Giustizia….
Domenico Forgione, 55 anni, calabrese di Sant'Eufemia di Aspromonte era uno di quelli che dicevano: «Be' se finisci in carcere qualcosa devi pur avere fatto». Adesso, dopo aver passato sette mesi in carcere per una semplice omonimia, ha cambiato parere. Gli inquirenti avevano scambiato il suo nome (Domenico) con un altro (Domenic) che veniva chiamato così nelle intercettazioni. Per questo, spiega: «Verso le 3,30 di notte sento bussare con forza: sono i carabinieri, mi arrestano ed io, lì per lì, non capisco perché». Tenta di spiegarsi. Non viene creduto. Si getta. sui 17 fogli di intercettazioni che lo tirano in ballo. Parlano di appalti. Lui in vita sua non ne ha mai fatto uno. Chiede la registrazione. La voce non è sua. Fa fare una perizia di parte che conferma il fatto ma il tribunale del riesame la boccia «perché l'audio non è di buona qualità». Dopo che un tecnico del tribunale conferma che quella non è la sua voce ci vorrà un altro mese per essere scarcerato. La giustizia ritarda 30 giorni a scarcerare anche quando è certa che l'accusato deve tornare a casa.
(Diritto e rovescio, Italia Oggi del 08/07/2022)
(Diritto e rovescio, Italia Oggi del 08/07/2022)
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