Sabato 6 giugno 2026
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Giappone. Si e' conclusa la conferenza Onu sulle droghe

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La lotta contro la droga a livello di produzione e traffico va fatta dai Governi ma e' ora che si attivi una lotta a livello di parlamento contro la domanda, per impedire soprattutto ai giovanissimi l'accesso, che e' senza ritorno, all'uso degli stupefacenti. E' il messaggio che arriva dalla conferenza internazionale sulla droga tenutasi ieri e oggi a Tokyo, organizzata dalle Nazioni Unite (Undcp) e dalla Federazione dei parlamentari giapponesi per la lotta all'abuso di narcotici e anfetamine, nonche' dal Governo giapponese, e che ha visto la partecipazione di 35 nazioni. La prima conferenza si tenne in Gran Bretagna nel 1998, seguita l'anno dopo da un'altra in Austria, quindi Usa nel 2000 e Bolivia l'anno scorso; ed ha sempre visto aumentare il numero dei partecipanti.
Nella relazione introduttiva, l'ex-primo ministro giapponese, Ryutaro Hashimoto, ha sottolineato il fatto che e' importante che l'economia dell'Afghanistan si rivitalizzi, dimenticando la passata esperienza dei campi coltivati con papavero da oppio; il Giappone, infatti, e' uno dei principali contribuenti per la ricostruzione di questo Paese.
Poi si e' trattato di un informale scambio di opinioni ed esperienze sui trattati internazionali sulle droghe.
Da sottolineare l'intervento della Russia, che ha offerto l'uso delle sue rampe di lancio dei satelliti, in modo da lanciarne alcuni che, girando intorno alla Terra, monitorino la presenza dei campi di papavero da oppio, nonche' tutto cio' che possa avere una relazione con droga e narcotraffico.
Per l'Italia, uno dei partecipanti era il deputato italiano Edouard Ballaman (Lega Nord), questore della Camera dei deputati: "Mi sono gia' sentito con alcuni deputati e abbiamo deciso di costituire anche in Italia, come avviene gia' da tempo in molti altri Paesi, tra cui il Giappone, un'associazione parlamentare contro il consumo di qualsiasi tipo di droga. La popolazione, in particolare i piu' giovani, va difesa contro questa minaccia che prende sempre piu' piede nel mondo sviluppato". Ballaman, precisando di sostenere le tesi proibizionistiche della sua formazione politica, ha affermato che il quadro emerso dalla Conferenza di Tokyo dimostra il fallimento e l'inutilita' di fatto delle terapie di recupero dei tossicodipendenti: "Molto meglio impiegare le risorse nella lotta contro la domanda". La conferenza, secondo Ballaman, ha fornito dati interessanti sui Paesi produttori di oppio. Nel 2001 in Aghanistan, che resta il primo produttore mondiale distanziando di gran lunga la Birmania e il Laos, la produzione e' scesa ad un decimo della media precedente, senza pero' creare contraccolpi sul mercato mondiale (data l'ampia disponibibilita' di scorte), ma i primi mesi del 2002 dimostrano una produzione nuovamente in crescita. "E' la prova -ha concluso il questore della Camera dei deputati- che la guerra contro la produzione e il traffico di stupefacenti e' lunghissima e subisce anche dei rovesci. Ma intanto sempre piu' vaste fasce di popolazione entrano nella via senza ritorno del consumo di droghe. E' questo il processo che va fermato".
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