Governo fa marcia indietro e chiede la reintroduzione del carcere per i clandestini espulsi
Contrordine sul ddl sicurezza. Mentre il governo al Senato si accinge con un emendamento a cancellare il reato di ingresso illegale nel territorio italiano, eliminando il carcere e introducendo una sanzione pecuniaria, ne presenta un altro che introduce il reato di permanenza clandestina con carcere fino a quattro anni in caso di mancato rispetto di un ordine di espulsione o allontanamento. Ma c'e' di piu', a rischiare saranno non solo gli extracomunitari senza lavoro o che hanno commesso un reato, ma anche le badanti con permesso di soggiorno scaduto o gli studenti stranieri e i turisti che si trattengono oltre i tre mesi previsti dalla legge. Rischiera' infatti fino a quattro anni anche chi con permesso di soggiorno scaduto o non rinnovato viene beccato ancora sul territorio italiano: in pratica, si mettono a rischio carcere tutte le badanti straniere che rimangono, sprovviste di permesso, a servizio presso una famiglia italiana. Il carcere scatta ancora "se lo straniero si e' trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell'articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007" e cioe' quella che disciplina i soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, affari, turismo e studio.
Ecco nel dettaglio il testo dell'emendamento. La norma prevede che "quando non sia stato possibile trattenere lo straniero presso un centro di identificazione ed espulsione, ovvero la permanenza in tale struttura non abbia consentito l'esecuzione con l'accompagnamento alla frontiera dell'espulsione o del respingimento, il questore ordina allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni. L'ordine e' dato con provvedimento scritto, recante l'indicazione delle conseguenze sanzionatorie della permanenza illegale, anche reiterata, nel territorio dello Stato". E ancora: "L'ordine del questore puo' essere accompagnato dalla consegna all'interessato della documentazione necessaria per raggiungere gli uffici della rappresentanza diplomatica del suo paese in Italia, anche se onoraria, nonche', per rientrare nello Stato di appartenenza ovvero, quando cio' non sia possibile, nello Stato di provenienza".
Ed ecco la norma che mette a rischio le badanti: "Lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine impartito dal questore e' punito con la reclusione da uno a quattro anni se l'espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale, ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato".
L'emendamento del governo al ddl sicurezza continua: "Si applica la pena della reclusione da sei mesi ad un anno se l'espulsione e' stata disposta perche' il permesso di soggiorno e' scaduto da piu' di sessanta giorni e non ne e' stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno e' stata rifiutata". Ma anche, "se lo straniero si e' trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell'articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007" e cioe' quella che disciplina i soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, affari, turismo e studio.
In ogni caso, prosegue l'emendamento, "salvo che lo straniero si trova in stato di detenzione in carcere, si procede all'adozione di un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica per violazione all'ordine di allontanamento adottato dal questore". Il carcere per chi permane illegalmente in Italia sale fino a cinque anni se lo straniero destinatario del provvedimento di espulsione o di un nuovo ordine di allontanamento continua a permanere nello stato di clandestinita'.
L'emendamento del governo infine prevede che in questi casi si proceda con rito direttissimo e che l'arresto dell'autore del fatto sia obbligatorio. (Dire)
Ecco nel dettaglio il testo dell'emendamento. La norma prevede che "quando non sia stato possibile trattenere lo straniero presso un centro di identificazione ed espulsione, ovvero la permanenza in tale struttura non abbia consentito l'esecuzione con l'accompagnamento alla frontiera dell'espulsione o del respingimento, il questore ordina allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni. L'ordine e' dato con provvedimento scritto, recante l'indicazione delle conseguenze sanzionatorie della permanenza illegale, anche reiterata, nel territorio dello Stato". E ancora: "L'ordine del questore puo' essere accompagnato dalla consegna all'interessato della documentazione necessaria per raggiungere gli uffici della rappresentanza diplomatica del suo paese in Italia, anche se onoraria, nonche', per rientrare nello Stato di appartenenza ovvero, quando cio' non sia possibile, nello Stato di provenienza".
Ed ecco la norma che mette a rischio le badanti: "Lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine impartito dal questore e' punito con la reclusione da uno a quattro anni se l'espulsione o il respingimento sono stati disposti per ingresso illegale nel territorio nazionale, ovvero per non aver richiesto il permesso di soggiorno o non aver dichiarato la propria presenza nel territorio dello Stato nel termine prescritto in assenza di cause di forza maggiore, ovvero per essere stato il permesso revocato o annullato".
L'emendamento del governo al ddl sicurezza continua: "Si applica la pena della reclusione da sei mesi ad un anno se l'espulsione e' stata disposta perche' il permesso di soggiorno e' scaduto da piu' di sessanta giorni e non ne e' stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno e' stata rifiutata". Ma anche, "se lo straniero si e' trattenuto nel territorio dello Stato in violazione dell'articolo 1, comma 3, della legge 28 maggio 2007" e cioe' quella che disciplina i soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, affari, turismo e studio.
In ogni caso, prosegue l'emendamento, "salvo che lo straniero si trova in stato di detenzione in carcere, si procede all'adozione di un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica per violazione all'ordine di allontanamento adottato dal questore". Il carcere per chi permane illegalmente in Italia sale fino a cinque anni se lo straniero destinatario del provvedimento di espulsione o di un nuovo ordine di allontanamento continua a permanere nello stato di clandestinita'.
L'emendamento del governo infine prevede che in questi casi si proceda con rito direttissimo e che l'arresto dell'autore del fatto sia obbligatorio. (Dire)
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