Venerdì 5 giugno 2026
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GIOVANNI NUVOLI E' MORTO. DI FAME E DI SETE

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' morto Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro e agente di commercio 54enne, affetto da sette anni da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) che con ripetuti appelli aveva chiesto piu' volte di poter morire. Si e' spento alle 22.30 di ieri sera nella sala di rianimazione allestita nella sua villetta alla periferia di Alghero (Sassari). Lo scorso 16 luglio, otto giorni fa, il 'Welby sardo', come era stato immediatamente ribattezzato, aveva iniziato lo sciopero della fame e della sete. E alla fine, il suo corpo, 184 cm per soli 37 chilogrammi, non ce l'avrebbe fatta. Secondo quanto riferito dalla moglie, Maddalena Soro, al momento del decesso aveva ancora attaccato il respiratore artificiale che lo teneva in vita. 'Ha finito di soffrire, si e' lasciato morire', ha commentato la donna.

Saranno gli inquirenti della procura di Sassari a verificare l'importante dettaglio. Ieri, intorno alle 23, si sono recati in casa Nuvoli, il magistrato Paolo Piras e i carabinieri della compagnia locale. Nuvoli in ogni caso aveva chiesto a piu' riprese di staccare la spina delle macchine che lo tenevano in vita. L'ultima volta lo aveva fatto il 24 aprile scorso, in una conferenza stampa convocata nella casetta di via degli Orti. Ai cronisti aveva detto attraverso il sintetizzatore vocale, con il quale componeva le parole con il movimento degli occhi, 'non ho cambiato idea, voglio morire, addormentato'.

In precedenza, invece, l'ex arbitro aveva espresso le sue volonta' attraverso la moglie, che in tutto questo tempo, compreso il tanto contestato ricovero nel reparto di Rianimazione dell'ospedale civile di Sassari, durato piu' di un anno, e' stata al fianco del marito nella vana battaglia. Con pazienza gli permetteva di comunicare con il mondo utilizzando un cartello in plexiglas sul quale erano state incollate delle lettere che Nuvoli, con lo sguardo, utilizzava per comporre le parole. Un sistema artigianale e' che ha destato piu' di un sospetto su quali fossero i reali desideri dell'ex arbitro.
Tanto da rendere necessario, appunto, l'acquisto del sintetizzatore vocale "I-able my tobii", dotato di un 'eye-tracker' ad alte prestazioni.

Intanto, nella notte, sono arrivati i primi commenti dal mondo politico e, in particolare, dai radicali e dall'associazione Luca Coscioni, che hanno seguito passo dopo passo il caso Nuvoli, impegnandosi in prima persona per tentare di esaudire la volonta' del paziente. 'Giovanni Nuvoli e' morto in un modo indegno -denuncia in una nota l'europarlamentare e presidente dell'associazione Luca Coscioni, Marco Cappato- come nemmeno un animale si tollererebbe morisse, per scelta obbligata dallo Stato italiano'.

Cappato ricorda poi come il medico anestesista radicale di Perugia, Tommaso Ciacca, 'su richiesta reiterata di Nuvoli e dopo diverse visite di numerosi specialisti, lo scorso 10 luglio, si reco' a casa sua per praticare il distacco del respiratore sotto sedazione ma venne fermato dalle forze dell'ordine, su decisione della Procura e del Tribunale di Sassari. L'Italia dei fautori della 'buona tortura' contro la 'buona morte' - sottolinea l'europarlamentare - applaudi', dal giornale della Conferenza Episcopale Italiana fino alla stampa locale. Soltanto una settimana dopo si sono dovuti arrendere al coraggio e alla forza di un uomo che aveva gia' sopportato oltre quanto umanamente sopportabile, e che aveva percio' deciso di interrompere fino alle estreme conseguenze l'assunzione di cibo e di acqua'.

