Giovanardi: Cucchi meritava il carcere
"In carcere per l'uso di droga non c'e' nessuno. Quindi la risposta alla sua domanda e' zero". Cosi' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi, ospite del 'Fatto del giorno' su Raidue, a Livia Turco (Pd) che chiedeva dei dati su quanti sono i ragazzi in carcere per l'uso di droghe.
A questo punto Turco ha provato a ricordare il caso di Stefano Cucchi, il giovane morto lo scorso 22 ottobre nel reparto detentivo dell'ospedale Pertini di Roma. Subito interrotta da Giovanardi che ha precisato: "Il caso di Stefano e' dolorosissimo, pero' e' stato arrestato perche' era uno spacciatore non un consumatore". Ed era "recidivo, recidivo...".
Sul caso Cucchi ogni parlamentare dovrebbe offrire tutta la sua disponibilita', umana e istituzionale, per aiutare l'emergere della verita'. Da Giovanardi invece ho sentito solo frasi vergognose e false. Lo afferma il Senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica.
"Sulla recidivita' del ragazzo, dalle affermazioni della famiglia e dal colloquio avuto con il Vicedirettore di Regina Coeli- spiega Pedica- posso affermare che Stefano non aveva mai varcato la soglia di un carcere prima del fatidico 16 ottobre.
Sullo spaccio, poi, l'ipotesi doveva essere appurata in un regolare processo, che purtroppo non e' potuto celebrarsi". "Di fronte allo sdegno del paese, Giovanardi, ma anche Gasparri durante l'audizione di Alfano in Senato, hanno pronunciato parole che fanno rabbrividire. Ogni cittadino, che faccia o meno uso di droga, deve fare i conti con la legge ma non con la violenza o la morte. Quello di Giovanardi - conclude- e' un meschino tentativo di insabbiare la verita' per scopi politici personali". Pedica annuncia anche che "ho appena ricevuto autorizzazione del Ministero della Difesa a visitare entrambe le caserme dove e' stato trattenuto Stefano Cucchi la notte del 15 ottobre, e mi ci rechero', forse assieme alla sorella Ilaria Cucchi, lunedi' pomeriggio".
A questo punto Turco ha provato a ricordare il caso di Stefano Cucchi, il giovane morto lo scorso 22 ottobre nel reparto detentivo dell'ospedale Pertini di Roma. Subito interrotta da Giovanardi che ha precisato: "Il caso di Stefano e' dolorosissimo, pero' e' stato arrestato perche' era uno spacciatore non un consumatore". Ed era "recidivo, recidivo...".
Sul caso Cucchi ogni parlamentare dovrebbe offrire tutta la sua disponibilita', umana e istituzionale, per aiutare l'emergere della verita'. Da Giovanardi invece ho sentito solo frasi vergognose e false. Lo afferma il Senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica.
"Sulla recidivita' del ragazzo, dalle affermazioni della famiglia e dal colloquio avuto con il Vicedirettore di Regina Coeli- spiega Pedica- posso affermare che Stefano non aveva mai varcato la soglia di un carcere prima del fatidico 16 ottobre.
Sullo spaccio, poi, l'ipotesi doveva essere appurata in un regolare processo, che purtroppo non e' potuto celebrarsi". "Di fronte allo sdegno del paese, Giovanardi, ma anche Gasparri durante l'audizione di Alfano in Senato, hanno pronunciato parole che fanno rabbrividire. Ogni cittadino, che faccia o meno uso di droga, deve fare i conti con la legge ma non con la violenza o la morte. Quello di Giovanardi - conclude- e' un meschino tentativo di insabbiare la verita' per scopi politici personali". Pedica annuncia anche che "ho appena ricevuto autorizzazione del Ministero della Difesa a visitare entrambe le caserme dove e' stato trattenuto Stefano Cucchi la notte del 15 ottobre, e mi ci rechero', forse assieme alla sorella Ilaria Cucchi, lunedi' pomeriggio".
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