Guerra alla droga. 77 omicidi in Guanajuato tra narco bande rivali
Sono almeno 77 gli omicidi registrati da inizio ottobre nel Guanajuato, stato centrale del Messico. Una situazione di allarme ribadita anche nella giornata di lunedi' con almeno 17 uccisioni, cinque dei quali eseguiti nel corso di un funerale. La sparatoria, che ha portato anche al ferimento di alcuni passanti, si e' prodotta nel primo giorno in cui lo stato riapriva alcune delle attivita' chiuse per l'emergenza del nuovo coronavirus, una condizione resa possibile dal calo locale dei contagi. Una striscia di violenza che porta a oltre 40 il numero di massacri registrati nel Guanajuato, teatro di uno scontro tra bande rivali che, riferiscono i media, pare ruotare sostanzialmente alle mire di controllo del temibile Cartel Jalisco Nueva generacion (Cjng). "Continuiamo la pulizia e veniamo a prendervi", recitava un cartello apposto sopra borse con resti di due cadaveri.
Tra i tanti affari illeciti portati avanti dalle bande cimrinali, particolarmente rilevante pare quello dello spaccio di metanfetamine, droga conosciuto con il nome di "Cristallo". Una indagine giornalistica rilanciata dal quotidiano "El Universal" avverte che i cristalli vengono colorati a seconda della banda che ne e' proprietaria, per certificare che non ci siano sconfinamenti delle organizzazione criminali nelle rispettive zone di controllo del territorio: bianchi quelli del Cjng, blu quelli del Cartel de Santa Rosa de Lima. In alcuni casi, come tstimoniano foto allegate all'articolo, i pacchetti di droga viagggaino con il marchio dell'organizzazione di "narcos". Se si verificano invasioni di territorio si procede a una indagine interna e alla relativa punizione del responsabile. La guerra tra bande, scrive ancora "El Universal", ha provocato nel Guanajuato anche un aumento del consumo, del 58 per cento dal 2004 al 2020.
Il presidente Andres Manuel Lopez Obrador, fortemente critico nei confronti delle precedenti politiche di scontro frontale con le bande criminali suggellato dalla scesa in campo dell'esercito, ha varato una strategia di piu' lungo periodo che punta a incidere sui motivi ritenuti piu' profondi della violenza, emarginazione e disparita' sociali. A due anni dall'inizio del mandato i numeri sembrano suggerire un incremento degli indici di violenza piu' moderato rispetto al passato. Se nel primo semestre del 2018 il tasso di omicidi e' stato di 13,4 per ogni 100mila abitanti, nel 2019 (primo anno del nuovo governo) l'indice e' salito a 14,01, un incremento del 4,5 per cento su anno. I numeri del periodo gennaio-giugno 2020 spingono l'indice a quota 14,14, in aumento dell'1 per cento sul 2019. Le stime del governo sono comunque di un totale di morti entro il 2020 pari a 40.863, in netto aumento al record del 2019, quando gli omicidi sono stati 37.315.
La nuova strategia del governo sulla questione della sicurezza punta ad attivare investimenti pubblici che permettano di creare occupazione e aumento diffuso della qualita' di vita, soprattutto nelle zone meno agiate del paese. Ha quindi creato un nuovo corpo di sicurezza - la Guardia Nazionale - cui spetta il compito di controllare con "professionalita'" il territorio. Il personale, poco meno di 80mila elementi proveniente da altre forze di sicurezza e nuovi assunti, viene istruito per agire nel rispetto dei diritti umani e con meccanismi che dovrebbero allontanare possibili infiltrazioni criminali. Amlo ha inoltre lanciato un piano di contrasto alla corruzione su tutti i livelli, nella convinzione che una nuova stagione di moralita' nella politica possa contribuire a ridurre il risentimento sociale e le occasioni di delinquenza.
Presentando a inizio settembre il secondo rapporto sull'attivita' di governo, il presidente ha riconosciuto che omicidi ed estorsioni continuano ad essere un "tallone d'Achille" della sua azione di governo. "Abbiamo fatto progressi nell'arrestare la crescita dell'incidenza criminale in quasi tutti i retai meno due, estorsione ed omicidi dolosi", ha detto Amlo segnalando che il 75 per cento delle morti violente e' legato agli scontri tra le almeno dieci bande criminali che imperversano nel aese. "Perche' ci costa ridurre il numero di omicidi? Perche' sono strettamente legati alla delinquenza organizzata e ci sono continui scontri tra gruppi". Tensioni pronte a riaccendersi anche con arresti importanti, come quello effettuato a luglio nei confronti di "El Maro", leader del cartello Santa Rosa de Lima, in Guanajuato: nel mese si sono contati 2.980 omicidi su tutto il territorio nazionale. Il capo dello stato rimane comunque ottimista, soprattutto per l'idea che uno dei motivi della violenza sia stato fortemente ridotto. "Ho fiducia che rassereneremo il paese, perche' non c'e' piu' collusione. Non c'e' associazione criminale tra la delinquenza organizzata e le autorita', e' una linea ben tracciata", ha detto.
