Guerra alla droga e geopolitica: Colombia e Venezuela mai così vicini alla guerra
Fra Colombia e Venezuela si avvertono "soffi di guerra". Non sono ancora veri e propri venti bellici, ma l'analista di politica internazionale Arlene Tickner, professoressa all'Università delle Ande di Bogotà, spiega ad Aki Adnkronos International che "indubbiamente l'accordo fra Colombia e Usa sulle basi militari avrà un effetto sull'equilibrio di potere" nelle relazioni fra Bogotà e Caracas.Hugo Chavez non è l'unico che critica il patto fra Alvaro Uribe e Washington, assicura Tickner: "Al di là della cooperazione nella lotta contro il narcotraffico, una parte della popolazione colombiana percepisce le basi come un modo per contenere Chavez". E gli altri vicini sudamericani? L'accordo non piace a molti, ma le critiche ufficiali sono diminuite. "Dopo un momento iniziale di proteste, in Sudamerica, le manifestazioni di disaccordo nei confronti delle basi si sono fermate", dice l'esperta.
"Penso che da parte degli Usa ci sia stato un silenzioso lavoro diplomatico per tranquillizzare e spiegare il patto nei paesi più influenti della regione, come Brasile, Cile e Argentina - prosegue - Il governo colombiano ha cercato di fare la stessa cosa. Questo non significa che il tema non continui a generare inquietudine, ma si sono azzittite le proteste pubbliche". L'accordo "ha comunque generato sfiducia verso la Colombia da parte degli altri paesi sudamericani", aggiunge Tickner.
Il patto permette ai militari statunitensi l'uso di sette basi colombiane. Per l'analista dell'Università delle Ande ci sono due aspetti particolarmente "preoccupanti". Il primo è che "l'accordo non specifica né definisce quale uso faranno gli Stati Uniti delle basi. Esiste la possibilità che le attività vadano oltre alla lotta contro il traffico di droga in Colombia, soprattutto per le basi aeree".
L'analista pensa che potrebbero essere impiegate per voli su tutto il continente e perfino dal Sudamerica all'Africa, che è una delle rotte principali del narcotraffico che va dalla Colombia all'Africa, fino all'Europa. "Gli interessi della Colombia potrebbero non coincidere necessariamente con quelli degli Usa". L'altro aspetto che allarma la Tickner è l'immunità garantita ai soldati americani nelle operazioni in Colombia.
Nel frattempo la relazione fra Bogotà e Caracas è diventata incandescente: c'è chi parla di fase pre-bellica. Per la professoressa di relazioni internazionali, "è il momento più vicino a un confronto bellico che sia mai stato raggiunto". "Questo non significa che ci sarà una guerra. Ma i due paesi sono pericolosamente vicini" a questa situazione, soprattutto nella zona di frontiera, e "le condizioni potrebbero peggiorare".
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