Domenica 7 giugno 2026
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Governo: le narcosale costano troppo poco e l’eroina terapeutica troppo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sul sito del Dipartimento Politiche Antidroga (DPA) è disponibile il documento “Misure ed azioni concrete per la prevenzione delle patologie correlate all’uso di sostanze stupefacenti”, predisposto da un gruppo di lavoro di cui hanno fatto parte rappresentanti dei servizi pubblici per le tossicodipendenze e del privato sociale. Il documento contiene un “ADDENDUM” (una pagina e mezzo), predisposto unicamente dal DPA, in cui Il Dr. Serpelloni e i suoi collaboratori tentano di spiegare alle Regioni perché il Governo non intende né discutere né finanziare tre interventi: “pill testing” (analisi chimica delle droghe sintetiche nei luoghi dove queste si consumano); distribuzione controllata dell’eroina; stanze di autosomministrazione (narcosale).
Dopo aver letto l’ADDENDUM,
Bruno Mellano (presidente Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (vice-presidente comitato nazionale Radicali Italiani) hanno dichiarato:
Partiamo dalle narcosale. Il DPA è categorico: “
Iniziativa non supportata in Italia da leggi che ne consentono l’attivazione”. Noi rimaniamo convinti che in uno Stato di diritto (ma l’Italia è un regime partitocratico) quello che non è vietato si può fare. Non esiste nel DPR 309/90 (testo unico sugli stupefacenti) nessuna norma che proibisce le narcosale; l’art. 79 vieta la predisposizione di luoghi atti allo spaccio, le narcosale sono presidi socio-sanitari. E’ poi ridicolo che il DPA tenti di porre il metadone in concorrenza con le narcosale; per tutti gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, i proibizionisti alla Giovanardi bollavano il metadone come “droga di Stato” (definizione di Vincenzo Muccioli). Ma il colmo si raggiunge quando il DPA scrive che “l’apertura di tali stanze potrebbe comportare lo spostamento dell’attenzione e degli investimenti verso soluzioni meno costose che, invece di essere aggiuntive, potrebbero, per mere ragioni di budget, correre un forte rischio di diventare sostitutive …”. L’intento del governo è quello di creare una “guerra fra poveri”, terrorizzando i Sert: “Attenti, già adesso avete a disposizione pochi soldi, ma se aprono le narcosale ne avrete ancora meno!”. Abbiamo sempre detto che le narcosale sono complementari ai servizi già esistenti e servono all’aggancio e all’auspicabile invio ai servizi di quei cittadini tossicodipendenti che tali servizi non riescono a raggiungere.
Se le narcosale hanno il difetto di costare poco, l’eroina terapeutica ha il difetto di costare troppo. Il DPA scrive che il paziente dovrebbe recarsi 3-4 volte al giorno ad assumere la dose presso le strutture sanitarie, che l’iniziativa riguarderebbe solamente il 3% dei pazienti, che “
alla luce anche delle esperienze fatte da molti anni in altri Paesi … questo tipo di terapie … vengono abbandonate dai pazienti spontaneamente nell’arco di 4-6 mesi”. Se il DPA avesse veramente studiato “le esperienze fatte da molti anni in altri Paesi” (quindi, non stiamo parlando di cose rivoluzionarie ma già consolidate), avrebbe visto che il paziente si reca in ambulatorio una volta al giorno, che la percentuale di utenti potenziali è molto più alta del 3% e che magari uno abbandona “spontaneamente” la terapia perché è riuscito, grazie all’eroina terapeutica, a migliorare le sue condizioni di vita, a trovare casa e lavoro, a passare dall’eroina al metadone.
Rispetto al “pill testing” è incredibile l’affermazione che “
attualmente non esistono test di laboratorio “on site” attendibili nel rilevamento delle caratteristiche tossicologiche delle sostanze”. In Olanda i “pill testing” sono attuati con successo da decenni dalle strutture pubbliche; riteniamo che in Europa sia in atto la libera circolazione delle conoscenze e delle tecniche, basta volerlo. Il DPA evoca poi come soluzione a tutti i mali il “sistema nazionale allerta precoce”, che è un po’ come l’ “araba fenice” (“che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa”). Sicuramente a Torino non c’è, visto che le strutture sanitarie locali sono venute a conoscenza dalla Procura della Repubblica che vi erano state 30 overdosi mortali in 60 giorni (praticamente il numero di overdosi mortali che si verificano a Torino in un anno intero) alcuni mesi dopo i fatti.
Prima di leggere l’ADDENDUM avevamo una considerazione del Dr. Serpelloni (responsabile Dipartimento Politiche Antidroga) alta; dobbiamo ora constatare come il regime proibizionista riesca ad arruolare anche persone insospettabili, come Serpelloni, per raggiungere l’obiettivo di cui ci parlava il compianto Giancarlo Arnao: proibito capire
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