'Seguendo la volonta' di Nuvoli abbiamo in questi giorni accettato anche noi, come la moglie e chi lo amava, la consegna del silenzio. Abbiamo obbedito a Giovanni, che ha accettato alcuni giorni di aggravamento clandestino della sua tortura come prezzo da pagare per non andare incontro a mesi o anni di ulteriore violenza e sequestro del suo corpo. Ora Giovanni Nuvoli riposa in pace. Ma questo 'prezzo' di infame violenza e' responsabilita' dello Stato italiano, delle azioni e omissioni di questi giorni e mesi'.

Ciacca, invece, dai microfoni di Skytg24 ha detto che 'Giovanni non chiedeva l' eutanasia, ma chiedeva per se' e per tanti altri malati di questo Paese la sospensione di una terapia che per lui provocava indicibili sofferenze. E lo faceva nella piena consapevolezza'. Mentre Marco Pannella ha ricordato che Nuvoli e' morto 'nello stesso giorno in cui la giustizia ha riconosciuto che la morte di Piergiorgio Welby non e' stata causata dai comportamenti illegittimi, secondo la legalita' italiana ed anche quella comunitaria'.

PER PM NON NECESSARIA AUTOPSIA, DOMANI I FUNERALI -
Sul corpo di Giovanni Nuvoli non sara' eseguita la perizia necroscopica. Il pubblico ministero, Paolo Piras, che ieri notte, accompagnato da un ufficiale dei Carabinieri aveva personalmente eseguito una ricognizione del cadavere, constatando che il respiratore artificiale era ancora in funzione, ha ritenuto non necessario l'esame e ha concesso il nullaosta per il funerale.
Le esequie di Nuvoli si svolgeranno domani alle 16 nella parrocchia di San Giuseppe. Davanti alla casa dell'ex arbitro si e' raccolta, intanto, una piccola folla di conoscenti che aspetta di poter rendere omaggio alla salma. Accanto all'ingresso e' stato sistemato un registro per le firme.

MEDICO LEGALE CONFERMA MORTE NATURALE PER GIOVANNI NUVOLI - Giovanni Nuvoli e' morto per cause naturali. Lo ha accertato il medico legale su richiesta del procuratore del tribunale di Sassari, Paolo Piras. Il magistrato ha richiesto l'intervento degli specialisti dopo il decesso improvviso, avvenuto la scorsa notte intorno alle 22.30, dell'ex arbitro di Alghero (Sassari), che da sette anni era affetto dalla Sclerosi laterale amiotrofica e che piu' volte aveva chiesto di poter morire.
Gli specialisti non ritengono nemmeno necessario l'esame autoptico sul cadavere di Nuvoli.

VOLONTA' NON ALIMENTARSI REGISTRATA SU VIDEO - La volonta' di Giovani Nuvoli di lasciarsi morire, rifiutando acqua e cibo, e' registrata in un video che ha ripreso i momenti in cui l'ex arbitro di calcio, attraverso il sintetizzatore vocale ha comunicato la sua decisione.
Il sintetizzatore vocale era stato riconosciuto legalmente valido come mezzo per manifestare la volonta' di Nuvoli da una sentenza del giudice Maura Nardin, della Sezione staccata di Alghero del Tribunale civile di Sassari. Il giudice aveva accolto le richieste del sostituto procuratore Paolo Piras della Procura di Sassari.
Nella sentenza il giudice Nardin ha scritto che 'Giovanni Nuvoli puo' esprimere da solo e compiutamente la propria volonta' tramite l'utilizzo del sintetizzatore vocale iAble-MyTobii, secondo le modalita' d'uso tipiche del macchinario e che ogni sua dichiarazione cosi' espressa, quando a seguito della validazione l'apparecchiatura emette vocalmente il suono corrispondente alle parole scritte sul monitor a mezzo del puntamento dello sguardo, e' da considerare a tutti gli effetti giuridici manifestazione di volonta' del signor Giovanni Nuvoli, qualora sia effettuata alla presenza di due persone maggiori di eta' che ne attestino la provenienza'.
Mercoledi' scorso anche una telecamera ha registrato le parole emesse dal sintetizzatore elettronico grazie al movimento degli occhi di Nuvoli sullo schermo dell'apparato.

