Giovedì 11 giugno 2026
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Giornata europea dell'antibiotico

U.E.
Notizia ·
I 'superbatteri' resistenti agli antibiotici sono una minaccia sempre più concreta per milioni di pazienti. Parola degli esperti dell'Associazione microbiologi clinici italiani, che oggi, in occasione della Giornata europea dell'antibiotico, tornano a sensibilizzare sull'importanza di un utilizzo appropriato di questi farmaci. Il boom dei germi 'invincibili' comporta infatti "un incremento dei costi delle terapie", avverte il presidente dell'Amcli Pierangelo Clerici, sottolineando che "la spesa per antibiotici in Italia è di circa 1 miliardo di euro all'anno a fronte di una spesa farmaceutica complessiva di 26 mld". Fra le conseguenze della resistenza anche "un aumento nella durata della malattia e dell'ospedalizzazione e, nei casi più gravi, della mortalità correlata alle infezioni". Da un lato per il cattivo impiego degli antibiotici, e dall'altro per il rallentamento nella ricerca di nuove molecole da parte dell'industria farmaceutica, "oggi non è raro - testimonia Clerici - isolare ceppi batterici resistenti a quasi tutti, se non tutti, gli antibiotici che abbiamo a disposizione, che causano infezioni molto difficili da trattare. Si pensi alla Klebsiella carbapenemasi produttrice, o ai microrganismi resistenti ai beta-lattamici. L'Organizzazione mondiale della sanità, nel Rapporto globale sulla resistenza agli antibiotici recentemente pubblicato - evidenzia il microbiologo - afferma che "un'era post-antibiotica in cui anche infezioni comuni possono essere mortali, lungi dall'essere una fantasia apocalittica, è una possibilità molto concreta per il XXI secolo'". Per il numero uno dell'Amcli "occorre agire su un duplice binario: da un lato proseguire nella ricerca e nello studio delle nuove forme batteriche che si manifestano con crescente frequenza, e dall'altro ottimizzare la collaborazione tra le diverse figure professionali che in ospedale possono concorrere alla migliore diagnosi dell'infezione e disegnare la strategia antibiotica effettivamente più efficace". Ma "la progressiva riduzione dell'efficacia di molti antibiotici in commercio" si deve anche "a fenomeni sempre più complessi di comorbilità, nonché dalla continua evoluzione di molti batteri il cui Dna, e quindi le potenzialità infettive per la salute umana, continuano a mutare".
"Per combattere la diffusione della resistenza agli antibiotici e scongiurare il ritorno a un'era pre-antibiotica - aggiunge Gian Maria Rossolini, coordinatore del Comitato di studio Amcli per gli antimicrobici - è necessario un impegno globale e un approccio multidisciplinare basato sulla sorveglianza del fenomeno, sull'uso migliore degli antibiotici che abbiamo a disposizione (antibiotic stewardship), sul controllo più efficace della diffusione dei ceppi antibiotico-resistenti (infection control) e sulla ricerca di nuovi antibiotici e di nuove strategie terapeutiche e preventive". "In questo scenario - conclude Clerici - la figura del microbiologo clinico gioca un ruolo centrale, contribuendo alla diagnosi precoce e accurata delle infezioni batteriche, alla sorveglianza epidemiologica delle antibiotico-resistenze, alla implementazione dei programmi di antibiotic stewardship, al monitoraggio dei risultati delle pratiche di infection control e alla valutazione dell'attività dei nuovi antibiotici in fase di sviluppo pre-clinico e clinico". Secondo alcune stime, evidenzia l'Amcli, per lo studio, la sperimentazione e la conseguente autorizzazione di un nuovo antibiotico occorrono circa 1 miliardo di euro e oltre 10 anni di lavoro.
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