Domenica 7 giugno 2026
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Guerra all'immigrazione. Dopo la Libia, anche l'Egitto riceve pattugliatori dall'Italia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Dopo le sei motovedette alla Libia, e' la volta di due pattugliatori consegnati all'Egitto. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, continua la sua 'campagna d'Africa' per rafforzare gli accordi finalizzati a contrastare le partenze di clandestini verso l'Europa.
'E' una strategia - spiega Maroni al Cairo, dove ha incontrato il ministro dell'Interno egiziano Habib Ibrahim El Adly, insieme al capo della polizia Antonio Manganelli - che sta dando ottimi risultati se si pensa che nei primi tre mesi dell'anno sono arrivati soltanto 52 clandestini sulle nostre coste contro i 4450 del primo trimestre del 2009'. Con l'Egitto in particolare, sottolinea, 'abbiamo un ottimo accordo di collaborazione, il migliore tra i paesi europei: noi forniamo mezzi come le motovedette di oggi, jeep e altre dotazioni, formiamo le forze di polizia locali. Loro, contrariamente ad altri paesi nordafricani, accettano i rimpatri collettivi di propri cittadini rintracciati in posizione irregolare sul nostro territorio'.
E' stato il direttore centrale dell'immigrazione e della polizia di frontiera, Rodolfo Ronconi, a consegnare ufficialmente nel porto di Alessandria le due imbarcazioni classe 500 che saranno utilizzate dalle autorita' egiziane per contrastare le partenze di clandestini.
Da poco, rimarca poi il ministro 'sono stato in Ghana ed in Niger per stringere accordi analoghi a quello che abbiamo con l'Egitto e con gli altri paesi nordafricani ed il mese prossimo andro' in Senegal ed in Gambia per sottoscrivere altre intese.
E' un lavoro diplomatico determinante se vogliamo mantenere questa situazione'.
La svolta che ha portato ad azzerare praticamente i flussi verso l'Italia, osserva il titolare del Viminale, 'c'e' stata proprio un anno fa, il 6 maggio con i primi respingimenti verso la Libia che ci aveva chiesto aiuto per barconi in acque internazionali sfuggiti ai loro controlli. Ci sono state molte polemiche per questi episodi: si tratta di uno dei sistemi d'azione, ma e' una eccezione, tanto che dallo scorso agosto non e' stato piu' necessario ricorrervi, visto che la Libia sta facendo un ottimo lavoro bloccando le partenze e arrestando i trafficanti di uomini'.
C'e' quindi l'appello a Bruxelles. 'Non possiamo fare da soli i gendarmi d'Europa a meno che non ci venga ufficialmente assegnato questo compito e le relative risorse. Alla prossima riunione del Gai (i ministri dell'interno e della giustizia dei paesi UE) proporro' che l'Italia, forte dei suoi ottimi rapporti con i paesi del Maghreb, diventi una sorta di 'messaggero' dell'Europa nei confronti di questi stati.
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