ALTRI COMMENTI

'Subito una legge sul testamento biologico'. Lo afferma il senatore del gruppo Verdi-Pdci Gianpaolo Silvestri, vicepresidente della commissione sanita' del Senato.
'La vicenda di Nuvoli - afferma - ci interroga pesantemente come uomini e come legislatori. Con il proscioglimento del medico Mario Riccio e' stata rispettata la Costituzione e la volonta' soggettiva del paziente. Purtroppo cosi' non e' avvenuto per Giovanni Nuvoli'.
'Quanti casi Welby e Nuvoli dobbiamo avere prima che la dichiarazione anticipata di volonta', meglio conosciuta come testamento biologico, esca dalle secche dei veti incrociati? Mi auguro - conclude l'esponente dei Verdi - che la Commissione Sanita' giunga alla stesura del testo, io lavorero' per questo'.

"Ieri sera, alle ore 22,50, si e' spento Giovanni Nuvoli, dopo anni di calvario, dopo aver piu' volte chiesto che gli fosse staccato quel tubo della ventilazione che proseguiva, con evidente accanimento terapeutico, una vita per lui diventata impossibile, come per Welby. Se ne e' andato cosi' e ora non importa come, se essendosi negato cibo e acqua negli ultimi giorni o se per consunzione, estenuazione, inedia. Se ne e' andato, e davanti a casa sua c'erano i carabinieri. Erano arrivati a meta' luglio.
A controllare che cosa? Chi? Non certo i movimenti di chi non poteva neppure muoversi, parlare, ma a cui era consentito solo un battere di ciglia. Ma un giudice a cui Nuvoli aveva chiesto di poter morire glieli aveva messi sotto casa a piantonare un morente. L'articolo 32 della Costituzione, che stabilisce che nessuno puo' essere obbligato ad un determinato trattamento, e' stato semplicemente ignorato. Se ne e' andato, pero', in un giorno non qualunque: poche ore prima, un altro giudice, una donna, aveva deciso che a certe condizioni la richiesta di un malato di rifiutare le cure e' un diritto e che la risposta del medico e' un dovere. E' troppo tardi per lui ormai, ma forse non e' troppo tardi per altri. Ci auguriamo che il Parlamento trasversalmente - non e' certo una questione di schieramenti - legiferi su questa materia e che la politica riacquisti la sua autonomia e la sua forza, prima che per i diritti di ciascuna persona, per la dignita' dei morenti". Cosi' la senatrice Magda Negri (Aut) intervenendo in Aula sulla morte di Nuvoli.

"Cali silenzio e si rispetti lutto famiglia, senza clamore mediatico, inopportuno per paziente arrivato ad una fase finale della sua vita". Questo il commento sulla morte di Nuvoli del senatore Ignazio Marino, presidente della commissione sanita' del Senato raggiunto a Cremona dove partecipava ad un dibattito sul testamento biologico.
"Sia consentito alla famiglia - dice Marino - di vivere con dignita' e rispetto questo momento drammatico".

Era pronto ad assecondare la volonta' di Giovanni Nuvoli di morire senza soffrire, l'anestesista Tommaso Ciacca.
Il medico ha ricordato oggi che dopo la comunicazione alla procura di quanto chiedeva l'ex arbitro, era stato costituito un collegio interdisciplinare che aveva studiato il caso. 'Questo pero' non ha fermato le forze dell'ordine anche se noi abbiamo creduto fino in ultimo di poter esaudire la volonta' di Nuvoli', ha aggiunto Ciacca ricordando che al loro ultimo incontro era presente un ufficiale dei carabinieri in modo che malato e medico non restassero soli.
L'anestesista ha ricordato di avere incontrato Nuvoli per l'ultima volta il 10 luglio scorso. 'Poi ho seguito a distanza - ha aggiunto - quello che accadeva, mantenendo i contatti ogni giorno con la moglie e i suoi amici. E' stata - ha concluso Ciacca - una esperienza molto forte da un punto di vista umano e professionale'.

