Venerdì 5 giugno 2026
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Giornata mondiale Aids. Lia: affrontare una delle maggiori cause della pandemia: l’infezione per via endovenosa

Notizia ·
In preparazione della commemorazione della giornata mondiale sull'Aids, UNAIDS (www.unaids.org) e l'Organizzazione mondiale della sanita' (clicca qui) (WHO), hanno presentato lo studio "AIDS epidemic update 2003" (clicca qui) in cui si documenta la presenza del virus nel mondo e la sua costante diffusione: nel 2003 cinque milioni di persone sono risultate sieropositive e oltre tre milioni i morti. Secondo le stime delle due agenzie Onu le persone che vivono con l'Hiv o l'Aids sono 40 milioni (dai 34 ai 46), di questi 37 milioni sono adulti (dai 31 ai 43) e 2.5 i bambini sotto i 15 anni ( dai 2.1 ai 2.9 milioni).
Marco Perduca, segretario della Lia (Lega Internazionale Antiproibizionista), ha rilasciato la seguetne nota:
Proprio come accade per la guerra alla droga, le Nazioni unite producono annualmente dati che documentano l'aumento mondiale dell'epidemia dell'Aids. A differenza della guerra alla droga pero', l'Onu ha assunto un atteggiamento piu' pragmatico per affrontare la questione. Non solo nel 2001, una sessione speciale dell'Assemblea generale sull'Aids ha creato un Fondo speciale per la lotta al virus, ma alcune iniziative "controverse" sono divenute parte integrante della risposta della comunita' internazionale alla pandemia. Infatti, in alcuni paesi, una serie di progetti di scambio di siringhe nelle prigioni saranno finanziati dal Fondo a partire dall'anno prossimo, scelte che mettono in evidenza le scelte mediche e prammatiche di UNAIDS e dell'Oms e che riconoscono il legame stretto tra l'uso di droghe per via endovenosa e la diffusione del virus.
Contrariamente a quanto piu' volte annunciato in merito alla possibile espansione delle politiche di "riduzione delle domanda" da Antonio Maria Costa, la sua Agenzia ONU sulle droghe (UNODC) non ritiene di dover porre come questione prioritaria la connesione tra i danni del proibizionismo e l'Aids. L'UNODC, oltre ad essere un co-sponsor di UNAIDS, deve finalmente stabilire una collaborazione permanente con l'Oms per affrontare laicamente i danni prodotti dal proibiziosmo sulle droghe e le loro ripercussioni sulla crisi mondiale dell'Aids. Vi sono infatti regioni, come le ex-repubbliche sovietiche, dove a causa dell'uso di siringhe infette per l'assunzione di stupefacenti, l'emergenza Aids sta divenendo di proporzioni africane, non prenderla in considerazione per tempo portera' milioni di morti. Le tre convenzioni ONU in materia di droga sono state adottate quando ancora l'Aids non era pienamente conosciuto, a venti anni dalla sua scoperta devono essere riviste radicalemnte.
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