Giovedì 4 giugno 2026
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I giovani ai Parlamentari: perché i vostri test antidroga sono volontari?

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Politici attenti, i ragazzi vi guardano. La notizia del drug test per scoprire se si fa uso di stupefacenti cui potranno sottoporsi i parlamentari e i membri eletti nelle istituzioni, fa discutere i piu' giovani che, come accade spesso, non nascondono i loro dubbi di fronte alle iniziative degli adulti. "I ragazzi stanno dicendo due cose. Se il test e' volontario, o, ancor di piu', se si rifiuteranno di farlo, allora il messaggio per noi sara' chiarissimo: drogarsi si puo' e non inficia la possibilita' di governare". A parlare e' Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e responsabile dell'Istituto di Ortofonologia di Roma, struttura con sportelli di ascolto in decine di scuole. "E sono proprio i ragazzi- spiega- nel momento in cui abbiamo affrontato il tema di quanto sia devastante nella vita il ricorso alle droghe, a tirare fuori il test antidroga dei politici e, su questo, a esprimere concetti chiarissimi".
La prossima settimana, su iniziativa del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Carlo Giovanardi, deputati e senatori potranno recarsi nelle strutture del Dipartimento antidroga per eseguire il drug test.
Oggi il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha dato l'esempio recandosi nel centro dell'Acqua Acetosa per farsi 'testare' (sabato ci sara' l'esito delle analisi) e lo stesso primo cittadino ha spiegato che chiedera' a tutti i suoi assessori di fare altrettanto.
"Il ragionamento fatto dai ragazzi e' chiaro- sottolinea Castelbianco- se il test e' volontario o se il test i politici non lo fanno, allora vuol dire che drogarsi si puo' e che non impedisce l'attivita' di governo. E se lo fanno loro, insistono, perche' non dovremmo drogarci anche noi? Di fronte a questi ragionamenti, anche per noi psicologi si fa dura... Dai piu' giovani arriva quasi un appello, affinche' i politici diano un grande esempio, dimostrando, facendo il test, che non ricorrono a stupefacenti e, dunque, che non si drogano, perche' drogarsi e' devastante per chi lo fa".
E la privacy, che potrebbe essere violata di fronte all'obbligatorieta' del drug test? "Domanda sottoposta ai ragazzi, la cui risposta- chiude Castelbianco- e' stata pronta: 'Ricoprono cariche pubbliche, se vogliono garantita la loro privacy si dimettano".

ALEMANNO E DUE ASSESSORI SI SOTTOPONGONO A TEST - Il narco-test, ogni giorno di piu', fa emergere una netta linea di demarcazione tra centrodestra e centrosinistra nella capitale.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l'assessore alla mobilita' Sergio Marchi e poi l'assessore all'ambiente Fabio De Lillo stamani hanno fatto da apripista sottoponendosi al test antidroga e molti degli esponenti della Pdl hanno gia' annunciato di voler seguire l'esempio.
La sinistra o tace, o ironizza, come il presidente del X municipio Sandro Medici, 'non mi sottoporro' nemmeno al test per le intolleranze alimentari', o concorda ma con distinguo come il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che ritiene per i cittadini piu' importante conoscere la situazione patrimoniale di chi amministra.
I risultati del drug test effettuato stamani da Alemanno all'Istituto di medicina sportiva del Coni all'Acqua Acetosa saranno pronti non prima di sabato. Il sindaco, dopo essere stato accolto dal segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi Alemanno e' stato affidato al medico Francesco Leonelli per il prelievo di urina e di capelli al quale ha presentato un certificato di esenzione a fini terapeutici perche', a causa dell'intervento al menisco destro subito la settimana scorsa, potrebbero risultare dai test tracce di anestetico. L'esame, che normalmente costa 500 euro, e' stato offerto gratuitamente al sindaco dal laboratorio del Coni, unico in Italia certificato dal Cio. 'Pur non volendo fare il primo della classe - ha detto Alemanno - credo che gli amministratori pubblici debbano essere nel pieno delle loro facolta''. Anche Zingaretti si e' detto 'd'accordo nel fare test antidroga ai politici, io non avrei alcun problema nel farlo, neanche fumo e non nascondo nulla. La gente, pero', chiede soprattutto controlli sui politici riguardo arricchimenti facili, appalti, condizioni patrimoniali. Per questo motivo noi qui alla Provincia di Roma abbiamo approvato una mozione che rende obbligatoria la pubblicazione online della condizione patrimoniale degli eletti e degli amministratori provinciali'.
Per il consigliere regionale Pdl Fabio Desideri, 'Alemanno e' un esempio per la politica, ed e' bene che la politica segua il suo esempio. Purtroppo alla Regione, dove governano la sinistra e il Pd, la mia proposta di effettuare subito, tutti insieme, assessori e consiglieri, un test antidroga, prima delle elezioni di marzo, non viene raccolta concretamente dalla maggioranza' aggiungendo che 'se il test fosse stato gia' operativo, non saremmo arrivati a questa caotica situazione'. La butta sull'ironia il presidente Medici: 'Nel mio piccolo - non desidero partecipare a nessuna forma di avanspettacolo chimico-politico, lascio volentieri ad altri questo esercizio di ipocrisia perbenista, preferisco continuare a interpretare la politica come funzione pubblica e non come giudizio privato.
Anche perche', l'ammetto: mi sento un peccatore di fascia media, oltreche' portatore di alcune devianze: mi piacciono le signore, bevo vino e fumo sigarette, guardo poco la televisione, non vado in palestra, russo di notte e perfino a volte mi scaccolo'.

