Sabato 6 giugno 2026
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Governo ripristina tabelle droghe in via amministrativa

U.E. - ITALIA
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"Siamo intervenuti per ripristinare le tabelle solo in via amministrativa sia per gli stupefacenti che per i medicinali. Non incidiamo sulla parte penale, perche' rinviamo la discussione sul decreto a un approfondimento interministeriale e parlamentare sulla configurazione dei reati e che certamente non si puo' fare sull'onda dell'emergenza. Siamo intervenuti per evitare che alcune sostanze vietate diventassero legali". Cosi' il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha spiegato il dl approvato oggi dal Consiglio dei ministri in materia di stupefacenti che rimedia al vuoto creato dalla sentenza della Consulta sulla legge Fini-Giovanardi. Dopo quest'ultima, infatti, rimanevano "scoperte" circa 500 nuove droghe (o "smart drugs") dichiarate illegali nel periodo di vigenza della Fini-Giovanardi.
Il ministro spiega l'intervento del governo: alcune droghe erano tornate legali Il vero punto della questione, pero', e' la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, che la legge parzialmente bocciata dalla Corte costituzionale non prevede, e che rischia di suscitare divisioni in seno alla maggioranza. Per questo motivo, il governo ha deciso di far decantare la situazione e rimettersi al dibattito parlamentare: "Per quello che riguarda il penale - ha spiegato Lorenzin - rinviamo nell'arco dei 60 giorni ad un approfondimento". Il ministro ha anche negato che oggi vi sia stato un confronto sul merito tra i ministri, e si e' limitata a dire che "in qualita' di ministro della Salute, posso certamente dire che dorgarsi fa male".

"Se le tabelle restano quelle della Iervolino-Vassalli, non ci sono problemi: potrebbero averle aggiornate aggiungendo le nuove sostanze. Ma se invece le tabelle inserite nel nuovo decreto sono quella della Fini-Giovanardi, allora ci sarebbero effetti sanzionatori": così Stefano Anastasia, presidente della Società della Ragione, una delle organizzazioni promotrici del ricorso alla Corte Costituzionale della Fini-Giovanardi, la legge sulle droghe in vigore dal 2006 fino alla recente 'bocciatura' della Corte costituzionale. "Il ministro Lorenzin - spiega Anastasia all'ANSA - dice che è stato fatto solo un adeguamento delle tabelle, per ricomprendervi sostanze più recenti e quindi immagino le tabelle restino quelle della Iervolino-Vassalli. Erano quattro e la cannabis era nella seconda. invece nella Fini-Giovanardi erano due e la cannabis era nella tabella I, insieme a cocaina ed eroina. Non avendo le carte dobbiamo fidarci di quanto detto oggi dal ministro della Salute: nessuna conseguenza sul fronte penale da quanto deciso dal governo, quindi nel decreto non c'è nulla, non possono aver riproposto in un'unica tabella cannabis e droghe pesanti". Ma si è comunque persa un'occasione, aggiunge Anastasia. "C'era bisogno di un decreto legge, per due questioni: il trattamento penale dei casi di lieve entità, in cui la differenza tra droghe pesanti e leggere non c'è. In caso di grande traffico di droga si riconosce la differenza pesanti-leggere, ma in caso di lieve entità no. E' un'urgenza su cui il decreto doveva intervenire. Poi c'è la questione delle persone condannate: 10 mila in carcere, alcuni in esecuzione di pena, che fanno? La pena è stata giudicata incostituzionale, e il decreto era l'occasione per dare un indirizzo".

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