Mercoledì 10 giugno 2026
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Giovani musulmani chiedono la cittadinanza

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Chiediamo di essere riconosciuti con più facilità e in tempi ragionevoli, non dimenticando che una fascia significativa dei potenziali nuovi italiani sono figli di immigrati nati e cresciuti nel nostro Paese, a maggior ragione con il diritto di ritrovarsi inseriti ufficialmente tra i cittadini italiani": è questo l'appello lanciato ieri da Sumaya Abdel Qader, scrittrice e dirigente dei Giovani Musulmani d'Italia, attraverso una lettera inviata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Prendendo spunto dall'appello lanciato ieri dal Capo dello Stato che chiedeva di modificare la legge sulla cittadinanza, Sumaya espone un problema che la riguarda personalmente, ma che tocca da vicino tanti altri ragazzi musulmani che come lei sono nati all'estero ma sono poi cresciuti nel nostro paese.  "Al mio Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano - afferma Sumaya - Le scrivo per esprimerle gioia ed emozione, malinconia ed amarezza. I primi due sentimenti nascono dal suo storico incontro con i nuovi italiani, incontro in cui, forse per la prima volta, un'Istituzione così importante riconosce come tali. I secondi sentimenti invece nascono dalla delusione di non poter far parte, sulla carta, di quel gruppo di giovani. Nata in Italia, a Perugia, 30 anni fa. Per un disguido burocratico che ha creato una interruzione di 3 mesi nella residenza mia e delle mie sorelle sul suolo italiano, abbiamo perso la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana per diritto di nascita". Nonostante questo Sumaya ribadisce il suo amore verso il nostro paese chiedendo che sia reso piu' snello l'iter per ottenere la cittadinanza italiana. "Mi auguro che il Suo appello di serietà, rispetto, considerazione e 'investimento' sui nuovi italiani, giunga al cuore di chi questo Paese lo guida e lo proietta verso il futuro. Un futuro che deve dar spazio a tutti, nel rispetto dei diritti umani chiedendo in cambio il giusto dovere civico e non solo - conclude - Noi, nuovi italiani (anche se non tutti confermati sulla carta) siamo in piena identificazione con i valori di storia e di lingua, e con i principi giuridici e costituzionali che sono propri della nostra nazione e del nostro Stato democratico. Chiediamo di naturalizzare il nostro essere italiani anche se ne siamo un po' una rivisitazione. Concedere e riconoscere tutto ciò non solo sulla carta ma anche socialmente e civilmente, evitando la creazione di ghettizzazione, l'esclusione sociale e i cittadini di serie B". Sumaya è impegnata da alcune settimane in un tour che la porterà nelle principali città italiane per presentare il suo primo libro dal titolo "Porto il velo e adoro i Queen", nel quale racconta in modo ironico e sorridente la sua storia di una figlia di immigrati arabi in Italia che ha scelto di iscrivere le figlie alla scuola delle monache Orsoline pur essendo una musulmana praticante. Sumaya è anche uno dei venti redattori della rivista settimanale 'Yalla Italia' dedicata agli immigrati di seconda generazione che vivono nel nostro paese.    
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