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 MESSICO - MESSICO - Guerra alla droga. Strage di mormoni americani. Trump: volete aiuto?
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5 novembre 2019 15:17
 
Una decina di mormoni statunitensi, tra cui almeno 4 bambini e due gemelli neonati di sei mesi e le loro madri, sono stati uccisi in Messico in una imboscata da colpi d'arma da fuoco. Alcuni sono stati bruciati vivi. Lo riferiscono i media internazionali. La polizia locale ritiene che la strage sia opera dei cartelli della droga. Il gruppo viaggiava in automobile quando e' stato colto in una imboscata da uomini armati che hanno sparato e dato fuoco alla vettura.
"Una splendida famiglia dello Utah e' finita nello scontro fra due cartelli di droga che si stavano sparando. Il risultato e' stata l'uccisione di molti americani. Se il Messico ha bisogno o chiede aiuto contro questi mostri, gli Stati Uniti sono pronti a essere coinvolti e a fare il lavoro in modo veloce ed efficace". Lo twitta Donald Trump riferendosi alla strage della famiglia di mormoni nel nord del Messico.

Il presidente messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, ha promesso "giustizia" al collega americano Donald Trump per il massacro di tre donne e sei bambini con la doppia nazionalità americana e messicana, appartenenti ad una comunità di mormoni. Lopez Obrador ha detto di aver chiamato al telefono Trump per parlare del tragico fatto di sangue e di aver inviato, tramite il presidente americano, le sue condoglianze a parenti e amici delle vittime. "L'ho ringraziato per la sua disponibilità ad aiutarci e l'ho informato che le istituzioni del Messico agiscono per fare giustizia", ha detto su Twitter. 

Le nove vittime del "massacro di mormoni" in Messico erano membri di una comunita' chiamata Colonia LeBaron, fondata da un gruppo mormone 'scismatico' nella prima meta' del XX secolo, dopo che la Chiesa di Gesu' Cristo dei santi dell'ultimo giorno negli Stati Uniti aveva iniziato a reprimere la poligomia. La Chiesa dei mormoni ha respinto la pratica di avere piu' mogli nel 1890 e da allora alcuni gruppi di fedeli hanno deciso di staccarsi. La Colonia LeBaron comprende sia mormoni che cattolici, noti per la loro opposizione alle gang e per le denuncia della violenza dei cartelli del narcotraffico. La comunita' e' stata gia' presa di mira in passato dai cartelli della droga messicani. Nel 2002, Erick LeBaron era stato rapito con la richiesta di riscatto. La colonia, allora, aveva deciso di non pagare per il suo rilascio perche' avrebbe solo incoraggiato altri sequestri. Erick alla fine era stato liberato, ma mesi piu' tardi, suo fratello Benjamin, che aveva condotto la campagna per il suo rilascio, era stato ucciso. Anche il cognato di Benjamin e' morto di morte violenta. Nel 2010, Julian LeBaron ha pubblicato un articolo sul Dallas Morninh News, chiedendo ai messicani di opporsi al crimine organizzato. Proprio lui, oggi, alla radio messicana ha raccontato che la sua famiglia aveva ricevuto minacce. "Queste sono le conseguenze", ha dichiarato, a quanto riporta la Bbc. In passato, la Colonia LeBaron aveva chiesto l'autorizzazione a creare una propria forza di sicurezza.

