Giappone. In pochi mesi sara' possibile produrre staminali embrionali senza embrioni
E' questione di aspettare appena sei mesi, al massimo un anno, dopodiche' diventera' possibile ottenere cellule staminali embrionali umane senza produrre embrioni. Che sia ormai questione di mesi per ottenere questo risultato lo dice, in un'intervista al quotidiano britannico The Times, l'autore della ricerca che il 7 giugno scorso aveva annunciato questa possibilita' sulla rivista Nature.
Alla vigilia del suo arrivo in Gran Bretagna, dove presentera' i risultati piu' recenti del suo lavoro, Shinya Yamanaka, dell'universita' di Kyoto, esorta comunque la comunita' scientifica a 'non fermare la ricerca sulle staminali basata sugli embrioni umani, perche' se questo accadra' molti pazienti potranno morire'. Yamanaka sa che il suo lavoro potrebbe trasformare radicalmente la ricerca sulle cellule staminali ma rileva che 'proprio adesso la ricerca sulle cellule staminali embrionali e' vitale per la ricerca medica'.
Nel lavoro pubblicato all'inizio di giugno su Nature, Yamanaka era riuscito a manipolare cellule adulte prelevate dalla pelle di un topo e le aveva fatte regredire fino allo stadio embrionale. Un risultato che, se confermato nelle cellule umane, potrebbe aprire davvero una nuova pagina della medicina, dalla terapia cellulare al trapianto di organo.
Yamanaka dice di avere, personalmente, una forte avversione verso l'uso di embrioni per ottenere cellule staminali, ma nello stesso tempo crede fermamente che l'interesse dei pazienti debba avere la priorita'. 'E' difficile prevedere come la ricerca potra' evolversi, ma ritengo che potremmo riuscire ad ottenere il prototipo di una cellula staminale ottenuta da una cellula umana adulta in un periodo variabile da sei mesi a un anno'.
Secondo il ricercatore 'entro due o tre anni saremo in grado di creare una cellula staminale indistinguibile da una prelevata da un embrionale. Quello che non possiamo fare, invece, e' fare in modo che l'entusiasmo per ricerche come questa non spinga in secondo piano la ricerca sulle staminali embrionali, in attesa di possibili alternative'.
Alla vigilia del suo arrivo in Gran Bretagna, dove presentera' i risultati piu' recenti del suo lavoro, Shinya Yamanaka, dell'universita' di Kyoto, esorta comunque la comunita' scientifica a 'non fermare la ricerca sulle staminali basata sugli embrioni umani, perche' se questo accadra' molti pazienti potranno morire'. Yamanaka sa che il suo lavoro potrebbe trasformare radicalmente la ricerca sulle cellule staminali ma rileva che 'proprio adesso la ricerca sulle cellule staminali embrionali e' vitale per la ricerca medica'.
Nel lavoro pubblicato all'inizio di giugno su Nature, Yamanaka era riuscito a manipolare cellule adulte prelevate dalla pelle di un topo e le aveva fatte regredire fino allo stadio embrionale. Un risultato che, se confermato nelle cellule umane, potrebbe aprire davvero una nuova pagina della medicina, dalla terapia cellulare al trapianto di organo.
Yamanaka dice di avere, personalmente, una forte avversione verso l'uso di embrioni per ottenere cellule staminali, ma nello stesso tempo crede fermamente che l'interesse dei pazienti debba avere la priorita'. 'E' difficile prevedere come la ricerca potra' evolversi, ma ritengo che potremmo riuscire ad ottenere il prototipo di una cellula staminale ottenuta da una cellula umana adulta in un periodo variabile da sei mesi a un anno'.
Secondo il ricercatore 'entro due o tre anni saremo in grado di creare una cellula staminale indistinguibile da una prelevata da un embrionale. Quello che non possiamo fare, invece, e' fare in modo che l'entusiasmo per ricerche come questa non spinga in secondo piano la ricerca sulle staminali embrionali, in attesa di possibili alternative'.
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