Una immigrata su due e' vittima di violenze domestiche
Botte e aggressioni sessuali sono all'ordine del giorno per le donne immigrate in Germania, prime vittime di violenze domestiche, molto più delle colleghe tedesche.
"Quasi una donna con origini straniere su due è stata vittima almeno una volta" di violenze, ha dichiarato la "ministra" della Famiglia tedesca, Ursula von der Leyen, oggi nel corso della presentazione del piano d'azione contro la violenza domestica.
Berlino punta a rafforzare la tutela delle immigrate. Per questo ha deliberato ieri il "Piano d'azione II del governo federale per la lotta alla violenza contro le donne". Un piano che prevede 133 misure per poter meglio tutelare donne e bambini sulla base di un primo Piano d'azione del 1999.
Secondo un sondaggio del 2004 condotto su 10mila donne, il 37% delle intervistate ha ammesso di aver subito almeno una volta un'aggressione, il 25% in ambienti domestici. Nel 60% dei casi i bambini erano a casa. Il 13% delle donne ha subito violenze sessuali. Nel caso delle immigrate, in particolare con origini turche o dell'Europa dell'est, i numeri delle violenze subite si trovano ben sopra la media con il 46%, secondo la "ministra".
Secondo Von der Leyen il piano del 1999 ha già dato i suoi primi frutti. Le percosse contro bimbi e donne non sono più accettati socialmente. "Questo tipo di comportamenti mutano relativamente piano, ma mutano in modo costante", ha spietato l'esponente Cdu.
Si è inoltre sempre più imposto il principio secondo il quale nel caso di violenze domestiche l'autore del reato deve andarsene e non la vittima. "La violenza contro le donne non è un problema ai margini della società, bensì è in mezzo a noi, nel cuore della nostra società", ha affermato Von der Leyen. "Ogni persona ha il diritto di vivere senza violenza", ha concluso.
"Quasi una donna con origini straniere su due è stata vittima almeno una volta" di violenze, ha dichiarato la "ministra" della Famiglia tedesca, Ursula von der Leyen, oggi nel corso della presentazione del piano d'azione contro la violenza domestica.
Berlino punta a rafforzare la tutela delle immigrate. Per questo ha deliberato ieri il "Piano d'azione II del governo federale per la lotta alla violenza contro le donne". Un piano che prevede 133 misure per poter meglio tutelare donne e bambini sulla base di un primo Piano d'azione del 1999.
Secondo un sondaggio del 2004 condotto su 10mila donne, il 37% delle intervistate ha ammesso di aver subito almeno una volta un'aggressione, il 25% in ambienti domestici. Nel 60% dei casi i bambini erano a casa. Il 13% delle donne ha subito violenze sessuali. Nel caso delle immigrate, in particolare con origini turche o dell'Europa dell'est, i numeri delle violenze subite si trovano ben sopra la media con il 46%, secondo la "ministra".
Secondo Von der Leyen il piano del 1999 ha già dato i suoi primi frutti. Le percosse contro bimbi e donne non sono più accettati socialmente. "Questo tipo di comportamenti mutano relativamente piano, ma mutano in modo costante", ha spietato l'esponente Cdu.
Si è inoltre sempre più imposto il principio secondo il quale nel caso di violenze domestiche l'autore del reato deve andarsene e non la vittima. "La violenza contro le donne non è un problema ai margini della società, bensì è in mezzo a noi, nel cuore della nostra società", ha affermato Von der Leyen. "Ogni persona ha il diritto di vivere senza violenza", ha concluso.
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