Giovedì 4 giugno 2026
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Immigrati clandestini in rivolta nel Cpa di Cagliari

U.E. - ITALIA
Notizia ·
È stato riaperto al traffico l'aeroporto di Elmas, in provincia di Cagliari, chiuso per circa tre ore nel pomeriggio in seguito a una rivolta scoppiata nel Centro di prima accoglienza, una palazzina nell'area militare dello scalo. Dieci immigrati sono stati arrestati con l'accusa di danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Poco dopo le 14.30 un centinaio di clandestini aveva preso il controllo del Cpa, mentre circa dieci extracomunitari di origine algerina e tunisina erano fuggiti scavalcando le recinzioni. Quattro di loro erano poi stati avvistati sulla pista. Dalla torre di controllo era scattato l'allarme, col blocco immediato di decolli e atterraggi.
Tra i passeggeri la tensione è stata altissima, soprattutto dopo la comunicazione della definitiva cancellazione di alcuni voli internazionali. A farne le spese quattro membri dell'associazione "No Border Sardegna" che manifestavano all'interno dell'area partenze dell'aeroporto civile di Cagliari-Elmas: sono stati aggrediti da una ventina di passeggeri infuriati. I quattro mostravano uno striscione con la scritta "Libertà ai migranti, liberi tutti", distribuivano volantini e scandivano slogan a favore dell'azione di protesta degli immigrati. La polizia li ha portati via evitando loro conseguenze più gravi.
Mentre la Polaria bonificava l'aeroporto, la polizia riprendeva il controllo del Cpa. La palazzina, che si trova a circa 150 metri di distanza dalla torre di controllo, è stata circondata e dopo il lancio di lacrimogeni è scattata l'irruzione. Si segnalano ingenti danni alla struttura. Gli immigrati registrati nel Cpa di Elmas erano 102, sono stati tutti identificati. 
Si tratta della terza rivolta in 11 giorni al Centro di prima accoglienza di Elmas, struttura dalla capienza di 220 posti. Il primo ottobre scorso alcune decine di extracomunitari avevano appiccato un incendio a materassi, cuscini e arredi al secondo piano dell'edificio, dove si trovavano circa 40 persone, dopo aver manomesso le telecamere di videosorveglianza. Quattro giorni dopo la scena si era ripetuta al primo piano, devastato e reso inagibile dai rivoltosi. All'origine delle due precedenti rivolte, il tentativo di impedire il trasferimento ad altro centro di alcuni ospiti. 
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