a prescindere da ogni oscurantismo, un atteggiamento di fortissima cautela'.
Rispetto agli xenotrapianti (cioe' quelli da animale a uomo) 'in Europa vige un regime di moratoria - ricorda lo studioso -, ed e' possibile solo la sperimentazione da animale ad animale. E' in corso un progetto europeo da scimpanze' a maiale in corso, di cui l'Universita' di Padova e il Consorzio di ricerca sui trapianti CORIT hanno la leadership europea, che sta affrontando problematiche di rigetto e di rischio di infezioni virali che non sono ancora risolte, comuni a molte altre ricerche'.
Quanto, invece, alla clonazione terapeutica umana, 'tutti i Paesi del mondo sono concordi nel vietarla', aggiunge Nanni Costa, ma anche quella animale, che in Italia e' vietata, 'fortissime problematiche etiche che sono, a tutt'oggi, irrisolte'. A livello tecnico, inoltre, le successive generazioni provenienti da una cellula madre hanno presentato seri danneggiamenti, come ad esempio quello della 'Pecora Dolly', nata vecchia.
Ultimo, ma non meno importante, e' l'effetto che notizie come questo provocano nei malati: 'spesso i pazienti traducono queste dichiarazioni con la lente di un ancor maggiore ottimismo e questo e' un problema serio perche' se la ricerca, con i limiti di funzionamento che deve avere, magari potra' dare risultati tra trent'anni, puo' dare oggi false speranze a malati con piu' urgenti aspettative'. La raccomandazione del direttore del CNT, dunque, a stampa e ricercatori, e' quella di utilizzare, maneggiando temi di cosi' grande importanza, 'grande attenzione, misura ed equilibrio'.
La nascita in Giappone di un maiale fotocopia di quarta generazione e' "un ottimo risultato, molto importante per la ricerca" di settore. Ne e' convinto Cesare Galli, direttore del Laboratorio di tecnologie della riproduzione (Ltr) di Cremona e docente di Fisiologia della riproduzione all'universita' di Bologna, noto alle cronache come 'papa' del toro Galileo e della cavalla Prometea. Il suino nipponico "e' in effetti unico al mondo -conferma l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE- Prima d'ora esperimenti simili hanno avuto successo solo nei topi, mentre nei bovini siamo fermi ai cloni di seconda generazione", ossia fotocopia di animali a loro volta gia' clonati.
Il maiale creato dal team di Hiroshi Nagashima della Meiji University di Tokyo "conferma che se un animale clonato nasce e cresce sano e' del tutto identico a un animale normale - assicura Galli - E questo principio vale indipendentemente dalla specie considerata, anche se e' vero che la clonazione del suino e' meno problematica di quella di altri animali, specialmente dei ruminanti".
In ogni caso, lo specialista crede che "nel tempo, il traguardo giapponese potra' essere riprodotto anche su altre specie".
Galli nega inoltre che i derivati alimentari degli animali fotocopia possano rappresentare una minaccia per la sicurezza dei consumatori. "Non so prevedere se in futuro gli allevamenti utilizzeranno la clonazione su larga scala. Questo dipendera' da considerazioni politiche e commerciali, ma dal punto di vista della sicurezza esistono gia' oggi sufficienti evidenze per invitare i cittadini alla tranquillita'. Conclusioni in tal senso sono gia' state espresse dalla Fda e dalle autorita' giapponesi. Quanto all'Europa, l'Agenzia per la sicurezza alimentare Efsa sta raccogliendo pareri e si pronuncera' entro la fine di quest'anno o l'inizio dell'anno prossimo", afferma Galli.
Dopo avere archiviato successi storici come il primo toro clonato e la prima cavalla 'fotocopia' al mondo, e dopo avere arricchito il suo 'zoo di doppioni' con il primo clone di cavallo campione, da qualche anno Galli sta concentrando i suoi studi sui maiali.
"Su cavalli e tori, invece, al momento siamo fermi per mancanza di clienti. Il problema, infatti, e' che equini e bovini frutto di clonazione vengono in un certo senso discriminati. Non vengono cioe' registrati nel libro genealogico in cui si dice che un dato animale e' figlio di 'x' e di 'y', e senza avere questo pedigree nessun allevatore utilizza un capo per la riproduzione o il miglioramento della specie", precisa.
Ecco perche' "attualmente stiamo lavorando sulla clonazione di suini ogm in grado di fornire organi piu' tollerati per gli xenotrapianti", ribadisce l'esperto. In particolare, ricorda, "siamo inseriti in un progetto europeo preclinico, che inizialmente utilizzera' gli organi ottenuti sui primati. Ma a medio, lungo termine, ossia nel giro di 5-10 anni la nostra speranza e' di riuscire a mettere a disposizione della medicina organi-ponte per i pazienti gravi in lista d'attesa per trapianto".
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