Hiv e donne afroamericane. Stesse percentuali di alcuni Paesi africani
La percentuale di Hiv tra le donne afroamericane che vivono in alcune citta' Usa, e' la medesima che in alcuni Paesi dell'Africa. Cosi' uno studio presentato alla Conferenza delle malattie infettive dall'istituto ISIS.
Nell'anno dell'indagine l'infezione e' stata rilevata sullo 0,24% delle donne. Una percentuale cinque volte maggiore di quanto prevedeva lo specifico Centro di Prevenzione e controllo delle malattie (CDC) sulle donne negre nel 2010, cifre comparabili ai tassi di infezione delle donne di alcuni Paesi subsahariani come la Repubblica Democratica del Congo (0,26%) o il Kenya (0,53%).
Carlos del Rio, principale ricercatore dello studio, sostiene che il 60% dei casi rilevati in Usa sono concentrati essenzialmente in 10 citta', tra cui Baltimora, New York e Washington e, al contrario di cio' che molta gente crede, “questa malattia non solo non e' molto meno radicata ma molta gente di questo Paese lo crea”. Si tratta di una epidemia concentrata.
L'indagine ha coinvolto 2.099 donne tra 18 e 44 anni che mai avevano fatto un test per rilevare l'Hiv. “Trenta donne hanno scoperto durante il test di essere sieropositive” L'88% delle partecipanti erano afroamericane e latine il restante 12%.
“Abbiamo preso in considerazione le donne senza sostentamenti, senza lavoro e con problemi di violenza domestica. Persone che sono portatrici del virus e che non hanno tempo per andare dal medico”. La poverta', l'insicurezza, la scarsita' di alimentazione e il consumo di droghe sono fattori di alto rischio. “Ci sono donne che guardandomi negli occhi mi hanno detto: guarda, ho un alto rischio di essere sieropositiva, ma ho il medesimo rischio che mi pizzichi una pistolettata”, ha detto del Rio.
Nell'anno dell'indagine l'infezione e' stata rilevata sullo 0,24% delle donne. Una percentuale cinque volte maggiore di quanto prevedeva lo specifico Centro di Prevenzione e controllo delle malattie (CDC) sulle donne negre nel 2010, cifre comparabili ai tassi di infezione delle donne di alcuni Paesi subsahariani come la Repubblica Democratica del Congo (0,26%) o il Kenya (0,53%).
Carlos del Rio, principale ricercatore dello studio, sostiene che il 60% dei casi rilevati in Usa sono concentrati essenzialmente in 10 citta', tra cui Baltimora, New York e Washington e, al contrario di cio' che molta gente crede, “questa malattia non solo non e' molto meno radicata ma molta gente di questo Paese lo crea”. Si tratta di una epidemia concentrata.
L'indagine ha coinvolto 2.099 donne tra 18 e 44 anni che mai avevano fatto un test per rilevare l'Hiv. “Trenta donne hanno scoperto durante il test di essere sieropositive” L'88% delle partecipanti erano afroamericane e latine il restante 12%.
“Abbiamo preso in considerazione le donne senza sostentamenti, senza lavoro e con problemi di violenza domestica. Persone che sono portatrici del virus e che non hanno tempo per andare dal medico”. La poverta', l'insicurezza, la scarsita' di alimentazione e il consumo di droghe sono fattori di alto rischio. “Ci sono donne che guardandomi negli occhi mi hanno detto: guarda, ho un alto rischio di essere sieropositiva, ma ho il medesimo rischio che mi pizzichi una pistolettata”, ha detto del Rio.
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