Grecia. Nuovamente fertili dopo le cure anticancro
In occasione del meeting tenutosi a Madrid su fecondazione ed embriologia, il dott. Nikolaos Sofikitis, della Ioannina University, ha presentato i primi risultati di uno studio per la conservazione e la produzione di sperma in malati di cancro ai testicoli.
Questi pazienti infatti, dopo la chemioterapia, generalmente diventano sterili, e l'unico metodo adottato finora era il congelamento dello sperma stesso prima dei trattamenti. Ma lo sperma congelato poteva comunque contenere cellule cancerogene e l'operazione era rischiosa.
Lo studio presentato da Sofikitis ha coinvolto 6 uomini malati di tumore, ai quali sono stati estratti dei campioni di sperma prima delle cure anticancro. Dai campioni hanno prima isolato e eliminato le cellule tumorali, e quelle restanti, sono state coltivate e congelate con dei componenti chimici. Questi ultimi hanno permesso un'ulteriore suddivisione, ossia le cellule germinali da quelle adulte. Quelle germinali contenevano l'80% di staminali, e a quel punto, lo sperma rimasto era pronto per essere congelato.
I pazienti sono stati sottoposti a chemioterapia, e nell'arco di circa sei mesi, sono guariti. "Dopo 6 mesi abbiamo analizzato 5 dei 7 campioni estratti per ogni paziente, e ai test per il cancro risultavano tutti negativi", spiega Sofikitis. A questo punto i campioni sono stati reinfusi nei testicoli e dopo 13 mesi le cellule germinali erano riuscite a produrre nuovamente dello sperma. La quantita' e la qualita' dello sperma ovviamente non erano come prima del trattamento, ne' sufficientemente sane per garantire un naturale concepimento. Ma secondo i medici questa procedura permette comunque la fecondazione in vitro, che e' gia' un grosso passo avanti rispetto alla totale sterilita'.
Questi pazienti infatti, dopo la chemioterapia, generalmente diventano sterili, e l'unico metodo adottato finora era il congelamento dello sperma stesso prima dei trattamenti. Ma lo sperma congelato poteva comunque contenere cellule cancerogene e l'operazione era rischiosa.
Lo studio presentato da Sofikitis ha coinvolto 6 uomini malati di tumore, ai quali sono stati estratti dei campioni di sperma prima delle cure anticancro. Dai campioni hanno prima isolato e eliminato le cellule tumorali, e quelle restanti, sono state coltivate e congelate con dei componenti chimici. Questi ultimi hanno permesso un'ulteriore suddivisione, ossia le cellule germinali da quelle adulte. Quelle germinali contenevano l'80% di staminali, e a quel punto, lo sperma rimasto era pronto per essere congelato.
I pazienti sono stati sottoposti a chemioterapia, e nell'arco di circa sei mesi, sono guariti. "Dopo 6 mesi abbiamo analizzato 5 dei 7 campioni estratti per ogni paziente, e ai test per il cancro risultavano tutti negativi", spiega Sofikitis. A questo punto i campioni sono stati reinfusi nei testicoli e dopo 13 mesi le cellule germinali erano riuscite a produrre nuovamente dello sperma. La quantita' e la qualita' dello sperma ovviamente non erano come prima del trattamento, ne' sufficientemente sane per garantire un naturale concepimento. Ma secondo i medici questa procedura permette comunque la fecondazione in vitro, che e' gia' un grosso passo avanti rispetto alla totale sterilita'.
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