Lunedì 8 giugno 2026
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Giovanni Nuvoli. Carabinieri impediscono stacco della spina

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Martedi' alle 23 l'ex arbitro di Alghero (Sassari) affetto da sei anni dalla Sclerosi laterale amiotrofica, Giovanni Nuvoli, stava per mettere fine alla sua vita.
Soltanto un intervento del procuratore di Sassari, Paolo Piras, e dei carabinieri della compagnia di Alghero, hanno impedito che accadesse.
La notizia e' stata diffusa oggi dai radicali Marco Pannella e Marco Cappato e dal medico anestesista Tommaso Ciacca, nel corso di una conferenza stampa che si e' svolta a Montecitorio.

Sabato scorso il medico chirurgo specialista in anestesia e rianimazione, Tommaso Ciacca, su richiesta di Giovanni Nuvoli e dopo consultazione con il segretario dell'associazione Luca Coscioni e con il deputato europeo radicale Marco Cappato, si reca ad Alghero, dove l'ex arbitro vive con la moglie Maddalena e i suoi figli Silvana e Giampiero, in una saletta di rianimazione allestita all'interno del proprio appartamento. Nuvoli aveva infatti chiesto piu' volte un medico disposto a praticargli l'interruzione della respirazione artificiale che lo mantiene in vita, mediante distacco del respiratore e contestuale sedazione terminale. Ciacca era stato inizialmente contattato da Marco Cappato. Il rapporto medico-paziente si e' formato nei mesi passati con continui contatti, visite, la prima il 16 febbraio, e scambio di documentazione, sempre in consultazione con il medico di famiglia.
Una volta a casa Nuvoli Ciacca manifesta la sua disponibilita' ad aiutare l'ex arbitro, prima effettuando una ulteriore visita medica e poi informandolo che poco dopo si sarebbe recato nel comando stazione dei carabinieri di Alghero, per depositare una documentazione composta dalle sue intenzioni 'ad accogliere le richieste di Giovanni Nuvoli, procedendo al distacco del respiratore in data martedi' 10 Luglio alle ore 23.00' e dalle lettere autenticate che attestano la volonta' di Giovanni a voler cessare l'accanimento terapeutico praticato sul suo corpo inerme, unitamente alla documentazione prodotta dai pareri dei medici che nei mesi trascorsi hanno composto il collegio medico che ha studiato il caso e le cartelle cliniche di Nuvoli.

'Verso le 21 - e' stato raccontato nel corso della conferenza stampa - il dottor Tommaso Ciacca presenta nella caserma di Alghero la sopraccitata documentazione in triplice copia, per i Carabinieri, per il Sostituto Procuratore di Sassari Paolo Piras e per il Procuratore Giuseppe Porqueddu. Verra' ascoltato dal Capitano della caserma, come persona informata sui fatti, sino alle ore 2.30 circa del mattino successivo'. Al termine dell'interrogatorio, il capitano assicura al medico che lunedi' mattina portera' personalmente l'incartamento alla procura di Sassari, che in data 13 febbraio 2007 aveva gia' respinto come 'inammissibile' la richiesta presentatagli direttamente da Nuvoli, sottolineando 'l'inesistenza nel nostro ordinamento di una disposizione che gli consentisse di nominare un commissario ad acta incaricato di sedare il paziente ed di interrompere la ventilazione'.
'Ma lo stesso Piras - ricordano i radicali - aveva anche precisato: 'Sussiste il diritto posto a base della richiesta. Sitratta del diritto di rifiutare le cure mediche, previsto a livello sovranazionale dall'art.5 della Convenzione di Oviedo e a livello nazionale dall'articolo 32,comma 2, della Costituzione...'.
Nel pomeriggio di domenica, in occasione della visita del medico curante di Giovanni Nuvoli, il dottor Carlo Sini, il dottor Ciacca lo mette formalmente a conoscenza delle sue intenzioni, invitandolo, se sara' suo desiderio, ad essere presente durante la procedura dell'interruzione della ventilazione artificiale.

