Lunedì 8 giugno 2026
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Giornata mondiale cure palliative, ancora pochi Hospice

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Gli hospice per i malati terminali dove vengono erogate le cure palliative sono aumentati e presto saranno raddoppiati, ma resteranno insufficienti. La terza giornata mondiale dell'Hospice e delle Cure palliative, che si svolge oggi, sabato 6 ottobre, rappresenta un'occasione per fare il punto della situazione. Pazienti oncologici, con gravi scompensi cardiaci, insufficienze respiratorie, patologie del sistema nervoso o metaboliche: in Italia sono oltre 250.000 ogni anno i malati terminali che necessitano di un'assistenza personalizzata in grado di garantire un miglioramento della qualita' di vita residua. Secondo dati forniti dal Ministero della Salute, nel nostro Paese sono in programmazione 188 hospice; quelli attualmente attivi sono appena 95, dieci dei quali nel Lazio. Ancora troppi i pazienti costretti a mettersi in coda in estenuanti liste di attesa, che non fanno che aumentare la sofferenza e la solitudine con cui i malati e le loro famiglie fanno spesso i conti per anni. " Si tratta di pazienti inguaribili, ma non incurabili -precisa il professor Vito Ascoli Marchetti, Coordinatore Hospice Tosinvest Sanita' - per i quali sarebbero necessarie diverse modalita' d'intervento, come l'assistenza domiciliare, che consentirebbe loro di vivere l'ultima fase della vita tra le mura domestiche.
Con le cure palliative (dal latino pallium, mantello, che copre, protegge e accoglie, ndr) e' possibile migliorare notevolmente la qualita' della vita di tutti i pazienti terminali. Fino a pochi anni fa questa forma di assistenza era indirizzata esclusivamente a malati neoplastici. Oggi le cure palliative possono essere somministrate anche ai pazienti neurologici, cardiopatici e metabolici. L'orientamento tuttavia rimane lo stesso: il rispetto della dignita' umana per garantire alla persona presa in carico una qualita' di vita in sintonia con la progressione della malattia e per aiutare il paziente e la sua famiglia ad accettare l'arrivo della fine". La fase terminale di un congiunto mette in crisi le relazioni sociali di chi gli sta accanto. Dati recenti mostrano che il 45% dei familiari ha dovuto cambiare radicalmente la sua vita. Nel 75% dei casi, questo ha significato interrompere o modificare in modo sostanziale il proprio lavoro. "Anche per questo motivo le cure palliative sono rivolte non solo al paziente, ma a tutto il nucleo familiare. La caratteristica principale del modus operandi palliativo e' un'equipe formata da diverse figure professionali, come medici palliativisti, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi e assistenti spirituali. La peculiarita' dei vari operatori, oltre alle competenze professionali, sta nella capacita' di ascoltare il malato e chi gli sta accanto. Un abbraccio puo' costituire la medicina piu' importante".
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