'No ad altri casi Welby: Parlamento e istituzioni agiscano tempestivamente per regolamentare le scelte di fine vita'. E' la richiesta di Stefano Pedica, capo della segreteria politica e deputato di Italia dei Valori.
'In Italia - afferma - dopo il caso di Piero Welby e il triste epilogo della vicenda umana di Giovanni Nuvoli, potenzialmente diversi altri sono i casi, seppur minoritari rispetto al numero di degenti in condizioni analoghe, di persone che chiedono di essere lasciate, evitando atroci sofferenze, al proprio destino, quando questo debba essere inevitabile. Nel nostro paese, anche in questo caso in ritardo rispetto alle normative dei nostri partner europei, fin troppo tempo si e' perso in polemiche ideologiche, ipocrite e inconcludenti'.
Secondo Pedica, 'sarebbe invece ora, prima di dover assistere all'ennesima telenovela della sofferenza a norma di legge, che Parlamento e istituzioni agissero con tempestivita' per una regolamentazione delle scelte di fine vita che ogni cittadino potrebbe, malauguratamente, trovarsi ad affrontare'.

No all'eutanasia ma c'e' l'esigenza di una legge 'che ascolti il malato'. Lo ha ribadito il ministro della Salute, Livia Turco, intervenendo alla trasmissione di Maurizio Costanzo, su Skyvivo, parlando del proscioglimento del medico di Welby e della morte di Giovanni Nuvoli.
'Bisogna ascoltare la volonta' del malato', ha detto il ministro, spiegando che, sotto il profilo dell'assistenza e della lotta al dolore 'non sono affatto convinta che venga offerto veramente tutto ai malati terminali. La persona deve essere davvero nelle condizioni di poter vivere con dignita' la malattia senza essere torturata dal dolore e bisogna rispettare l'articolo 32 della Costituzione. Solo dopo che si e' fatto tutto - ha concluso - allora si puo' ascoltare la sua richiesta di essere, se desidera, lasciato in pace'.

'La morte di Giovanni Nuvoli, cosi' come quella di Piergiorgio Welby, non ci lasciano certo indifferenti. Trovo pero' di cattivo gusto strumentalizzare la sofferenza di un uomo per un piccolo tornaconto politico". E' il commento del deputato azzurro Maurizio Lupi.
'La sofferenza, il dolore, la malattia - continua Lupi - sono esperienze che attraversano la vita di ognuno di noi.
Esperienze che, pero', non ci impediscono di esprimere un giudizio chiaro: l'uomo e' fatto per la vita e non per la morte.
La politica, se veramente vuole essere tale, non puo' che partire da questo giudizio'. Dunque, conclude il deputato di Fi, 'non puo' essere la legge, non puo' essere un giudice n, un anestesista a decidere quando e come interrompere la vita di una persona. Questa non e' una conquista di civilta', piuttosto ne e' la negazione'.

In merito alla sentenza del Gup di Roma che nel caso Welby ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti del dott. Riccio ed alla morte, quasi contemporanea di Giovanni Nuvoli, Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita ha dichiarato: 'Da un punto di vista giuridico l'unico dato veramente certo e' che la vita umana e' un bene non disponibile. Di conseguenza dubito molto che si possa parlare di un diritto umano a rifiutare le cure.
Esiste invece un diritto alla cura che e' garantito dall'art.
32 della Costituzione. Analogamente dubito che si possa parlare di un dovere di sospendere le cure al di fuori dell'accanimento terapeutico. Esiste solo il dovere di non usare prepotenze di nessun tipo nei confronti del malato, che e' cosa diversa dal dovere di non curare'.
'Nel caso Welby - prosegue Casini - non si e' trattato di omettere l'inizio delle cure, ma di compiere un'azione positiva per interromperle. Si e' cosi' determinata deliberatamente l'immediata e inevitabile morte del malato che avrebbe potuto sopravvivere a lungo. I giornali si attardano oggi sui particolari della morte di Nuvoli, ucciso dalla fame e dalla sete a causa del suo rifiuto di nutrirsi.
Una morte orribile e che suscita il giusto raccapriccio nella pubblica opinione (anche se la morte data a Welby e richiesta per Nuvoli non e' migliore, visto che spegnere il respiratore significa far morire il paziente per mancanza d'aria, cioe' per soffocamento). Ma in questo caso, almeno, non c'e' stato l'atto deliberato di un medico intervenuto per uccidere'.
'Temo molto' conclude Casini 'che gli interventi mediatici, medici e giudiziari possano oscurare la complessita' e l'umanita' del caso con l'ideologia e la strumentalizzazione. E questo sarebbe come uccidere una seconda volta Welby e Nuvoli'.