Le sanguinose guerre della droga messicane causano migliaia di vittime ogni anno: ultimo episodio l'orrendo e misterioso massacro di una famiglia di mormoni americani, almeno nove tra cui sei bambini, nel nord del paese, dopo il quale il presidente Usa Donald Trump ha chiesto di fare la guerra ai cartelli.
Ecco quali sono i più potenti e sanguinari: 
- Il cartello di Sinaloa: gran parte del nordovest messicano. Il governo Usa ha descritto il cartello di Sinaloa come la più grande organizzazione per il traffico di droga nel mondo. Fondata alla fine degli anni Ottanta, è stata a lungo guidata dal notissimo Joaquín "El Chapo" Guzmán. "El Chapo" un tempo era considerato uno degli uomini più ricchi del mondo. La sua vita e il suo impero del traffico di droga sono stati oggetto di numerosi libri, film e serie televisive. Sotto la sua leadership, il cartello ha guadagnato una robusta reputazione di violenza estrema e ha combattuto e vinto contro vari gruppi rivali. I cartelli messicani spesso combattono tra di loro, ma possono anche formare alleanze strategiche. Durante il lungo regno del Chapo il cartello di Sinaloa è diventato il principale fornitore di droga agli Usa.
Il cartello per lungo tempo ha rapito, torturato e massacrato membri di bande criminali rivali. Ha avuto anche accesso a un enorme arsenale di armi, tra cui lanciarazzi e l'AK-47 placcato oro di Guzmán. Ma a luglio 2019, il signore della droga è stato condannato all'ergastolo al termine di uno dei processi più importanti nella storia recente degli Stati Uniti. Secondo le accuse Guzman ha trafficato in eroina, cocaina e marijuana e gestito una rete di assassini e rapitori. La sua incarcerazione ha portato un aumento delle violenze nella regione, dove altri gruppi tentano di guadagnare terreno e quote di mercato. Ma il cartello di Sinaloa resta potentissimo, continua a dominare il nordovest ed è presente in molte grandi città americane, da Buenos Aires a New York. Continua a fare miliardi di dollari vendendo droga in Usa, Europa e Asia. Con il suo leader incontrastato dietro le sbarre il cartello è ora controllato almeno in parte dal figlio del Chapo Ovidio Guzmán Lopez. Quando il giovane Guzmán a ottobre è stato arrestato dalle forze di sicurezza messicane, gli uomini del cartello di Sinaloa hanno dato una grande prova di potenza militare combattendo una battaglia strada per strada in pieno giorno con l'esercito, incendiando mezzi e organizzando un'evasione prima che Guzman fosse liberato. Un segno dell'immensa forza del gruppo.
- Jalisco New Generation (CJNG): l'ovest del Messico, in particolare la regione di Tierra Caliente. Nato nel 2010 il cartello di Jalisco è il concorrente più forte e aggressivo di quello di Sinaloa. L'organizzazione ha preso piede rapidamente il tutto il Messico e ora è uno dei gruppi criminali dominanti. I suoi asset varrebbero oltre venti miliardi di dollari. Il cartello è guidato da Ruben Oseguera, "El Mencho", ex agente di polizia, oggi l'uomo più ricercato del Messico. Su di lui una taglia di dieci milioni di dollari. Il cartello di Jalisco è uno dei principali distributori di droghe sintetiche nel continente americano, secondo il governo Usa, e ha un posto importante nel mercato illecito delle anfetamine negli Usa e in Europa, con un piede anche in Asia. Negli ultimi anni è sempre più potente, con un'ascesa alimentata dall'estrema violenza usata. "Resta il cartello più aggressivo del Messico" ha scritto la società di analisi geopolitica Usa Stratfor. "Le sue campagne di espansione sono responsabili delle persistenti ondate di violenza a Tijuana, Juarez, Guanajuato e Città del Messico". Il cartello ha ottenuto notorietà grazie a una serie di attacchi sanguinosi e spettacolari alle forze di sicurezza e a funzionari pubblici. Ha abbattuto un elicottero dell'esercito con un lanciarazzi, ucciso decine di funzionari statali e si dice che appenda dai ponti i cadaveri delle sue vittime per intimidire i nemici. Secondo gli esperti la sua espansione non è finita.
- Il cartello del Golfo: il nordest, in particolare lo stato di confine del Tamaulipas. E' un dei gruppi criminali storici del Messico, nato negli anni Ottanta, quando si mise in luce per il traffico di cocaina e marijuana verso gli Usa. Traffica anche in eroina e anfetamina e ha lavorato in stretta collaborazione con i cartelli colombiani. Negli anni Novanta le sue attività valevano miliardi di dollari e manteneva la sua rete grazie alla corruzione e alle tangenti versate a funzionari pubblici. Il cartello era inizialmente guidato da Juan García Abrego, il primo messicano a comparire tra i dieci più ricercati dell'Fbi. Abrego è stato catturato nel 1996 e sconta l'ergastolo in una prigione statunitense. Il suo erede, Osiel Cardenas Guillen, ha messo in piedi l'ala militare del cartello, ingaggiando vari membri corrotti delle forze speciali e lanciandosi in iniziative sempre più violente. Ma quei soldati si sono ribellati e hanno formato un cartello indipendente e rivale. Cardenas è stato arrestato nel 2003 e sconta una condanna a 25 anni in un carcere Usa. Il fratello, nuovo leader del cartello, Ezequiel Cardenas Guillen, è stato ucciso in una sparatoria con l'esercito messicano nel 2010. Il gruppo si è quindi frantumato in varie fazioni con leader diversi e si è indebolito, anche a causa di una terribile faida con..
- ... Los Zetas: nordest del Messico. L'organizzazione è stata fondata da un gruppo di militari corrotti che facevano parte di una divisione d'elite della forze speciali messicane. Oltre trenta ex soldati furono ingaggiati dalla leadership del cartello del Golfo negli anni Novanta, ma nel 2010 si sono staccati e hanno fondato una loro organizzazione. I due cartelli di sono resi protagonisti di una guerra violentissima nel nordest del Messico. Gli Zetas sono ben noti per la loro brutalità e di macchiano di torture e decapitazioni. Nel 2012 gli Zetas hanno raggiunto il massimo del loro potere, superando il cartello di Sinaloa come gang più forte sul mercato della droga, e si ritiene operassero in oltre metà degli stati messicani. Hanno diversificato le loro attività dal traffico di droga a crimini di ogni genere, tra contrabbando di sigarette al traffico di esseri umani. Ma a fine 2012, uno dei loro leader è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la Marina messicana. Il suo sostituto, Miguel Ángel Treviño Morales, è stato catturato. Il fratello minore, Omar Treviño Morales, ha preso il comando, ma anche lui è stato arrestato nel 2015. L'evento ha segnato l'inizio del declino del cartello. L'assenza di un leader ha provocato scissioni interni e consentito ai rivali di esercitare il dominio. Gli Zetas, indeboliti dalle lotte interne, hanno perso terreno in favore del gruppo di Jalisco, ma restano una forza pericolosa. 
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