Il Governo presenta 'agenda bioetica'
La vita umana al momento dell'inizio, la vita umana negli stati di massima disabilita', la vita umana quando e' alla fine, i problemi legati all'uso dell'umano come materiale biologico e i criteri etici della ricerca. Sono questi i cinque punti in cui si snoda l'agenda bioetica del Governo. Cinque punti 'fondamentali su cui fin da subito abbiamo impostato la nostra azione' e che e' stata presentata oggi pomeriggio a Palazzo Chigi dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella.'Il Governo - ha sottolineato Sacconi - e' contro ogni processo eutanasico, non ci siamo assopiti e questi temi sono sempre al centro del confronto politico. Vogliamo ribadire quanto la difesa del valore della vita sia un aspetto fondamentale della politica del Governo che si e' pronunciato piu' volte a questo proposito'.
Gli ha fatto eco il sottosegretario Roccella spiegando che 'l'agenda tiene conto di cio' che abbiamo fatto e cio' che vogliamo fare' perche', ha aggiunto Fazio, 'le problematiche dell'etica hanno anche effetti sull'organizzazione sanitaria del paese'.
Il documento spiega che 'di fronte alle scoperte scientifiche e alle innovazioni tecnologiche che di giorno in giorno entrano a far parte del nostro vivere, soprattutto nella frontiera della biomedicina, la politica di questo Governo si pone con un approccio realmente laico, basato quindi sulla conoscenza scientifica, e insieme valoriale, considerando come punti fermi e irrinunciabili l'unicita' della persona, il rispetto per la vita umana, dal concepimento alla morte naturale, e la centralita' della famiglia, cosi' come e' riconosciuta dalla nostra Carta costituzionale. Riteniamo che per tutti, credenti e non credenti, la vita sia il bene piu' prezioso, e che sia necessario tutelarla'.
Si parte con il primo punto dedicato all'inizio vita e alla legge 94 che, si legge, 'non considera l'aborto come diritto ma come estrema e dolorosa ratio, da evitare, ove possibile, con interventi di prevenzione a favore della vita'. In questo senso, 'proponiamo un Piano federale per la vita, da costruire nella collaborazione tra il ministero e le Regioni, che finalmente dia piena applicazione alla parte finora meno considerata della legge 194, quella della tutela della maternita' e della prevenzione'.
Per quanto riguarda la Pma (Procreazione medicalmente assistita), si legge ancora, 'vogliamo arrivare a un alto livello di trasparenza, tracciabilita', qualita' e sicurezza: stiamo applicando alla Pma le norme europee su cellule e tessuti, e siamo tra i primi in Europa a farlo'.
Il secondo punto e' dedicato alla disabilita' e cita il rapporto del Governo sulla tutela dello stato di non autosufficienza in Italia che ha evidenziato come 'il Fondo Sanitario Nazionale abbia le risorse sufficienti per garantire la dignita' della persona in ogni fase di vita se i Servizi regionali sanno integrare tutte le funzioni sociali, sanitarie ed assistenziali secondo modelli di gestione che concentrano la offerta ospedaliera per i bisogni acuti e liberano risorse per lo sviluppo dei servizi territoriali. Alla base di questo modello si pone la 'presa in carico' continua della persona, il sostegno alla famiglia nella sua insostituibile funzione solidale, la valorizzazione del volontariato'.
Il caso di Eluana Englaro apre il terzo punto sul fine vita, in cui 'si conferma il principio di precauzione e un no fermo a ogni forma di eutanasia' e viene denunciata la deregulation in cui versano 'i registri per i testamenti biologici che qualche comune ha approntato' che 'hanno scopi politici ma non possono offrire un reale servizio al cittadino, con le necessarie tutele e garanzie, soprattutto circa il consenso informato'.
E ancora: il quarto punto e' dedicato all'uso dell'umano come materiale biologico e il documento chiarisce che 'e' necessario vigilare affinche' le nuove tecniche scientifiche in ambito biomedico non producano una nuova economia del corpo, basata su un commercio di parti del corpo umano.
Riaffermiamo con forza che l'embrione non e' un oggetto su cui si possano compiere esperimenti o che si possa commercializzare'.
La legge 40, si legge ancora, 'ha facilitato una 'via italiana' alle staminali, che sta producendo buoni risultati.
Il nostro Governo sta rilanciando innanzitutto le applicazione cliniche consolidate delle staminali (come quelle del sangue cordonale), e la ricerca scientifica biomedica in generale. Proprio sulle staminali cordonali il Governo e' intervenuto modificando sostanzialmente le norme introdotte dal precedente Governo, mantenendo la tradizionale politica solidaristica sulla raccolta e la donazione di sangue ed organi, ed estendola a tessuti e cellule'.
Infine, a chiudere il documento un ultimo punto incentrato sulla ricerca e l'etica.
