Grecia. Gli albergatori vogliono i "lager per drogati"
Il Governo greco e il Comune di Atene hanno detto 'no' ad una richiesta avanzata dall'associazione degli albergatori ateniesi che chiedeva che fossero allontanati dal centro cittadino centri per il recupero dei tossicodipendenti e case chiuse, in vista delle Olimpiadi di agosto. Una richiesta che rafforza i timori, avanzati dalle organizzazioni umanitarie, che i giochi possano essere usati per "ripulire" le strade di Atene da coloro che vengono considerati dannosi al look olimpico della capitale.Il ministro della Sanita' Nikitas Kaklamanis, che gia' giorni fa aveva respinto l'ipotesi di mettere drogati e sbandati in appositi "campi di accoglienza" durante i giochi per migliorare l'aspetto della citta', ha detto che "gli albergatori non hanno titolo per fare una simile richiesta".
Il sindaco di Atene, Dora Bakoyanni, ha invece detto che non e' possibile "nascondere il problema della droga sotto al tappeto... Atene non ha intenzione di mettersi una maschera olimpica. La nostra politica e' quella di adottare politiche concrete contro gli stupefacenti, gli albergatori ripensino alla loro richiesta".
Secondo il presidente dell'Associazione degli albergatori greci (Exa), Loukas Douvas, i tossicodipendenti aggrediscono spesso i lavoratori degli hotel, mentre accanto ai centri di recupero (quattro in tutto nel centro di Atene) di solito abbondano i traffici di droga.
Intanto, i lavoratori dell'ospedale psichiatrico Dromokratio di Atene protestano gia' dalla scorsa settimana contro il massiccio invio presso la loro struttura di tossicodipendenti, ubriachi e persone con problemi psicologici, il cui fermo da parte della polizia e' notevolmente aumentato negli ultimi tempi, hanno denunciato organizzazioni per i diritti umani. La sezione greca di 'Medici del mondo' ha segnalato un aumento di "comportamenti violenti della polizia, legato all'avvicinarsi delle olimpiadi, contro richiedenti asilo, immigrati e persone ai margini della societa'".
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