Giovanni Nuvoli. Anestesista scrive a Ordine medici: rispettare volonta' paziente
'Illustrissimi Presidenti, vi chiedo in qualita' di medico italiano e dell'Unione Europea, iscritto all'Ordine dei Medici della Provincia di Perugia, di intervenire urgentemente in relazione al caso del paziente Giovanni Nuvoli di Alghero, affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica in stadio molto avanzato'. E' l'appello contenuto in una lettera inviata presidente della Federazione Nazionale dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Amedeo Bianco, e ai presidenti degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, di Tommaso Ciacca, l'anestesista di Perugia che si e' offerto di staccare la spina del respiratore che tiene in vita Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro 53enne di Alghero (Sassari) affetto da Sla che ha chiesto a piu' riprese di poter morire.
'Martedi' scorso non ho potuto dar seguito a quanto il paziente aveva richiesto reiteratamente da mesi, cioe' l'interruzione della terapia di supporto respiratorio con contestuale sedazione, in quanto impedito in questo dalla forza pubblica e dopo aver ricevuto notifica dall'autorita' giudiziaria, alle quali avevo ritenuto opportuno comunicare preventivamente, per motivi di prudenza e trasparenza (72 ore prima) il mio atto e le sue motivazioni con allegata documentazione sanitaria'.
Per Ciacca nessun medico che ispiri il proprio comportamento oltre che alla conoscenza tecnico scientifica, anche al rispetto dei diritti della persona, fondamento dell'esercizio della medicina, puo' rimanere indifferente a tre 'chiari e inequivocabili' elementi in essa presenti: 'il rifiuto di una terapia da parte del paziente, il suo diritto cioe' a non essere obbligato ad un qualsiasi tipo di trattamento sanitario; la assoluta consapevolezza con la quale il paziente esprime questa volonta'. La sua lucidita' e determinazione nella richiesta di interrompere la terapia respiratoria meccanica, manifestata in maniera ripetuta e costante nel tempo; le indicibili sofferenze che tale terapia gli procura ogni giorno'.
'Questi elementi comportano una progressiva urgenza ogni giorno, ogni ora, ogni minuto che passa, e mi spingono come medico ad appellarmi a voi perche' possiate contribuire ad interrompere immediatamente quella che nei fatti e' una tortura psicofisica, una violenza costante contro un uomo gravemente ammalato'. Per Ciacca in questa circostanza, oltre all'articolo 32, comma 2 della Costituzione, all'articolo 5 della Convenzione di Oviedo, e' possibile chiamare in causa tra gli altri, l'articolo 52 del Codice Deontologico del 2006, che riguarda 'la tortura e i trattamenti disumani'.
L'anestesista di Perugia, infine, chiede ai presidenti, di adoperarsi per convocare assemblee straordinarie urgenti della Federazione Nazionale e degli Ordini Provinciali, che 'dicano chiaramente un No alla violenza che un paziente puo' essere costretto a subire oggi nel nostro Paese, sopratutto se sceglie di non rendere clandestina la sua condizione per affermare per se' e per gli altri il diritto all'autodeterminazione ed al rifiuto di terapie causa di terribili sofferenze'.
"Qual e' la societa' che vogliamo costruire? Non puo' essere quella in cui non vi sia rispetto per la vita dalla nascita fino alla fine, per questo non e' accettabile una legge sul testamento biologico in cui si sceglie di porre fine ad un'esistenza". A sostenerlo e' Laura Bianconi, capo gruppo di Forza Italia in commissione Igiene e Sanita' intervenendo nella querelle fra il presidente della commissione Ignazio Marino e Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.
"Ricordo al presidente della mia commissione che il compito principale di ogni medico e' quello di salvare le vite umane e che il testamento biologico, da questo punto di vista, rappresenta la forma piu' esasperata di individualismo". Forma in cui la societa' arriverebbe a garantire al cittadino "la possibilita' di decidere di morire obbligando il medico ad eseguire una sentenza di morte, garantiamo, invece, a persone come Nuvoli, che lo stato puo' offrire loro le miglior cure, specialmente quelle palliative, e la migliore assistenza morale e materiale contribuendo ad affiancare nelle cure il lavoro straordinario dei famigliari, piuttosto che lasciarli soli". Il dolore fisico e la sofferenza "spaventano da sempre l'uomo, ma la morte indotta- conclude la senatrice forzista- non puo' essere la soluzione".
PANNELLA: PRONTO AD ANDARCI DOMANI - "Sono pronto ad andarci domani, anche domattina, ma non sono terapeuta e non vado a fare il miracolo".
Cosi' Marco Pannella, leader dei Radicali, commenta il peggioramento delle condizioni di Giovanni Nuvoli, l'uomo ammalato di sclerosi laterale amiotrofica, ricoverato all'ospedale di Sassari dal mese di agosto scorso. Pannella, presente al convegno "Brain circulation. L'attrazione dei giovani ricercatori in Italia", parla della situazione di Nuvoli, che giudica vittima di una "ferocia ottusa e barbara con la quale lo Stato vuole sequestrare un un corpo per impedire che torni al Padre". Per Pannella, infatti, esiste in Italia una "dittatura dell'embrione e del corpo senza anima o senza grazia". Vorremmo, conclude il leader dei Radicali, "che questa sua resistenza e non violenza contro la ferocia della quale e' oggetto per la gente diventi intollerabile".
MOGLIE: GIOVANNI NON HA SMESSO DI BERE - 'Non e' vero che Giovanni ha iniziato lo sciopero della sete'. Cosi' la moglie di Nuvoli, Maddalena Soro, interpellata dall'Ansa dopo le dichiarazioni di Marco Pannella.
La donna ha detto, inoltre, di non sapere nulla dell'arrivo imminente in Sardegna del leader Radicale. Alla domanda sulle condizioni dell'ex arbitro algherese affetto da sclerosi laterale amiotrofica, al centro di polemiche per la sua richiesta di voler morire, Maddalena Soro ha risposto: 'Come vuole che stia, sta male'.
ASS. COSCIONI, RACCOLTA DI FIRME - 'Sono ore drammatiche per Giovanni Nuvoli. Dopo che le forze dell'ordine hanno impedito al medico Tommaso Ciacca di dar seguito alle volonta' di Nuvoli, l'Associazione Coscioni e in particolare gli iscritti e simpatizzanti stanno in queste ore spontaneamente organizzandosi per dar vita a manifestazioni (sabato a Milano e Roma) e tavoli in tutta Italia per far firmare un appello rivolto alle 'massime autorita' istituzionali affinche' sia rispettato il diritto di Giovanni Nuvoli di decidere autonomamente sulle proprie terapie e sulla loro interruzione, conformemente all'articolo 32 della Costituzione'. E' quanto si legge in un comunicato dell'Associazione Coscioni.
'In particolare - recita l'appello che si puo' scaricare e firmare sul sito dell'Associazione Coscioni - i sottoscrittori chiedono 'che sia affermato il diritto di Nuvoli ad interrompere senza soffrire la vera e propria tortura e sequestro di Stato del suo corpo, finora garantiti persino con l'intervento delle forze dell'ordine'.
'Martedi' scorso non ho potuto dar seguito a quanto il paziente aveva richiesto reiteratamente da mesi, cioe' l'interruzione della terapia di supporto respiratorio con contestuale sedazione, in quanto impedito in questo dalla forza pubblica e dopo aver ricevuto notifica dall'autorita' giudiziaria, alle quali avevo ritenuto opportuno comunicare preventivamente, per motivi di prudenza e trasparenza (72 ore prima) il mio atto e le sue motivazioni con allegata documentazione sanitaria'.
Per Ciacca nessun medico che ispiri il proprio comportamento oltre che alla conoscenza tecnico scientifica, anche al rispetto dei diritti della persona, fondamento dell'esercizio della medicina, puo' rimanere indifferente a tre 'chiari e inequivocabili' elementi in essa presenti: 'il rifiuto di una terapia da parte del paziente, il suo diritto cioe' a non essere obbligato ad un qualsiasi tipo di trattamento sanitario; la assoluta consapevolezza con la quale il paziente esprime questa volonta'. La sua lucidita' e determinazione nella richiesta di interrompere la terapia respiratoria meccanica, manifestata in maniera ripetuta e costante nel tempo; le indicibili sofferenze che tale terapia gli procura ogni giorno'.
'Questi elementi comportano una progressiva urgenza ogni giorno, ogni ora, ogni minuto che passa, e mi spingono come medico ad appellarmi a voi perche' possiate contribuire ad interrompere immediatamente quella che nei fatti e' una tortura psicofisica, una violenza costante contro un uomo gravemente ammalato'. Per Ciacca in questa circostanza, oltre all'articolo 32, comma 2 della Costituzione, all'articolo 5 della Convenzione di Oviedo, e' possibile chiamare in causa tra gli altri, l'articolo 52 del Codice Deontologico del 2006, che riguarda 'la tortura e i trattamenti disumani'.