Lunedi', alle ore 14 circa, il dottor Ciacca registra, trascrivendone le risposte alla sue domande, ottenute tramite il sintetizzatore vocale con il quale Giovanni Nuvoli si esprime autonomamente, il consenso informato del paziente, alla presenza di tre testimoni estranei all'ambito familiare e della consorte Maddalena. Il consenso e' registrato in audio video da un suo conoscente esperto in informatica, il professionista Carlo Ruggeri.
Nella mattinata di martedi', verso le 12 il dottor Ciacca, riceve una telefonata dal comando stazione dei Carabinieri di Alghero, che lo informa di recarsi al comando di Sassari per la notifica di un atto da parte della Procura della Repubblica.
'L'irrituale atto - e' spiegato in un dossier che e' stato diffuso questa mattina dai radicali - lo informa che: 'Il pubblico ministero nel fasc. n. 3/07 mod. 45 preso atto della comunicazione preventiva del dott. Tommaso Ciacca di data 07/07/07, relativa a1 distacco del ventilatore artificiale al sig. Nuvoli Giovanni preso atto che con tale comunicazione il dott. Ciacca manifesta la sua intenzione di procedere al distacco del suddetto ventilatore, salva diversa indicazione di questa Procura della Repubblica ritenuto che si tratti di comunicazione non prevista dall'attuale diritto e che si riferisce a condotta in astratto costituente delitto ritenuto che quindi la Procura della Repubblica non debba, ne' possa fornire alcuna indicazione in ordine a quanto esposto nella comunicazione, senza che cio' significhi in alcun modo tacita acquiescenza da parte di questa Procura a quanto oggetto d'intenzione del dott. Ciacca e quindi fatta salva l'adozione di qualunque provvedimento di competenza ritenuto pertanto che vada dichiarato il non luogo a provvedere per tali ragioni dichiara il non luogo a provvedere'".

Il dottor Tommaso Ciacca, ritiene di informare il paziente Giovanni Nuvoli ed i suoi familiari. Si reca ad Alghero, ma all'ingresso dell'abitazione viene fermato dal capitano dei carabinieri Francesco Novi, accompagnato da un maresciallo e da un brigadiere dell'arma che di fatto, gli impediscono di avvicinarsi all'abitazione.
'Dopo alcuni minuti - si legge nel dossier - nei quali il dottore dialoga con le autorita', ricordandogli i suoi obblighi deontologici nei confronti del suo paziente, il capitato acconsente all'ingresso del Ciacca nell'abitazione di Giovanni e Maddalena, scortato dalla sua presenza ed intimandogli di non avvicinarsi al respiratore artificiale collegato a Giovanni, che acconsente all'ingresso del capitano. Il medico informa il paziente della notifica della procura e della evidente situazione determinatesi'.

Giovanni Nuvoli, quindi, in presenza del capitano stesso, tramite la tavoletta trasparente letta dalla moglie Maddalena, afferma chiaramente 'lascero' cibo e acqua', manifestando quindi la volonta' di riprendere ed intensificare lo sciopero della fame, interrotto nella giornata di sabato, riprendendo l'alimentazione che avviene mediante una sonda collegata allo stomaco poco dopo l'arrivo del dott.
Ciacca ad Alghero.

'A questo punto - continua il dossier dei radicali - sempre informalmente, lo stesso capitano, ha chiesto al dottor Tommaso Ciacca cosa intendesse fare precisando che sarebbe stato sempre li' con lui finche' si fosse trattenuto presso l'abitazione di Giovanni e Maddalena'. 'Giovanni - conclude il documento - esprime persino la volonta' di farsi trasportare in procura in ambulanza, attendendo che si esauriscano le batterie di cui e' dotato il respiratore. Ma la storia purtroppo non si ferma qui'.

COMMENTI

'Onore a Tommaso Ciacca, l'anestesista di Perugia che ha fatto tesoro dell'esperienza di Mario Riccio e che e' sceso direttamente in campo per garantire un diritto di umana pieta'. Giovanni Nuvoli, come Piero Welby, sta lottando per tutti noi, perche' venga riconosciuto il diritto ad una morte dignitosa'. Lo dichiara in un comunicato il medico di Exit-Italia e segretario dell'Associazione Radicale torinese 'Adelaide Aglietta' Silvio Viale.
'L'opinione pubblica e' con Nuvoli come era con Welby - prosegue Viale -. Purtroppo la politica se ne frega e l'intera questione sembra essere affidata alla magistratura, ma questo non e' un male, poiche' impone percorsi e scelte con cui tutti devono confrontarsi: una sorta di via giudiziaria per affermare dei diritti. Del resto, come si puo' avere fiducia in una classe politica che non e' capace nemmeno di legiferare sulle 'direttive anticipate', abbandonando i malati in balia delle circostanze?'.
'Nemmeno l'ordine dei medici - aggiunge il dirigente radicale - sembra essere adeguato alle necesita'. Nel recente convegno di Udine promosso dagli Ordini dei Medici (6-7 luglio 2007) si e' aperto un confronto minimale, anche se i richiami ai principi di autodeterminazione e di indipendenza del medico rischiano di rimanere meri artifizi retorici. Per fortuna Mario Riccio e Tommaso Ciacca - conclude Viale -, uniformandosi ai comportamenti dei loro coleghi europei, riscattano un ritardo ventennale dei medici italiani'.
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