Sabato 6 giugno 2026
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Ibernazione. Giudice lo consente a 14enne malata terminale di cancro

U.E. - GRAN BRETAGNA
Notizia ·
Una ragazzina di 14 anni britannica, malata terminale, ha vinto poco prima di morire una storica battaglia legale e ha ottenuto che il suo corpo fosse ibernato, tramite criogenesi, nella speranza che un giorno si possa trovare una cura e farla tornare in vita. La piccola e' stata al centro di una feroce battaglia legale tra i genitori, da anni divorziati: la madre schierata con l'adolescente, colpita da una rara e molto aggressiva forma tumorale; il padre -che non la vedeva dal 2008- contrario. Il braccio di ferro e' finito dinanzi all'Alta Corre di Londra che ha acconsentito al desiderio della ragazzina. Lo ha deciso un giudice, Peter Jackson, poco prima che la ragazza morisse, lo scorso ottobre, ma la sentenza e' stata resa nota solo dopo che il corpo e' stato congelato. Il giudice, che prima di decidere ha voluto incontrare la bambina, si e' detto impressionato dal coraggio eroico con cui l'adolescente ha affrontato la sua sorte. E poi ha tenuto a precisare di non essersi espresso sul valore dell'ibernazione, ma di aver solo preso una decisione sulla contesa tra i due genitori. La ragazzina, che si era documentata su Internet, ha inviato una struggente lettera al tribunale per spiegare la sua richiesta. "Ho solo 14 anni e non voglio morire ma so che moriro'. Penso che la criopreservazione possa darmi una chance di essere curata e risvegliata, anche se tra centinaia di anni. Non voglio essere sepolta sotto terra. Voglio vivere e penso che in futuro possano trovare una cura per il mio cancro. Questo e' il mio desiderio". E il tribunale le ha dato ragione. L'avvocato Zoe Fleetwood ha raccontato che la piccola e' stata informata il 6 ottobre e il sapere che i suoi desideri sarebbero stati esauditi le ha dato grande conforto negli ultimi momenti di vita. Il giorno dopo ha voluto incontrare in ospedale il suo "eroe", il giudice Jackson. E' deceduta il 17 ottobre.
Il padre era contrario: "Ma se mai si trovasse una cura e fosse riportata in vita, magari tra 200 anni, chi mai si occupera' di lei?", si era chiesto dinanzi ai giudici. "Non avra' alcun parente e magari non ricordera' nulla. Potrebbe trovarsi in una situazione disperata, perche' ha solo 14 anni, e sara' negli Stati Uniti". Alla fine si e' persuaso: "Rispetto la sua decisione: e' l'ultima ed e' l'unica cosa che mi ha chiesto". Il corpo e' stato trasportato da Londra negli Usa e congelato da una societa' privata specializzata: prima refrigerato per due/tre settimane in azoto liquido, poi posto accanto ad altri 150 salme ibernate. La madre aveva fatto a tempo a raccogliere con una colletta la cifra necessario, circa 37.000 sterline. Adesso la sfortunata ragazzina riposa in uno degli impianti del Cryonics Institute vicino Detroit, a -196C, accanto al patron dell'azienda, Robert Ettinger, morto a 92 anni e ibernato insieme a due delle mogli. Le prime ibernazioni umane risalgono agli anni Sessanta e da allora solo 250 persone si sono affidate alla tecnica. La criopreservazione e' molto contestata da medici e scienziati perche' finora non e' mai stato possibile riportare in vita un essere umano e un animale congelato. 
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