Gravidanza e parto ancora fatali per 800 donne al giorno
Gravidanza e parto ancora fatali in troppi Paesi del mondo. Ben 800 donne al giorno muoiono di complicanze, nel 2013 hanno perso la vita 289 mila future madri. Quasi tutti questi decessi si verificano in aree povere o in via di sviluppo e la gran parte potrebbe essere prevenuta. E' quanto emerge dal rapporto 'Trends in maternal mortality estimates 1990 to 2013', pubblicato dal Gruppo interistituzionale sulla mortalita' materna, di cui fanno parte, fra gli altri, l'Organizzazione mondiale della sanita' e l'Unicef, che sottolineano come migliorare la salute materna resti una priorita'. Fra le piu' vulnerabili, oltre naturalmente alle donne che vivono nei Paesi piu' poveri o in zone rurali, ci sono le adolescenti, che rischiano di piu' la vita per le complicanze della gravidanza e del parto. Queste sono infatti le principali cause di morte per la ragazze con meno di 15 anni d'eta' nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo (1 probabilita' su 160 rispetto a 1 su 3.700 nei Paesi ricchi). Le principali cause che tolgono la vita alle neomamme sono gravi emorragie o infezioni di solito subito dopo il parto, ma anche l'elevata pressione sanguigna in gravidanza o aborti praticati in modo non sicuro. Queste complicanze da sole causano l'80% di tutti i decessi. Si confermano temibili killer anche la malaria e l'Aids durante la gravidanza. La salute materna, evidenzia infine il rapporto, e' strettamente legata a quella infantile. Quasi 3 milioni di neonati muoiono ogni anno e altri 2,6 mln nascono morti. Abbattere queste cifre e' uno degli 8 obiettivi di sviluppo del Millennio, adottati dalla Comunita' intenazionale nel 2000. Per raggiungere il traguardo di cancellare i tre quarti delle morti materne entro il 2015, i decessi dovrebbero ridursi del 5,5% l'anno: dal '90 al 2013 sono diminuiti, pero', solo del 2,6% l'anno. ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti