Venerdì 5 giugno 2026
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Grande consenso degli spagnoli per la conservazione del sangue cordonale

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Il 95% degli spagnoli tra i venticinque e i quarant'anni vorrebbe conservare il sangue del cordone ombelicale (SCU) dei propri figli, anche se solo il 15% conosce una banca di raccolta; in quanto al costo del servizio, il 93,5% pensa che dovrebbe essere coperto dal sistema sanitario. Lo rivela l'indagine condotta dalla banca privata di cellule staminali Secuvita, cui hanno partecipato 1.200 persone di tutto il Paese, 740 donne e 460 uomini, e che e' stata presentata il 25 giugno in una conferenza stampa. Benche' la grande maggioranza degli interpellati desideri conservare il sangue dei figli come riserva di cellule staminali, sono solo 70.000 le persone ad averlo fatto dal 2004 a oggi.
Le cellule staminali cordonali sono utili per il trattamento della leucemia e di altre malattie ematologiche, per patologie cancerogene e del sistema immunitario, cosi' come in ambito della medicina rigenerativa, dove le autologhe (le proprie) sono l'opzione migliore. Esistono molti saggi clinici sul loro impiego per il recupero del tessuto cardiaco, nel sistema nervoso, l'infarto cerebrale e il diabete di tipo 1, ha precisato Jaime Perez de Oteyza, medico specialista in ematologia ed emoterapia dell'ospedale Ramon y Cajal di Madrid.

Il dottor Santiago Luengo, direttore di Secuvita, ha precisato che la Spagna rappresenta un'"isola" legislativa, essendo l'unico Paese al mondo a imporre che il sangue cordonale conservato sul territorio nazionale debba essere messo a disposizione del sistema pubblico, mentre altrove resta di proprieta' del bambino in qualunque momento. Attualmente ci sono 40.000 campioni nelle banche private -il 96% all'estero per evitare quest'obbligo- e circa 30.000 presso il sistema sanitario nazionale.
Il sondaggio ha evidenziato che se l'80% degli spagnoli conosce la possibilita' di conservare il sangue del cordone ombelicale, il 90% dice di non essere stato informato dal personale medico. Di fatto, oltre la meta' degli intervistati e' male informato sulla normativa della proprieta' del sangue e sostiene che dovrebbe appartenere sempre al bambino o ai suoi tutori legali; solo il 22,2% sa che dev'essere messo a disposizione di chiunque ne abbia la necessita'. Le persone oltre i cinquant'anni sono le piu' informate in merito alle opportunita' dello SCU: l'81,4% contro il 61,2% dei giovani tra i diciotto e i venticinqe anni.

Al 72% degli intervistati non era sfuggita la notizia che i Principi delle Asturie hanno conservato il sangue cordonale delle loro due figlie, inviandone una parte all'estero.
Alla domanda se la conservazione del sangue cordonale debba far parte delle prestazioni offerte dalle compagnie d'assicurazione private, quasi il 78% ritiene di si'; solo il 22% e' contrario. L'indagine dimostra che rispetto al costo del servizio, le donne gli danno piu' valore degli uomini; il 42,6% delle donne sarebbe infatti disposta a pagare 100 euro l'anno, mentre il 45,7% degli uomini non ne pagherebbe piu' di 50. Il sondaggio ha anche evidenziato le differenze esistenti tra Comunita' autonome, sia riguardo al tema in se' sia rispetto alle possibilita' concrete d'attuazione.
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