La guerra dei cartelli rende Sinaloa a "rischio estremo"

Lo stato messicano di Sinaloa è considerato un'area a "rischio estremo" per aziende e viaggiatori a causa della faida in corso tra due cartelli della droga rivali. È quanto emerge dall'edizione 2027 della Global Risk Map, la mappa globale dei rischi stilata ogni anno dalla società internazionale di sicurezza Global Guardian, che classifica i paesi in base alle minacce per la sicurezza.
Come riporta WKRG nel programma Border Report Live, Tomás Michael Carvallo, analista senior di intelligence di Global Guardian, ha illustrato alla conduttrice Sandra Sanchez i criteri alla base della mappa, che consiglia ad aziende e viaggiatori quali luoghi evitare. Carvallo ha spiegato che la guerra territoriale tra due organizzazioni criminali rivali ha reso Sinaloa uno degli stati più pericolosi del Messico.
Durante l'intervista è stato affrontato anche il caso dell'uccisione, avvenuta il 22 febbraio, del capo del cartello di Jalisco Nemesio "El Mencho" Oseguera da parte delle forze armate messicane. Contrariamente a quanto previsto da molti osservatori, l'eliminazione del boss non ha indebolito né frammentato l'organizzazione. "Il Jalisco New Generation Cartel è invece rimasto relativamente stabile", ha dichiarato Carvallo.
Nel corso del programma è stato inoltre trattato il fenomeno del cosiddetto "huachicol", ovvero il furto e la rivendita illegale di carburante da parte dei cartelli messicani, una delle principali fonti di finanziamento per queste organizzazioni criminali.
La Global Risk Map 2027 di Global Guardian valuta la sicurezza dei paesi di tutto il mondo sulla base di sette criteri principali: criminalità, conflitti armati, terrorismo, instabilità politica, sanità, infrastrutture e disastri naturali, classificando le aree in diverse fasce di rischio, dal livello basso a quello estremo.