Venerdì 5 giugno 2026
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Giornata mondiale del risparmio

Notizia ·
"Non possiamo escludere che in singole situazioni sia stata insufficiente l' illustrazione dei fattori di rischio". Lo ha detto il presidente dell'Abi, Maurizio Sella parlando alla giornata mondiale del risparmio con un riferimento indiretto ai casi Cirio e Argentina che hanno recentemente colpito le tasche delle famiglie italiane. "Attendiamo -ha aggiunto Sella- l'esito degli accertamenti in corso". Inoltre ha sottolineato come sia "rilevante accrescere la percezione dei risparmiatori dello stretto legame fra aspettative di alti rendimenti ed elevati livelli di rischio connessi all' investimento". Insomma "quanto piu' alto e' il rendimento, piu' elevata e' la possibilita' di non percepire il risultato atteso". Il presidente dell' Abi ha quindi suggerito ai risparmiatori che "e' centrale la strategia di diversificazione del portafoglio, che consente di minimizzare l'impatto di eventuali perdite in conto capitale sul rendimento complessivo del portafoglio". Strategia che pero' puo' essere suggerita solo da un investitore istituzionale con le competenze necessarie.
In Italia serve "un'ulteriore trasformazione del risparmio 'fai da te' in risparmio gestito. Nel risparmio gestito l'Italia e' in ritardo nei confronti della Francia e della Germania con una differenza pari rispettivamente a 10 e 6 punti percentuali". Sella evidenzia che, alla luce delle differenze nell'utiizzo dei vari strumenti di risparmio, "sembra emergere che l'Italia, pur dopo notevoli progressi, deve ancora completare un fondamentale passaggio". In particolare "diviene ancora piu' pressante che le scelte allocative del risparmio delle famiglie si orientino su strategie di diversificazione di portafogli che favoriscano una corretta gestione del rischio".

"L' ammontare dei titoli emessi da una impresa per i quali si delinea il rischio di perdite rappresenta meno dello 0,05% delle attivita' finanziarie delle famiglie": e' il chiaro riferimento che il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio ha fatto alla vicenda Cirio, pur non citandola mai direttamente. Il governatore ha sottolineato inoltre che "allarmi sull'efficienza, sull'integrita' di una componente del nostro sistema finanziario possono essere controproducenti per lo sviluppo dei mercati e in definitiva per l'attivita' delle imprese, che in questo momento gia' si confrontano con una difficile congiuntura".
L'insolvenza -ha detto Fazio- ha riguardato obbligazioni di un gruppo operante nell'industria alimentare, che aveva proceduto a emissioni per un valore complessivo di 1.125 milioni di euro, pari all'1,5% circa delle obbligazioni emesse da imprese non finanziarie italiane sul mercato lussemburghese nel periodo che va dal 1998 allo scorso giugno". In Italia il numero di investitori che hanno acquistato i titoli attraverso contratti bilaterali con le banche e' stato mediamente intorno ai 4.000 per ciascun prestito obbligazionario. La domanda dei titoli e' stata spinta da rendimenti elevati rispetto a quelli offerti da emittenti che presentavano il rating piu' basso tra quelli di buona qualita'. Il governatore ha ricordato come dalla primavera del 2000 il rallentamento ciclico dell'economia mondiale si sia riflesso, in tutti i principali Paesi, in un aumento del premio al rischio richiesto sulle obbligazioni delle imprese. E' cosi' che "il deterioramento delle situazioni aziendali si e' tradotto in un numero crescente di insolvenze, dapprima negli Stati Uniti, successivamente in Europa". A fronte dei 32 casi di insolvenza verificatisi lo scorso anno in tutta Europa, tuttavia, Fazio ha ricordato come in Italia -come in Francia, Belgio, Svizzera, Svezia e Norvegia- vi sia stato un solo default. La meta' dei casi fa capo all'Inghilterra e un quarto all' Olanda.
Sulla vicenda Cirio "gli accertamenti ispettivi, effettuati dalla Consob e, su richiesta, dalla Banca d'Italia, sono in fase avanzata" e in caso di violazioni delle norme "alle verifiche faranno seguito le necessarie iniziative nelle sedi competenti". Tuttavia "dai primi riscontri relativi a un campione di operazioni condotte dagli intermediari ispezionati dalla Banca d'Italia emerge che gran parte delle contrattazioni e' stata eseguita nel rispetto delle disposizioni volte ad assicurare al cliente la necessaria trasparenza e a evitare che vengano proposte operazioni non adeguate all'investitore".
Fazio ha dunque esortato le banche in prima persona a intervenire per sanare gli errori, se dovessero riscontrare che effettivamente sono state commesse alcune scorrettezze. "Nei casi in cui le singole banche dovessero accertare, anche solo sulla base di riscontri interni, che gli adempimenti richiesti dalla normativa non sono stati pienamente espletati, valuteranno l'opportunita' di avviare iniziative per rafforzare la fiducia dei risparmiatori e mantenere integra la reputazione aziendale".
La Banca d'Italia, secondo Fazio, ha garantito storicamente la difesa della stabilita' del sistema bancario italiano e della difesa del risparmio delle famiglie. "La difesa del risparmio e' sancita dall' articolo 47 della Costituzione. La Banca d'Italia e' responsabile della stabilita' del sistema bancario e della tutela del risparmio da esso direttamente intermediato. Dall'esperienza storica si rileva una costante e assoluta garanzia per tale forma di impiego, dalla legge bancaria del 1936 fino a oggi".
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