Ideologia contro scienza: commissione governativa sulle droghe verso le dimissioni in blocco
Dopo il licenziamento di David Nutt, presidente della commissione consultiva del governo britannico sulla regolamentazione delle droghe, si profila la minaccia di dimissioni in blocco dei componenti: ieri due membri hanno rinunciato all'incarico per protesta contro la decisione del Ministero degli Interni.
Come ricorda il quotidiano britannico The Times, Nutt era stato licenziato per aver espresso un'opinione sulla maggiore pericolosità di alcool e tabacco rispetto ad alcune droghe, droghe non in linea con la politica del governo: decisione che ha scatenato molte polemiche nella comunità scientifica.
Les King, uno dei componenti della Commissione dimessisi ieri, ha dichiarato che negli ultimi anni l'atteggiamento del governo nei confronti dell'organo di consultazione è cambiato e che i Ministri competenti seguono un'agenda politica predefinita quando ricorrono al parere degli esperti: "Alla Commissione viene chiesto di approvare una posizione già predeterminata; i consulenti possono essere solo tali, ma hanno il diritto di esprimere al loro opinione, diritto che è stato negato".
Il Ministro degli Interni Alan Johnson ha da parte sua giustificato la sua decisione, adottata senza peraltro informare il collega titolare di Scienze e Innovazione, Lord Drayson: "Non è accettabile che un consulente del governo si schieri pubblicamente e faccia campagna contro le decisioni dell'esecutivo".
Come ricorda il quotidiano britannico The Times, Nutt era stato licenziato per aver espresso un'opinione sulla maggiore pericolosità di alcool e tabacco rispetto ad alcune droghe, droghe non in linea con la politica del governo: decisione che ha scatenato molte polemiche nella comunità scientifica.
Les King, uno dei componenti della Commissione dimessisi ieri, ha dichiarato che negli ultimi anni l'atteggiamento del governo nei confronti dell'organo di consultazione è cambiato e che i Ministri competenti seguono un'agenda politica predefinita quando ricorrono al parere degli esperti: "Alla Commissione viene chiesto di approvare una posizione già predeterminata; i consulenti possono essere solo tali, ma hanno il diritto di esprimere al loro opinione, diritto che è stato negato".
Il Ministro degli Interni Alan Johnson ha da parte sua giustificato la sua decisione, adottata senza peraltro informare il collega titolare di Scienze e Innovazione, Lord Drayson: "Non è accettabile che un consulente del governo si schieri pubblicamente e faccia campagna contro le decisioni dell'esecutivo".
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