Giovedì 8 ottobre 2026
Menu

Giornata del credito, Bankitalia: energia, la competitività passa anche dalla finanza

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il direttore generale della Banca d’Italia Paolo Angelini, alla 58ª Giornata del Credito, indica nella transizione energetica una leva decisiva per ridurre i costi, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e sostenere la competitività italiana. Centrale il ruolo di banche e mercati nel finanziare gli investimenti.

 

Il costo e la disponibilità dell’energia sono diventati fattori sempre più determinanti per la competitività delle economie. Gli shock degli ultimi anni hanno mostrato la vulnerabilità dei sistemi produttivi alle tensioni geopolitiche e alle oscillazioni dei prezzi. Per l’Italia e l’Europa, secondo Paolo Angelini, Direttore generale della Banca d’Italia, la risposta non può limitarsi a interventi emergenziali: serve una strategia strutturale capace di aumentare l’offerta di elettricità a costi sostenibili e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.

Rinnovabili, reti e accumuli per abbassare i costi

La crescita delle fonti rinnovabili rappresenta una componente essenziale di questa strategia. Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto circa il 41% del consumo elettrico italiano, una quota ancora inferiore alla media europea del 49%. L’espansione di fotovoltaico ed eolico, accompagnata dal potenziamento delle reti, degli accumuli e delle interconnessioni, può contribuire a ridurre il numero di ore in cui il prezzo dell’elettricità è determinato dalle tecnologie più costose, in particolare dal gas. Restano però ostacoli da superare: autorizzazioni e connessioni troppo lente e, in alcuni territori, la resistenza delle comunità locali.

Una transizione che richiede regole stabili

Per Angelini, la transizione energetica non è soltanto una questione ambientale, ma anche economica e di sicurezza nazionale. Gli investimenti necessari hanno un orizzonte pluridecennale e richiedono quindi un quadro normativo stabile e prevedibile. Le politiche pubbliche dovrebbero evitare di sostituirsi al mercato nella scelta delle tecnologie e concentrarsi sulla creazione delle condizioni che rendano gli investimenti più rapidi e convenienti. Anche gli eventuali sostegni pubblici, osserva Angelini, dovrebbero essere assegnati attraverso procedure competitive, evitando sussidi generalizzati e permanenti.

Il ruolo delle banche e della finanza

La finanza non può decidere la direzione della transizione, ma può accompagnarla selezionando i progetti più solidi, valutandone correttamente i rischi e mettendo a disposizione le risorse necessarie. In questo quadro acquistano importanza i prestiti e i mutui “verdi”, che secondo le evidenze disponibili presentano una rischiosità relativamente contenuta. In Italia la quota dei mutui verdi sulle nuove erogazioni è raddoppiata tra il 2022 e il 2024, arrivando al 12%. Banca d’Italia propone inoltre una definizione più semplice e uniforme di prestito verde, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo del mercato.

PMI e fotovoltaico: un potenziale ancora da sfruttare

Particolare attenzione va riservata alle piccole e medie imprese, che mostrano una crescente propensione a investire nell’efficienza energetica ma incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito rispetto alle grandi aziende. Un’opportunità significativa riguarda i tetti dei capannoni industriali: secondo stime Cerved, il loro pieno utilizzo per il fotovoltaico potrebbe raddoppiare la capacità installata attuale, con investimenti stimati tra 30 e 36 miliardi di euro. Strumenti come i contratti di prestazione energetica e i power purchase agreement possono inoltre ridurre il peso dell’investimento iniziale e offrire maggiore stabilità ai costi dell’energia.

Nessuna scorciatoia sul costo dell’energia

La conclusione di Angelini è netta: non esistono scorciatoie per ridurre strutturalmente il costo dell’energia. In caso di shock eccezionali possono essere utili misure temporanee e mirate a sostegno delle famiglie più vulnerabili e delle imprese maggiormente esposte, ma interventi generalizzati e prolungati rischierebbero di gravare sui conti pubblici senza ridurre la dipendenza dall’estero. La risposta passa invece dall’aumento dell’offerta elettrica a basse emissioni, dagli investimenti in reti e accumuli, dall’efficienza energetica e da un sistema finanziario capace di sostenere gli investimenti.

 

(Elena Leoparco su Help Consumatori)

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →