Gran Bretagna. Il pubblico inglese consultato sulla scelta del sesso dei figli
In questi ultimi giorni al pubblico inglese e' stato chiesto un parere sulla legittimita' e sulla possibilita' dei genitori di decidere il sesso dei propri figli. Il dibattito e' stato animato dal gruppo Human Genetics Alert, gia' chiamato in causa riguardo al divieto riguardante la selezione del sesso per altri scopi oltre a quello di evitare serie malattie genetiche, in linea con la corrente legge. Ma il corpo regolatore, ossia la Human Fertilization and Embriology Authority (HFEA), sta di nuovo valutando e analizzando il problema alla luce del fatto che molte coppie inglesi sono costrette ad andare all'estero per usufruire dei trattamenti di selezione del sesso, e a causa dei nuovi sviluppi medici che ancora non sono regolati dalla vigente legislazione inglese.
Da una nuova tecnica, chiamata selezione dello sperma e' emerso che lo sperma puo' essere "diviso" in spermatozoi contenenti il cromosoma maschile o femminile. In questo modo un donna puo' essere inseminata con sperma portatore dei cromosomi del sesso desiderato. Questa tecnica al momento non e' ne' regolata, ne' proibita, in Gran Bretagna. Questo significa che secondo lo Human Fertilisation Embryology Act non si possono fermare le cliniche che attualmente in Inghilterra offrono questo trattamento alle coppie.
Il documento che analizza questa tecnica domanda pero' se sia giusto per le persone avere la possibilita' di usufruire di procedure assistite sulla riproduzione per essere in grado di scegliere il sesso dei propri figli e per quali ragioni. L'HFEA ha cosi' stabilito che nei prossimi tre mesi sondera' le opinioni del pubblico, dei professionisti e delle organizzazioni, e poi potra' offrire il suo consiglio finale.
A questo riguardo, il prof. Tom Baldwin, vicepresidente dell'HFEA, ha sottolineato: "l'intento di questa consultazione non e' tanto quello di aiutare l'HFEA a decidere se un procedimento di questo tipo sia ammesso, quanto quello di stimolare e informare il dibattito pubblico alla decisione che spetta poi al Parlamento e al Governo." La selezione del sesso e' possibile in tre tappe: attraverso la selezione dello sperma precedente al concepimento, e prima che un embrione creato mediante IVF sia trasferito in una donna, o con l'aborto. Sempre il prof. Baldwin, professore di filosofia alla York University, riporta alcune delle piu' plausibili posizioni: molte persone hanno un approccio liberale verso questa tecnica, ritenendo che in fondo non danneggi nessuno; altri la avvertono come un "giocare a fare Dio"; altri ancora temono che questo approccio possa "rovesciare" in qualche modo l'equilibrio naturale fra i sessi. D'altro conto, il direttore della HGA, il dott. David King, osserva che "la creazione di un nuova vita e' la cosa piu' moralmente seria che si possa fare. Non possiamo permettere che divenga una scelta consumistica come un'altra". Continua poi dicendo che "non si ha nessun diritto di scegliere il sesso dei nostri figli", e che "se non si e' pronti ad accettare di diventare genitori sia di una maschio o di una femmina, non dovremmo essere proprio dei genitori".
Da una nuova tecnica, chiamata selezione dello sperma e' emerso che lo sperma puo' essere "diviso" in spermatozoi contenenti il cromosoma maschile o femminile. In questo modo un donna puo' essere inseminata con sperma portatore dei cromosomi del sesso desiderato. Questa tecnica al momento non e' ne' regolata, ne' proibita, in Gran Bretagna. Questo significa che secondo lo Human Fertilisation Embryology Act non si possono fermare le cliniche che attualmente in Inghilterra offrono questo trattamento alle coppie.
Il documento che analizza questa tecnica domanda pero' se sia giusto per le persone avere la possibilita' di usufruire di procedure assistite sulla riproduzione per essere in grado di scegliere il sesso dei propri figli e per quali ragioni. L'HFEA ha cosi' stabilito che nei prossimi tre mesi sondera' le opinioni del pubblico, dei professionisti e delle organizzazioni, e poi potra' offrire il suo consiglio finale.
A questo riguardo, il prof. Tom Baldwin, vicepresidente dell'HFEA, ha sottolineato: "l'intento di questa consultazione non e' tanto quello di aiutare l'HFEA a decidere se un procedimento di questo tipo sia ammesso, quanto quello di stimolare e informare il dibattito pubblico alla decisione che spetta poi al Parlamento e al Governo." La selezione del sesso e' possibile in tre tappe: attraverso la selezione dello sperma precedente al concepimento, e prima che un embrione creato mediante IVF sia trasferito in una donna, o con l'aborto. Sempre il prof. Baldwin, professore di filosofia alla York University, riporta alcune delle piu' plausibili posizioni: molte persone hanno un approccio liberale verso questa tecnica, ritenendo che in fondo non danneggi nessuno; altri la avvertono come un "giocare a fare Dio"; altri ancora temono che questo approccio possa "rovesciare" in qualche modo l'equilibrio naturale fra i sessi. D'altro conto, il direttore della HGA, il dott. David King, osserva che "la creazione di un nuova vita e' la cosa piu' moralmente seria che si possa fare. Non possiamo permettere che divenga una scelta consumistica come un'altra". Continua poi dicendo che "non si ha nessun diritto di scegliere il sesso dei nostri figli", e che "se non si e' pronti ad accettare di diventare genitori sia di una maschio o di una femmina, non dovremmo essere proprio dei genitori".
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