(Nova)
Tra i tanti affari illeciti portati avanti dalle bande cimrinali, particolarmente rilevante pare quello dello spaccio di metanfetamine, droga conosciuto con il nome di "Cristallo". Una indagine giornalistica rilanciata dal quotidiano "El Universal" avverte che i cristalli vengono colorati a seconda della banda che ne e' proprietaria, per certificare che non ci siano sconfinamenti delle organizzazione criminali nelle rispettive zone di controllo del territorio: bianchi quelli del Cjng, blu quelli del Cartel de Santa Rosa de Lima. In alcuni casi, come tstimoniano foto allegate all'articolo, i pacchetti di droga viagggaino con il marchio dell'organizzazione di "narcos". Se si verificano invasioni di territorio si procede a una indagine interna e alla relativa punizione del responsabile. La guerra tra bande, scrive ancora "El Universal", ha provocato nel Guanajuato anche un aumento del consumo, del 58 per cento dal 2004 al 2020.
Il presidente Andres Manuel Lopez Obrador, fortemente critico nei confronti delle precedenti politiche di scontro frontale con le bande criminali suggellato dalla scesa in campo dell'esercito, ha varato una strategia di piu' lungo periodo che punta a incidere sui motivi ritenuti piu' profondi della violenza, emarginazione e disparita' sociali. A due anni dall'inizio del mandato i numeri sembrano suggerire un incremento degli indici di violenza piu' moderato rispetto al passato. Se nel primo semestre del 2018 il tasso di omicidi e' stato di 13,4 per ogni 100mila abitanti, nel 2019 (primo anno del nuovo governo) l'indice e' salito a 14,01, un incremento del 4,5 per cento su anno. I numeri del periodo gennaio-giugno 2020 spingono l'indice a quota 14,14, in aumento dell'1 per cento sul 2019. Le stime del governo sono comunque di un totale di morti entro il 2020 pari a 40.863, in netto aumento al record del 2019, quando gli omicidi sono stati 37.315.
La nuova strategia del governo sulla questione della sicurezza punta ad attivare investimenti pubblici che permettano di creare occupazione e aumento diffuso della qualita' di vita, soprattutto nelle zone meno agiate del paese. Ha quindi creato un nuovo corpo di sicurezza - la Guardia Nazionale - cui spetta il compito di controllare con "professionalita'" il territorio. Il personale, poco meno di 80mila elementi proveniente da altre forze di sicurezza e nuovi assunti, viene istruito per agire nel rispetto dei diritti umani e con meccanismi che dovrebbero allontanare possibili infiltrazioni criminali. Amlo ha inoltre lanciato un piano di contrasto alla corruzione su tutti i livelli, nella convinzione che una nuova stagione di moralita' nella politica possa contribuire a ridurre il risentimento sociale e le occasioni di delinquenza.
Presentando a inizio settembre il secondo rapporto sull'attivita' di governo, il presidente ha riconosciuto che omicidi ed estorsioni continuano ad essere un "tallone d'Achille" della sua azione di governo. "Abbiamo fatto progressi nell'arrestare la crescita dell'incidenza criminale in quasi tutti i retai meno due, estorsione ed omicidi dolosi", ha detto Amlo segnalando che il 75 per cento delle morti violente e' legato agli scontri tra le almeno dieci bande criminali che imperversano nel aese. "Perche' ci costa ridurre il numero di omicidi? Perche' sono strettamente legati alla delinquenza organizzata e ci sono continui scontri tra gruppi". Tensioni pronte a riaccendersi anche con arresti importanti, come quello effettuato a luglio nei confronti di "El Maro", leader del cartello Santa Rosa de Lima, in Guanajuato: nel mese si sono contati 2.980 omicidi su tutto il territorio nazionale. Il capo dello stato rimane comunque ottimista, soprattutto per l'idea che uno dei motivi della violenza sia stato fortemente ridotto. "Ho fiducia che rassereneremo il paese, perche' non c'e' piu' collusione. Non c'e' associazione criminale tra la delinquenza organizzata e le autorita', e' una linea ben tracciata", ha detto.
(Nova)
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