"Chiedo formalmente che vengano resi noti sia i risultati delle analisi" antidroga ai parlamentari, "sia i nomi di deputati e senatori che non si sono voluti sottoporre all'esame. E' bene, infatti, che i cittadini sappiano se tra i loro rappresentanti in Parlamento ci siano persone che fanno uso di droghe". Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, il quale spiega "di essersi gia' prenotato per sottoporsi al test antidroga e auspica che gli altri parlamentari facciano altrettanto".
La droga, aggiunge Di Pietro, "offusca il cervello e impedisce di fare il proprio dovere al meglio e con la dovuta lucidita'.
Sarebbe grave se venisse accertato che tra i parlamentari che hanno importanti responsabilita' morali e istituzionali ci siano soggetti dipendenti dalla droga".

"Personalmente mi sottoporro' al test antidroga mediante prelievo ed analisi del capello. L'analisi delle sole urine, rivelando tracce di stupefacenti assunti nei giorni precedenti il prelievo, rischia di essere soltanto un'inutile operazione di facciata. Il prelievo di una ciocca di capelli invece permette di stabilire se si e' o meno consumata droga nell'arco di svariati anni. Il test del capello dovrebbe essere obbligatorio per politici, magistrati, forze dell'ordine e militari. Se facoltativo il nominativo di chi si sottrae volontariamente all'esame dovrebbe essere a mio avviso reso pubblico".
Lo afferma Gabriella Carlucci, vicepresidente della commissione Bicamerale per l'Infanzia e deputato del Pdl.

L'esigenza di tutelare la privacy è comprensibile, ma "dopo le cose che sono successe in questi anni, per ultimo a Marrazzo", la politica deve "assolutamente dare delle risposte". Pur non ritenendo realistica l'ipotesi di obbligare i politici a controlli antidroga per legge ("una legge cosí non passerebbe mai, ma se qualcuno la proponesse io forse voterei a favore"), il ministro della Difesa Ignazio La Russa conferma in un'intervista a QN la volontà di organizzare per metà novembre una campagna di test volontari tra i parlamentari.
"Voglio che l'esito dei test, che saranno tricologici, sia immediatamente pubblico", afferma La Russa. "Si farà il test, con le massime garanzie scientifiche, e il risultato sarà dato a un comitato di garanti composto da tre giornalisti. Prima della diffusione, in caso di positività, si ripeterà il test". Ma "dopo il secondo prelievo l'esito sarà pubblico", precisa il ministro confermando che la campagna avrà inizio il 12 novembre.

'Non andro' a fare il test antidroga, pur essendo un proibizionista convinto e anche scandalizzato da quanto e' emerso dalle cronache di questi ultimi tempi. Non ci vado perche' ogni parlamentare deve difendere la propria dignita' ogni giorno con uno stile di vita complessivo che non consenta alcun sospetto da parte di alcun altro'. E' quanto afferma Pierluigi Castagnetti del Pd.
'Affidarsi a un test significa ammettere la propria scarsa credibilita' personale al punto di doversi affidare a una certificazione terza. Un po' come quei politici che consapevoli dello scarso valore della loro parola giurano sulla testa dei propri figli per renderla piu' autorevole. Senza dire poi -sottolinea Castagnetti- della ridicolaggine di un test antidroga a cui chi si sottopone volontariamente, per non rischiare un esito positivo, adottera' tutte le precauzioni del caso nei giorni che lo precedono. Suvvia siamo seri, colleghi parlamentari'.

Livia Turco non fara' il test antidroga rivolto ai parlamentari. Lo ha annunciato la stessa esponente del Partito democratico a 'Il fatto del giorno' su Raidue.
Intervistata da Monica Setta, la Turco si e' allineata alla posizione gia' manifestata da altri esponenti del suo partito.
Dalle fila del Pdl, invece, crescono invece i consensi dell'iniziativa illustrata in studio dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Carlo Giovanardi che ha spiegato come "oggi c'e' un eccessivo uso di cocaina in diversi settori del lavoro, del giornalismo, dello spettacolo e anche tra alcuni politici". Adesioni sono arrivate anche dal presidente del gruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e dal deputato Paola (Pdl) che hanno rimacarcato la bonta' dell'iniziativa.

'Il capo-condomino Gianni Alemanno ha deciso che gli assessori capitolini devono farsi il test antidroga. Premesso che lui non si fida degli stessi assessori che pure ha nominato, le liberta' individuali sono a rischio. A noi sembra un buon viatico per ritornare al fascismo'. Lo ha dichiarato il segretario del Pri Francesco Nucara, commentando il test antidroga per i politici.

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