Giovedì 4 giugno 2026
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Ignazio Marino: Pd e Pdl collaborano a legge disgraziata su testamento biologico

U.E. - ITALIA
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'La maggioranza di governo insieme ad alcuni esponenti del Partito Democratico (tra cui Paola Binetti ed Emauela Baio Dossi), sia alla Camera che al Senato, stanno lavorando ad una legge sul testamento biologico che si puo' definire disgraziata'. A dirlo e' Ignazio Marino, membro della commissione Sanita' del Senato, nel corso di un dibattito sulle dichiarazioni di fine vita organizzato da Mina Welby nel X municipio di Roma. 'Sostanzialmente vogliono fermare i magistrati - continua Marino - inserendo nella legge un articolo per cui la nutrizione e l'idratazione artificiale sono sempre obbligatorie'. Tutto cio' pero' porterebbe ad una situazione definita da Marino 'devastante. Da una parte, infatti, ci sarebbe la norma del codice deontologico medico che prescrive ai dottori di attenersi alle indicazioni dei pazienti, dall'altra una legge che va in senso contrario - ha concluso -. Quindi il medico o infrange la legge o rompe l'alleanza terapeutica con il paziente. Se verra' approvata una legge cosi' fatta, ci sara' un aumento spropositato di cause e di processi. Dobbiamo pensare ad altri strumenti di lotta'. A tale scopo, Mina Welby ha lanciato l'idea di istituire un registro per le dichiarazioni anticipate di fine vita presso il X municipio.   

'Sono sorpreso e sconcertato dalle dichiarazioni del Sen. Marino che pregiudizialmente fa il processo ad intenzioni che per ora nessuno ha manifestato e prefigura maggioranze per ora presenti solo nelle sue fantasiose esercitazioni'. Questa e' la replica del sen. Antonio Tomassini al senatore del PD che definiva 'disgraziata' la legge che potrebbe uscire dal Senato. Continua Tomassini: 'non e' ancora iniziata la discussione generale e la Commissione si e' limitata ad ascoltare gli auditi ponendo pertinenti quesiti ai problemi che emergono. So bene che da tempo esiste chi ritiene che questa legge e' inutile e fa di tutto per non farla progredire: capisco che Marino dopo il suo tentativo della scorsa legislatura, possa aver cambiata idea: io no'.   

'E' singolare che un nostro collega definisca 'disgraziata' un'ipotesi legislativa che per il momento non c'e''. E' quanto hanno dichiarato in una nota le parlamentari del Pd Emanuela Baio e Paola Binetti riguardo le affermazioni di Ignazio Marino riguardo il testamento biologico. 'E' spiacevole verificare il non rispetto delle idee altrui. Peccato. Ci siamo impegnate e continuiamo a farlo sia nel Pd, sia in Parlamento su un tema delicato e complesso come quello delle dichiarazioni di fine vita. Gia' nella passata legislatura abbiamo scelto di ascoltare medici, giuristi e bioeticisti con uno spirito di profonda collaborazione. Cosi' pure auspichiamo il rispetto di posizioni, anche diverse, che possono esserci all'interno del Pd su temi come quello del fine vita o su situazioni di coma persistente'. 'Il dovere del Parlamento - hanno concluso le parlamentari - e' di approvare una legge non per fermare i magistrati, come sostiene il nostro collega, ma per evitare che sia la magistratura a dettare le norme. E' la nostra costituzione a definire il potere dell'organo giudiziario, che non e' quello di legiferare.   

'Ignazio Marino ha presentato un disegno di legge sul testamento biologico sottoscritto da piu' di 100 senatori del Pd, che dunque riflette una posizione equilibrata e ampiamente condivisa, frutto di un lungo lavoro di ascolto e mediazione durato anni'. E' quanto ha affermato in un comunicato la senatrice Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari Opportunita' del Pd. 'E' ora - ha affermato - che si torni alla responsabilita' del legislatore, con una normativa che tenga conto appieno della volonta' delle persone, anche rispetto all'idratazione e alla nutrizione che sono trattamenti sanitari a tutti gli effetti'. 'Su questa come su altre questioni cosiddette eticamente sensibili - ha concluso Franco - non si puo' invocare semplicemente l'ascolto, perche' il legislatore ha il dovere e la responsabilita' della decisione, da assumere nel rispetto pieno e laico delle liberta' delle persone e delle diverse posizioni. Per questo occorre lasciare il piano dell'etica, in cui le mediazioni sono impossibili, e spostarsi sul terreno della politica'.   
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