Governo dice no a maggiori controlli sull'assistenza al suicidio
Il 30 novembre, il Governo ha espresso parere negativo nei confronti della mozione della Consigliera nazionale Ida Glanzmann-Hunkeler del Partito Cristiano Sociale, volta a instaurare piu' controlli governativi sulle associazioni d'accompagnamento al suicidio. Ha ribadito le stesse argomentazioni addotte davanti al Consiglio degli Stati, che, non convinto, aveva presentato una mozione analoga. Secondo la deputata del Consiglio Nazionale, in questo periodo e' soprattutto Dignitas a mettere a dura prova sia il quadro giuridico dei Cantoni sia l'opinione pubblica: il suo comportamento disinvolto fa sospettare che l'assistenza al suicidio si sia trasformata in un "business indegno". Il Consiglio Federale (Governo) riconosce che la Svizzera ha un normativa per l'assistenza al suicidio piu' liberale dei Paesi confinanti, giacche', per legge, quest'aiuto disinteressato non e' punibile. E cio' ha sicuramente contribuito alla creazione di organizzazioni che praticano l'accompagnamento al suicidio e anche al "turismo della morte". Tuttavia, ritiene che gli obiettivi cui mira una legge sulla vigilanza, ossia impedire e portare alla luce gli abusi, si possano ottenere utilizzando coerentemente le possibilita' previste dalle norme sui controlli e gli interventi oggi in vigore. C'e' anche un altro argomento che induce il Governo a rifiutare una nuova legge di autorizzazioni e controlli.: cosi' facendo, si offrirebbe alle organizzazione d'assistenza al suicidio una sorta di marchio di qualita' statale, circostanza che, contro le intenzioni della stessa proponente, favorirebbe ancora di piu' la pratica del suidicio assistito e il "turismo della morte".
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