Immigrati bulgari lavorano come schiavi per Tesco
Un inchiesta del quotidiano "The Guardian" getta una luce sinistra sulla trasparenza delle filiere agricole d'oltremanica. Il periodico britannico infatti ha rivelato che le autorita' britanniche hanno scoperto 40 immigrati bulgari impiegati in semi-schiavitu' presso un 'padroncino' di un'azienda della Cornovaglia come raccoglitori di ortofrutta destinata alle catene di supermercati Tesco e Morrisons. I lavoratori bulgari hanno rivelato di essere stati costretti a 'vivere come maiali', a zappare vegetali dal loro capo-bracciante della Latvia, che tratteneva sulla loro paga un 'pizzo' corrispondente a ben 34 giorni di lavoro.
I 40 erano stati avviati al lavoro attraverso una catena di subappalti presso la Southern England Farms, un'azienda leader nella produzione di vegetali segnalata dal sito della Tesco, e vivevano in caravan sporchi, accampati sette per sette con una disponibilita' di sei cuccette per camper, per le quali venivano trattenuti loro 50 dollari ciascuno per settimana.
La Gangmaster Licensing Authority, che consente l'avvio nel lavoro agricolo in Gran Bretagna, ha annunciato la revoca della licenza per l'azienda e di aver ordinato alla societa' alla quale faceva riferimento, la Baltic Work Team, di interrompere immediatamente gli scambi commerciali. Alcuni braccianti hanno raccontato di aver pagato a Sofia 900 dollari ad un intermediario per essere avviati al lavoro in Cornovaglia, e di aver pagato oltre 100 dollari ciascuno in piu' ad un rappresentante della Baltic Work Team, sotto la minaccia di venir rispediti indietro.
Il Guardian, di fronte ai fatti, ha sollevato dubbi sull'efficacia delle iniziative di responsabilita' sociale delle imprese cui anche Tesco aderisce avendo sottoscritto l'Ethical Trading Initiative, che prevederebbero un attento ascolto dei dipendenti fino ai propri subappaltati, per garantire i consumatori, e i lavoratori stessi, dall'esistenza di abusi e di violazioni dei diritti del lavoro lungo tutte le proprie filiere.
I 40 erano stati avviati al lavoro attraverso una catena di subappalti presso la Southern England Farms, un'azienda leader nella produzione di vegetali segnalata dal sito della Tesco, e vivevano in caravan sporchi, accampati sette per sette con una disponibilita' di sei cuccette per camper, per le quali venivano trattenuti loro 50 dollari ciascuno per settimana.
La Gangmaster Licensing Authority, che consente l'avvio nel lavoro agricolo in Gran Bretagna, ha annunciato la revoca della licenza per l'azienda e di aver ordinato alla societa' alla quale faceva riferimento, la Baltic Work Team, di interrompere immediatamente gli scambi commerciali. Alcuni braccianti hanno raccontato di aver pagato a Sofia 900 dollari ad un intermediario per essere avviati al lavoro in Cornovaglia, e di aver pagato oltre 100 dollari ciascuno in piu' ad un rappresentante della Baltic Work Team, sotto la minaccia di venir rispediti indietro.
Il Guardian, di fronte ai fatti, ha sollevato dubbi sull'efficacia delle iniziative di responsabilita' sociale delle imprese cui anche Tesco aderisce avendo sottoscritto l'Ethical Trading Initiative, che prevederebbero un attento ascolto dei dipendenti fino ai propri subappaltati, per garantire i consumatori, e i lavoratori stessi, dall'esistenza di abusi e di violazioni dei diritti del lavoro lungo tutte le proprie filiere.
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