L'anestesista di Perugia, infine, chiede ai presidenti, di adoperarsi per convocare assemblee straordinarie urgenti della Federazione Nazionale e degli Ordini Provinciali, che 'dicano chiaramente un No alla violenza che un paziente puo' essere costretto a subire oggi nel nostro Paese, sopratutto se sceglie di non rendere clandestina la sua condizione per affermare per se' e per gli altri il diritto all'autodeterminazione ed al rifiuto di terapie causa di terribili sofferenze'.
"Qual e' la societa' che vogliamo costruire? Non puo' essere quella in cui non vi sia rispetto per la vita dalla nascita fino alla fine, per questo non e' accettabile una legge sul testamento biologico in cui si sceglie di porre fine ad un'esistenza". A sostenerlo e' Laura Bianconi, capo gruppo di Forza Italia in commissione Igiene e Sanita' intervenendo nella querelle fra il presidente della commissione Ignazio Marino e Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.
"Ricordo al presidente della mia commissione che il compito principale di ogni medico e' quello di salvare le vite umane e che il testamento biologico, da questo punto di vista, rappresenta la forma piu' esasperata di individualismo". Forma in cui la societa' arriverebbe a garantire al cittadino "la possibilita' di decidere di morire obbligando il medico ad eseguire una sentenza di morte, garantiamo, invece, a persone come Nuvoli, che lo stato puo' offrire loro le miglior cure, specialmente quelle palliative, e la migliore assistenza morale e materiale contribuendo ad affiancare nelle cure il lavoro straordinario dei famigliari, piuttosto che lasciarli soli". Il dolore fisico e la sofferenza "spaventano da sempre l'uomo, ma la morte indotta- conclude la senatrice forzista- non puo' essere la soluzione".
PANNELLA: PRONTO AD ANDARCI DOMANI - "Sono pronto ad andarci domani, anche domattina, ma non sono terapeuta e non vado a fare il miracolo".
Cosi' Marco Pannella, leader dei Radicali, commenta il peggioramento delle condizioni di Giovanni Nuvoli, l'uomo ammalato di sclerosi laterale amiotrofica, ricoverato all'ospedale di Sassari dal mese di agosto scorso. Pannella, presente al convegno "Brain circulation. L'attrazione dei giovani ricercatori in Italia", parla della situazione di Nuvoli, che giudica vittima di una "ferocia ottusa e barbara con la quale lo Stato vuole sequestrare un un corpo per impedire che torni al Padre". Per Pannella, infatti, esiste in Italia una "dittatura dell'embrione e del corpo senza anima o senza grazia". Vorremmo, conclude il leader dei Radicali, "che questa sua resistenza e non violenza contro la ferocia della quale e' oggetto per la gente diventi intollerabile".
MOGLIE: GIOVANNI NON HA SMESSO DI BERE - 'Non e' vero che Giovanni ha iniziato lo sciopero della sete'. Cosi' la moglie di Nuvoli, Maddalena Soro, interpellata dall'Ansa dopo le dichiarazioni di Marco Pannella.
La donna ha detto, inoltre, di non sapere nulla dell'arrivo imminente in Sardegna del leader Radicale. Alla domanda sulle condizioni dell'ex arbitro algherese affetto da sclerosi laterale amiotrofica, al centro di polemiche per la sua richiesta di voler morire, Maddalena Soro ha risposto: 'Come vuole che stia, sta male'.
ASS. COSCIONI, RACCOLTA DI FIRME - 'Sono ore drammatiche per Giovanni Nuvoli. Dopo che le forze dell'ordine hanno impedito al medico Tommaso Ciacca di dar seguito alle volonta' di Nuvoli, l'Associazione Coscioni e in particolare gli iscritti e simpatizzanti stanno in queste ore spontaneamente organizzandosi per dar vita a manifestazioni (sabato a Milano e Roma) e tavoli in tutta Italia per far firmare un appello rivolto alle 'massime autorita' istituzionali affinche' sia rispettato il diritto di Giovanni Nuvoli di decidere autonomamente sulle proprie terapie e sulla loro interruzione, conformemente all'articolo 32 della Costituzione'. E' quanto si legge in un comunicato dell'Associazione Coscioni.
'In particolare - recita l'appello che si puo' scaricare e firmare sul sito dell'Associazione Coscioni - i sottoscrittori chiedono 'che sia affermato il diritto di Nuvoli ad interrompere senza soffrire la vera e propria tortura e sequestro di Stato del suo corpo, finora garantiti persino con l'intervento delle forze dell'ordine'.
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