Lunedì 8 giugno 2026
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Governo italiano contro Europarlamento su schedatura Rom

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Strasburgo censura Roma per l'identificazione dei bambini rom attraverso le impronte digitali e Roma passa al contrattacco. Quella presa dal Parlamento europeo per il Governo e' una decisione "strumentale", e l'accusa di razzismo e' "da respingere". I ministri Maroni, Frattini e Ronchi si sono detti indignati per la decisione presa da Strasburgo e nella sede della Stampa estera hanno annunciato che il censimento degli abitanti dei circa mille campi nomadi sparsi in tutto il Paese continuera'. "Una parte del Parlamento europeo - ha attaccato Maroni - sfrutta il sentimento di pieta' nei confronti dei bambini e delle minoranze etniche per attaccare l'azione di un governo europeo che per la prima volta pone mano a questa situazione di degrado sociale e umano per affrontarla e risolverla nel modo giusto. Nei campi nomadi non ci sono solo rom, ma anche extracomunitari. Per sapere chi c'e' - ha spiegato Maroni - dobbiamo fare un censimento finalizzato a garantire la salute, la scolarizzazione e l'inserimento sociale" delle persone che li' vivono. La risoluzione presentata dal gruppo socialista, dal Pse, dalla sinistra europea del Gue e dai liberali dell'Alde, e passata per sei voti (226 favorevoli, 220 contrari e 77 astenuti), secondo il ministro degli Interni si basa su tre falsita': "In nessun documento italiano - ha detto - si parla di Rom. Si parla di campi nomadi. Non raccogliamo le impronte digitali dei rom, facciamo il censimento di chi vive nei campi nomadi, in primo luogo a tutela dei minori che li' vivono". Secondo Maroni, inoltre, non e' vero che l'Unicef ha espresso preoccupazioni, come invece si afferma nella risoluzione passata all'Europarlamento: "L'Unicef italiana si e' detta disposta a collaborare con il governo italiano per la realizzazione di piani di scolarizzazione. L'Unicef - ha scandito ancora - e' al nostro fianco e non ha nessuna preoccupazione". Secondo il ministro, inoltre, non e' vero che la commissione Barrot ha detto che la normativa del governo italiano costituisce una violazione del divieto di discriminazione: "La Commissione ha chiesto al Parlamento europeo di non votare la risoluzione perche' ha necessita' di ulteriori approfondimenti. Ma il Parlamento - ha detto ancora Maroni - per una decisione essenzialmente politica ha approvato ugualmente il documento".    
Il ministro ha poi citato i dati pubblicati di recente dall'Alto commissariato per le persone scomparse: "Ci sono 890 minori scomparsi nel nulla. Di questi 672 sono stranieri, bambini scomparsi nel nulla e utilizzati probabilmente per il traffico di organi. Questo e' lo sconcio che vogliamo eliminare. Noi vogliamo occuparci dei bambini ombra, di quelli che non esistono, di quelli che non si vedono, di quelli che sono sfruttati sessualmente, di quelli che sono venduti e di quelli che sono mandati a fare furti dai genitori".
Sulla stessa lunghezza d'onda, il ministro degli Esteri Franco Frattini, per il quale la decisione del Parlamento europeo e' "strumentale" e ha "finalita' politiche" e non impedira' al "Governo italiano di andare avanti". "Solo la Commissione europea puo' valutare la legittimita' del provvedimento", ha aggiunto. "Il Parlamento - ha detto ancora - ha votato senza ascoltare" il governo. Il provvedimento "va proprio nell'interesse di chi non ha identita' e che solo con una identita' puo' avere diritto ai servizi sociali e alla scuola".
Per il ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, infine, quella scritta ieri dal parlamento di Strasburgo "e' una delle pagine peggiori della politica europea. Il governo - ha aggiunto - ha sempre realizzato atti legislativi improntati ai principi della solidarieta' e della legalita'. A nome di tutto il governo e di tutto il popolo italiano respingo con forza e indignazione questa squallida e falsa accusa di razzismo. Noi definiamo il razzismo la stupidita' dell'anima.
Le impronte digitali sono a tutela dell'infanzia, dei minori e di tutti quei bambini abbandonati a se stessi e in preda del racket. Vogliamo dare loro dignita' e scolarizzazione".
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