Giovedì 4 giugno 2026
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Il Governo mette 'al bando' la ricerca sulle staminali embrionali e riprogrammate

U.E. - ITALIA
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Il nuovo bando relativo alla ricerca sulle cellule staminali predisposto dal governo e in discussione alla Conferenza Stato-Regioni, conterrebbe l'esplicita esclusione di progetti che studino cellule staminali embrionali umane. E' quanto rende noto l'associazione Luca Coscioni. "Un siffatto divieto -sottolinea l'associazione in una nota- e' privo di fondamento scientifico e in contrasto con l'orientamento di tutti i paesi leader nella ricerca scientifica, compresi ora gli Usa.
Non solo. Nella versione originale del bando- si aggiunge- preparata dal gruppo di scienziati messo in piedi dallo stesso governo Berlusconi, non si faceva menzione del tipo di cellula staminale da studiare e, semplicemente si suggeriva di finanziare i progetti di buona qualita' scientifica e di non finanziare quelli scientificamente non validi".
L'associazione ricorda, infatti, "che la legge 40 sulla fecondazione assistita, se e' vero che ha introdotto l'assurda proibizione dell'utilizzo a fini di ricerca degli embrioni destinati a marcire nei frigoriferi, non proibisce la ricerca sulle linee cellulari gia' estratte prima della legge 49 o estratte all'estero".(SEGUE)
"Il governo Berlusconi -sottolinea Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni- dopo aver cancellato e manipolato ogni realta' scientifica sul caso Englaro in nome di pretesi diritti dei disabili lancia ora un nuovo attacco alla ricerca scientifica, preparandosi a negare i finanziamenti alla ricerca piu' promettente proprio contro malattie gravissime, mortali e invalidanti. Mi auguro che le Regioni facciano sentire la propria voce".
Come radicali e associazione Luca Coscioni, conclude Cappato, "la nostra risposta, oltre a quella di promuovere e sostenere ogni ricorso giudiziario nel caso in cui il bando non venisse modificato, sara' lanciata a livello globale, con il secondo incontro del congresso mondiale per la liberta' di ricerca scientifica, che si terra' dal 5 al 7 marzo al Parlamento europeo di Bruxelles".
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