Giuristi immigrazione: estrema preoccupazione per accordo con Libia
L'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) esprime estrema preoccupazione per l' accordo raggiunto, dopo trattative coperte dal piu' stretto riserbo, tra il governo italiano ed il governo libico in materia di contrasto all'immigrazione irregolare, accordo di cui il ministero dell'Interno ha dato notizia con un "laconico" comunicato emanato il 29 dicembre 2007. La condizione dei migranti irregolari, arrestati o detenuti in Libia, denunciata da diverse agenzie umanitarie, e testimoniata da coloro che, giunti in Italia, hanno avuto accesso alla procedura di asilo, rimane ben lontana dall'effettivo rispetto dei diritti fondamentali della persona. I futuri tentativi di respingimento in mare, attuato con il pattugliamento congiunto italo libico delle acque prospicienti quel paese, potranno essere causa di ulteriori tragedie, aumentando il numero gia' impressionante delle vittime.
L'Asgi ricorda che gli accordi bilaterali di riammissione dei migranti irregolari non possono limitarsi ad intese operative a livello di forze di polizia o di rappresentanze diplomatiche, sottratte come tali alla verifica del Parlamento, ne' possono risultare in contrasto con il diritto internazionale del mare universalmente riconosciuto o con le norme di diritto interno ed internazionale relative alla protezione dei rifugiati.
L'accordo italo-libico, per quanto e' dato desumere dalle notizie ufficiali diramate dal governo, mancherebbe di ogni effettivo elemento di controllo e di garanzia sulla sorte dei migranti che verranno intercettati e rinviati in Libia. In tal modo, al di la' delle dichiarazioni espresse dal governo italiano relative alle finalita' meritorie del contrasto del tragico traffico degli esseri umani, l'accordo pone oggettivamente l'Italia in un pericolosissimo vortice di gravi responsabilita' dirette per le violazioni dei diritti fondamentali della persona che in territorio libico potranno essere commesse a danno dei migranti che saranno respinti o arrestati in quel paese.
Di fronte ad una situazione di tale gravita', l'Asgi chiede al governo italiano di rendere pubblico il testo dell'accordo, ivi comprese le modalita' operative e l'impegno di spesa a carico dell'Erario, e comunque di rinviare con immediatezza la intera tematica al Parlamento.
L'Asgi ricorda che gli accordi bilaterali di riammissione dei migranti irregolari non possono limitarsi ad intese operative a livello di forze di polizia o di rappresentanze diplomatiche, sottratte come tali alla verifica del Parlamento, ne' possono risultare in contrasto con il diritto internazionale del mare universalmente riconosciuto o con le norme di diritto interno ed internazionale relative alla protezione dei rifugiati.
L'accordo italo-libico, per quanto e' dato desumere dalle notizie ufficiali diramate dal governo, mancherebbe di ogni effettivo elemento di controllo e di garanzia sulla sorte dei migranti che verranno intercettati e rinviati in Libia. In tal modo, al di la' delle dichiarazioni espresse dal governo italiano relative alle finalita' meritorie del contrasto del tragico traffico degli esseri umani, l'accordo pone oggettivamente l'Italia in un pericolosissimo vortice di gravi responsabilita' dirette per le violazioni dei diritti fondamentali della persona che in territorio libico potranno essere commesse a danno dei migranti che saranno respinti o arrestati in quel paese.
Di fronte ad una situazione di tale gravita', l'Asgi chiede al governo italiano di rendere pubblico il testo dell'accordo, ivi comprese le modalita' operative e l'impegno di spesa a carico dell'Erario, e comunque di rinviare con immediatezza la intera tematica al Parlamento.
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