'Siamo al lavoro - si legge - per mettere a punto un codice etico per la sperimentazione sugli esseri umani, che sara' alla base dei criteri di certificazione di biobanche di materiale biologico di origine umana ad uso di ricerca scientifica; sara' ripensata l'organizzazione dei comitati etici per le sperimentazioni cliniche, per assicurare un controllo etico efficace e insieme liberare la sperimentazione dagli eccessi burocratici che oggi la ostacolano, danneggiando la ricerca italiana'.
STAMINALI DEL PADRE PER CURARE FIGLIO - Il ministero della Salute si e' attivato per favorire una innovativa terapia a base di cellule staminali adulte per un bambino con una rara malattia ricoverato al Burlo Garofalo di Trieste. Lo ha riferito il ministro Ferruccio Fazio. Il ministero si e' adoperato, dopo l'approvazione del Comitato etico del Burlo, per mettere in contatto il nosocomio triestino con il San Gerardo di Monza, dove vengono sviluppate cellule staminali adulte. "Mi sono interessato personalmente - ha riferito Fazio - e la macchina del Ministero si e' messa celermente in moto. Per ora al bambino vengono date staminali non specifiche, ma entro 40 giorni si riuscira' ad avere le cellule staminali del padre, e il bimbo potra' venire curato con quelle".
Il ministro decide allora di "intervenire personalmente" e attivare "la macchina del dicastero, che si e' messa subito in moto". "E' stata cosi' avviata la procedura per ottenere le staminali del padre ma serviranno circa 40 giorni".
Cosi', nel frattempo, il bimbo e' in terapia con altre cellule.
"E' stato il comitato etico del Burlo - aggiunge il sottosegretario Eugenia Roccella - a dare parere favorevole" sulla questione, "e il ministero ha seguito le indicazioni con il criterio delle cure compassionevoli". Non sono stati resi noti il nome e l'eta' del piccolo, ne' tantomeno la patologia rara di cui e' affetto.
GOVERNO CONTRO I REGISTRI COMUNALI - I registri per i testamenti biologici che qualche comune ha approntato sono 'una forma di deregulation, iniziative estemporanee che non possono offrire un reale servizio al cittadini con le necessarie tutele e garanzie, soprattutto circa il consenso informato', per questo 'stiamo elaborando una risposta comune con il ministero dell'Interno'. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, durante la presentazione dell'agenda bioetica del Governo, questo pomeriggio a Palazzo Chigi.
I Comuni, ha aggiunto, 'si stanno organizzando nelle maniere piu' diverse, c'e' chi fa un deposito diretto al Comune, chi va dal notaio, chi li manda al ministero che li rimanda al mittente. Insomma, occorre fare ordine'.
Infine, il sottosegretario ha parlato della legge sul testamento biologico in discussione in Parlamento: 'E' ormai giunta al termine del suo iter parlamentare e non penso ci saranno tatticismi per impedirne il varo'.
"Non valgono niente" i registri per i testamenti biologici attivati da alcuni Comuni italiani. La stoccata arriva dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Secondo il ministro, i registri spuntati come funghi in molti Comuni della Penisola "sono pericolosi per la privacy" e rappresentano "azione demagogiche con altri scopi". Fini "sostanzialmente politici", gli fa eco il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, che sulla questione precisa che "presto verra' formulato un parere, di concerto con il ministero dell'Interno. Occorre fare ordine, perche' qualsiasi forma usata, e sono diverse, non offre un servizio al cittadino e non tutela ne' privacy ne' consenso informato", afferma il sottosegretario.
Quanto alla legge sul testamento biologico "non penso ci siano tatticismi parlamentari - afferma Sacconi - che possano ostacolare un provvedimento che ha fatto tutto il suo percorso".
IN ITALIA IVG CONTINUANO A SCENDERE, LUNEDI' DATI A PARLAMENTO - "I dati sull'aborto ci dicono che le interruzioni volontarie di gravidanza in Italia continuano a scendere", con un trend "in controtendenza rispetto all'Europa". Ad annunciarlo e' Roccella.
La Relazione annuale al Parlamento sulla 194 "verra' presentata lunedi' o al massimo martedi' prossimo". E i risultati "ci confermano - sottolinea il sottosegretario - che il nostro modello va mantenuto, magari esportato in altri Paesi europei, in alcuni dei quali la situazione e' drammatica".
Tra i punti che compongono l'agenda bioetica dell'Esecutivo, c'e' poi la proposta "di un Piano federale per la vita, da costruire in collaborazione tra il ministero e le Regioni, che finalmente dia piena applicazione alla parte finora meno considerata della 194, quella della tutela della maternita' e della prevenzione", conclude Roccella.
CONSULTA DI BIOETICA: SDEGNO E PREOCCUPAZIONE - La Consulta di Bioetica, per bocca del presidente Maurizio Mori e del segretario Alberto Giubilini, "esprime sdegno e preoccupazione dopo la presentazione dell’agenda bioetica del Governo da parte dei Ministri Sacconi e Fazio e del sottosegretario sig.ra Roccella. Le loro parole rappresentano infatti il peggior esempio di quell’ignoranza, arroganza e volontà di imporre a tutti i cittadini una ideologia della vita che non è ammissibile in una società laica.
Le loro dichiarazioni esprimono ignoranza nel vendere delle opinioni personali errate come verità scientifiche, per esempio sostenendo che l’idratazione e nutrizione artificiali non sono terapie mediche (e quindi non ricadrebbero nel diritto del paziente a rifiutarle) perché, con le parole di Sacconi, “lo ha detto il 90% del Senato”, quando invece la comunità scientifica internazionale, che in uno stato laico e avanzato dovrebbe essere la solo autorità in materia, è concorde nell’affermare il contrario, e di certo non può essere l’opinione dei senatori a modificare la realtà dei fatti. Le loro dichiarazioni esprimono arroganza nel sostenere che i registri dei testamenti biologici, che diversi enti locali stanno attivando per garantire il rispetto della libertà dei cittadini, sarebbero delle iniziative inutili, demagogiche e che hanno un mero scopo politico. Le loro dichiarazioni esprimono prevaricazione di una ideologia della vita rispetto a visioni del mondo laiche nel preannunciare di voler finanziare la ricerca soltanto su cellule staminali adulte adducendo come motivazione che le cellule staminali embrionali non produrrebbero i risultati sperati, quando si sa bene che le ricerche serie possono richiedere anni e anni di sperimentazioni prima di raggiungere gli obbiettivi, svelando così come l’ideologia vitalista sia l’unica considerazione che sta alla base di queste dichiarazioni.
È chiaro quale sia la vera motivazione dietro a questi discorsi intrisi di ideologia vitalista. L’imminente crisi politica spinge il Governo a cercare i consensi in quella fetta di popolazione ancora legata a visioni tradizionaliste e vitaliste della scienza, visioni che tutto il resto del mondo sta ormai abbandonando in nome della scienza, del progresso e della libertà. Ma questo deplorevole mercato dei valori dettato da mere esigenze elettorali, oltre a essere eticamente inaccettabile, rischia di tradursi in scelte legislative che mettono a serio repentaglio la salute, il benessere e la libertà di cittadini, inclusi coloro che in quella particolare ideologia non si riconoscono.
La Consulta di Bioetica condanna fermamente questo ulteriore passo indietro del mondo politico e questa continua svendita della laicità dello Stato e sollecita quella parte di cittadinanza che ancora crede nei valori della laicità e della libertà a fare sentire la propria voce in tutte le sedi istituzionali possibili, perché dopo oggi è ormai chiaro che tutta la bioetica italiana ha urgente bisogno di una nuova fondazione."
Dichiarazione si Marco Cappato, Segretario dell’associazione Luca Coscioni:
I proclami di Sacconi, Fazio e Roccella di rilancio dell’agenda clericale in materia di salute e ricerca sono funzionali all’esigenza di serrare le fila della maggioranza nel rapporto con il Vaticano in un momento di difficoltà politica del Governo.
Il tentativo di strumentalizzazione di una cura innovativa con le staminali adulte serve a coprire l’incapacità da parte dell’Esecutivo di selezionare, dopo oltre un anno di inutile attesa, i progetti di ricerca sulle staminali da finanziare, mentre nel mondo la ricerca prosegue senza veti ideologici e negli USA si autorizza la sperimentazione delle staminali embrionali sull’uomo.
L’attacco alla possibilità aperta da numerosi comuni di aprire un registro dei testamenti biologici nasconde l’impotenza di una maggioranza che voleva far passare in tutta fretta una legge per vietare il testamento biologico proprio per arginare il rispetto di un diritto sancito dalla Costituzione e dalla giurisprudenza nei casi Welby, Nuvoli e Englaro.
Ma il fallimento più grave che questo Governo deve coprire è quello del mancato finanziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza che sono stati bloccati, e del Nomenclatore tariffario degli ausili per i disabili che non è stato rinnovato. Infatti, mentre il Presidente del Consiglio e molti suoi ministri hanno saputo scatenarsi per imporre con la violenza trattamenti sanitari su persone non più in grado di intendere e di volere, non hanno saputo trovare quelle (poche) risorse necessarie per garantire condizioni minime di cura e di assistenza alle persone malate e disabili. A tutto ciò il Governo ha provato a aggiungere anche la beffa dell’imposizione di criteri antiscientifici nell’assegnazione delle pensioni di invalidità. La vera questione etica è questa: abbiamo un Governo capace di definire “disabile” una persona nelle condizioni di Eluana Englaro e nel frattempo di negare l’assistenza ai disabili veri che la chiedono.
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