'Non credo che Giovanni Nuvoli si sia voluto far morire di fame, credo piuttosto che il suo rifiuto del cibo e il decesso che ne e' conseguito siano da addebitare allo stato avanzato della malattia che rende il corpo estremamente fragile'. Per questo, afferma il giurista Francesco D'Agostino, ex presidente del comitato nazionale di bioetica, 'non darei interpretazioni ideologiche e tendenziose della sua vicenda'.
'Quello che non vorrei che accadesse dopo la morte di Nuvoli, - osserva il giurista - e' che si diffondesse un atteggiamento necrofilo nei confronti dei malati. Il rischio e' che queste vicende vengano utilizzate per lanciare loro un messaggio molto grave: che abbandonino la volonta' di essere curati perche' di peso alla societa', ai familiari, alle strutture ospedaliere. Sarebbe molto grave - aggiunge - che casi come questo e come quello di Piergiorgio Welby venissero utilizzati per legittimare come autentica la domanda di non essere curati'.
A proposito della sentenza di proscioglimento nei confronti di Mario Riccio, l'anestesista che ha staccato il ventilatore a Welby, D'Agostino dice che: 'ci sono due valutazioni da fare, una sul piano giuridico e l'altra su quello etico'.
'Dal punto di vista penale la sentenza e' ineccepibile perche' - ha spiegato il giurista - il magistrato ha accertato che Riccio, staccando la spina del ventilatore, non ha posto in essere atti riconducibili al reato di omicidio volontario di consenziente'.
Totalmente diversa e' per D'Agostino la valutazione etica dell'atto 'non penalmente rilevante' compiuto da Riccio. 'Il suo gesto - spiega - non e' moralmente apprezzabile e non risponde ai principi deontologici che i medici sono chiamati a rispettare. Principi che vanno oltre la stretta osservanza, che pure e' doverosa, del codice penale. La deontologia chiede ai medici di allearsi con il malato e di difendere la vita in tutti i modi. Ritenere che il dovere del medico sia solo quello di attenersi al codice e' una visione che impoverisce il suo importante ruolo'.
D'Agostino inoltre si dice meravigliato che eutanasia e testamento biologico 'vengano continuamente associati'. 'Il testamento biologico viene redatto in anticipo - argomenta il giurista - e si prospetta quando il paziente non e' piu' capace di intendere e di volere.Welby e' stato cosciente fino alla fine e non ha redatto alcunche', la sua era una richiesta diversa.
Chiamarlo in causa - conclude - ogni volta che si vuole sollecitare una accelerazione del provvedimento legislativo fermo in Parlamento, e' strumentale'.

