Sabato 6 giugno 2026
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Guardia di Finanza intercetta traffico illegale di farmaci abortivi dall'estero

U.E. - ITALIA
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C'erano anche prodotti farmaceutici utilizzati in taluni Paesi per provocare l'aborto, tra i prodotti farmaceutici e fitoterapici di contrabbando, per i quali sono previste specifiche autorizzazioni sia per l'importazione sia per la relativa commercializzazione, sequestrati dalla Guardia di Finanza di Genova e dall'Agenzia delle Dogane all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. Il tentativo di importazione illecita era stato messo in atto da tre cittadine dell'Ecuador, provenienti dal Sud America. I militari hanno sequestrato complessivamente circa 10.000 prodotti tra capsule e compresse, oltre 10.000 ml di soluzioni acquose medicinali, 3 chilogrammi di sospensioni medicinali in polvere e svariate creme ed unguenti medicamentosi, tra cui antibiotici, antinfiammatori, analgesici, tranquillanti, ipotensivi, cardiotonici e stimolanti di svariate forme e posologie farmaceutiche, tutte ottenibili solo previa esibizione di prescrizione medica. Il tentativo di importazione di farmaci abortivi, sottolineano i militari, riporta l'attenzione sulle pratiche di interruzione di gravidanza autoindotte e diffuse tra cittadine extracomunitarie che, per non lasciare emergere la condizione di clandestinita', evitano di recarsi in ospedale o presso i consultori e fanno ricorso all'uso dei predetti farmaci, il cui uso improprio, pero', puo' provocare gravi conseguenze per la loro salute. I sequestri, avvenuti nelle settimane scorse, a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro, rappresentano verosimilmente la manifestazione di un nuovo traffico illecito ricollegabile al fenomeno dell'immigrazione: come gia' accaduto in passato per l'etnia cinese, anche le comunita' sudamericane, fortemente presenti sul territorio nazionale, starebbero cercando di creare un' assistenza sanitaria 'parallela' ed illegale per soddisfare le necessita' medico-sanitarie di connazionali non ancora in regola con le norme di soggiorno, che potrebbero accedere all'approvvigionamento farmacologico esclusivamente in sedi ospedaliere e solo per mezzo del rilascio di un certificato di somministrazione temporanea di farmaci (STP), finalizzato ad attestarne la necessita' reale ed immediata. In questo caso, poi, l'acquisto del farmaco avverrebbe 'a prezzo pieno', in considerazione dell'impossibilita' di godere dell'esenzione o delle riduzioni previste per gli assistiti dal servizio sanitario nazionale. Da qui la convenienza ad un approvvigionamento di farmaci in via clandestina. L'illegalita' del fenomeno, sottolineano i finanzieri, rappresenta un grave rischio per la comunita' locale di riferimento che, rifornita di farmaci senza idonee prescrizioni, posologie e controindicazioni, potrebbe incorrere in danni, anche seri, per la salute.   
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