"Quella di Giovanni Nuvoli e' stata una vicenda kafkiana, contrassegnata da un inutile e insensato accanimento sanitario e burocratico, visto che il diritto a rifiutare le cure, che e' sancito nella Costituzione, non e' stato di fatto riconosciuto ad un paziente che lo rivendicava". Lo afferma Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia.
"La sua vicenda - continua Della Vedova - in apparenza identica a quella di Piero Welby ma con un'evoluzione ed una fine del tutto diversa conferma l'urgenza di una legge su consenso informato, testamento biologico e limiti a quei trattamenti sanitari che sono di fatto e abusivamente obbligatori".
"L'incertezza normativa, oggi, non tutela affatto - conclude Della Vedova - i malati terminali dall'abbandono terapeutico o da forme surrettizie di 'eutanasia coatta', ma li espropria in modo indebito e pericoloso del diritto di fare valere o revocare il consenso ai trattamenti sanitari. Per impedire 'l'eutanasia di Stato' non si puo' imporre per legge la 'cura di Stato'".

Il caso di Giovanni Nuvoli si e' concluso con una vera e propria tragedia di cui si sono rese colpevoli le istituzioni 'a partire dal Parlamento, il quale si e' dimostrato insensibile ai problemi dei malati terminali e incurabili, fino ad arrivare alla Procura di Sassari, con l'inumano quanto zelante dispiego della forza pubblica per impedire al medico Ciacca di esercitare il diritto costituzionale del malato algherese'. Lo ha dichiarato Sara Mallus, dell'Associazione Luca Coscioni di Cagliari.
'Purtroppo per lui non c'e' stata la possibilita', ormai riconosciuta anche nelle aule di giustizia, di interrompere i trattamenti sanitari cui da anni era sottoposto. E' andato via - ha rilevato l'esponente radicale - mentre attuava un rifiuto del cibo (se cosi' si poteva chiamare) per manifestare tutto il suo dolore nel vedersi privato del piu' elementare diritto: il diritto all'autodeterminazione. A lui e alla sua famiglia va il sentito ringraziamento dei Radicali cagliaritani e sardi per lo straordinario coraggio con il quale Giovanni e i suoi cari hanno affrontato una straordinaria battaglia di civilta' e liberta''.

 'Da sinistra ancora una volta tentativi di strumentalizzare casi personali per forzare la mano al Parlamento e al Paese: sono tentativi destinati al fallimento come ha dimostrato l'esito del referendum sulla procreazione assistita. Nulla e' piu' odioso e contro il rispetto e la dignita' della persona della strumentalizzazione di vicende drammatiche che dovrebbero essere trattate, almeno, con pudore'. Lo afferma Elisabetta Gardini, portavoce di Fi.

"Trovo profondamente ingiusto e umanamente inaccettabile strumentalizzare la morte di un essere umano per continuare ad alimentare questa assurda cultura della morte, sottacendo volutamente la intangibilita' della vita umana". Lo afferma Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia della Commissione affari sociali della Camera e responsabile nazionale del dipartimento sanita' di Forza Italia, in merito al decesso di Giovanni Nuvoli.
"La vita e' sacra ed intangibile - prosegue Di Virgilio - e l'impegno sia degli operatori sanitari sia delle istituzioni dovrebbe concentrarsi per alleviare, con il sostegno umano, l'ausilio della scienza e la competenza professionale, la sofferenza sia fisica che psicologica di tanti malati". E' chiaro che la sofferenza e' difficilmente sopportabile per chiunque ma come ha sempre affermato Carlo Marongiu, un uomo di 55 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica che non ha mai smesso di avere fame di vita, esistono tre cose capaci di alleviare la sofferenza e cioe' la preghiera, la pazienza e la fantasia".
"La mia esperienza di uomo e di medico in 40 anni vissuti in ospedale - conclude Di Virgilio - mi ha insegnato a guardare l'uomo nella sua totalita' in ogni istante del suo vivere perche', come diceva S. Paolo ai Corinzi, mentre 'il nostro uomo esteriore va in rovina il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno'".

"Non pensa il ministro della Salute, Livia Turco, che la decisione con la quale e' stata pronunciato il non luogo a procedere nei confronti di Mario Riccio, rappresenti l'occasione importante per il nostro Governo di emanare il prima possibile i decreti attuativi della Convenzione di Oviedo". Lo afferma Giulia Simi, vicesegretario dell'Associazione Luca Coscioni.
"Come sa benissimo il ministro Livia Turco- continua Simi- l'applicazione della Convezione di Oviedo che contiene norme fondamentali, come il riconoscimento del testamento biologico, il no all'accanimento terapeutico e la regolamentazione del consenso informato rappresenterebbe per il nostro Paese un atto di civilta'".
Conclude il vicesegretario dell'associazione Luca Coscioni: "Quanti Piergiorgio Welby, quanti Giovanni Nuvoli ci devono essere perche' il nostro Parlamento raggiunga, come dice il ministro, una larga condivisione parlamentare sui problemi che riguardano la vita e la morte dei nostri cittadini?".

'Il caso di Giovanni Nuvoli e quello di Piergiorgio Welby sono due episodi di eutanasia' da considerarsi 'moralmente inaccettabili': lo sostiene monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di teologia morale alla Pontificia universita' Lateranense. Il teologo si dice anche preoccupato che la sentenza di proscioglimento nei confronti dell'anestesista Mario Riccio, che stacco' il respiratore a Welby, possa 'aprire la strada alla legalizzazione dell'eutanasia'.
'Nel caso di Welby - osserva il teologo - ci troviamo di fronte a eutanasia attiva, dal momento che un medico ha aiutato un paziente a morire. Nel caso di Nuvoli si tratta, invece, di eutanasia passiva dovuta alla sospensione degli alimenti al paziente. Entrambe le forme sono da considerarsi moralmente inaccettabili, perche' la vita umana non e' una cosa di cui disporre e di cui disfarsi quando non risponde piu' alle attese riposte in essa'.
'Diverso - afferma mons. Cozzoli - e' il caso di accanimento terapeutico per somministrazione di cure sproporzionate rispetto ai benefici. Rinunciare a tali cure e' moralmente lecito ma questo non e' il caso ne' di Welby ne' di Nuvoli. Piuttosto che stabilire un diritto arbitrario all'eutanasia, va promosso il diritto effettivo di persone soggette a gravi infermita' e sofferenze, a beneficiare delle terapie del dolore, le cosiddette cure palliative'.
Mons. Cozzoli commenta poi la concessione dei funerali religiosi a Nuvoli negati invece a Welby. 'La proibizione dei funerali a Welby - spiega il teologo - era legata alla estrema pubblicita' che si era voluta sollevare sul suo caso e sulla sua scelta, pubblicita' a cui lo stesso Welby aveva voluto contribuire. Concedere i funerali religiosi avrebbe dunque significato, da parte della Chiesa, avallare quelle posizioni.
Tutto cio' non e' avvenuto invece, con Nuvoli che non si e' lasciato strumentalizzare da nessuno'.
Mons. Cozzoli ribadisce che : 'l'eutanasia e' un suicidio o un concorso al suicidio di qualcuno e che non esiste un diritto a morire perche' la vita umana non e' oggetto di diritto nelle mani di alcuno'. Principi morali che, secondo il teologo, andrebbero condivisi anche dai non credenti 'sulla base di un comune riconoscimento del diritto universale alla vita'.

RACCOLTA FIRME RADICALI SU INDAGINE EUTANASIA OCCULTA - L'Associazione Radicale Adelaide Aglietta ha voluto ricordare Piero Welby e Giovanni Nuvoli con un tavolo di raccolta firme sulla petizione popolare, promossa dall'Associazione Luca Coscioni, che richiede al Parlamento italiano due cose: un'indagine parlamentare conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina e l'esame delle proposte di legge esistenti in materia di eutanasia.
Erano presenti al tavolo Alessandro Frezzato (Consiglio Generale Associazione Luca Coscioni) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani), che hanno dichiarato: 'In nessun luogo come in Italia, bisogna tirare la corda con tutte le forze perche' si sposti di un millimetro. Le vite e le morti di Piero Welby e di Giovanni Nuvoli sembrano non essere sufficienti a smuovere dal letargo un Parlamento ormai intontito dall'afa e dall'inerzia'.
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