Immigrati clandestini. Sospesa la concessione del permesso di soggiorno
Nel giro di due giorni il Viminale ha prima ridato le speranze agli stranieri (le stime parlano di circa 30mila casi) che si erano visti respingere la domanda di emersione perche' condannati per il reato di clandestinita', poi le ha ritolte con una nuova circolare che ha sospeso gli effetti della prima. Alla vigilia del ballottaggio, il dietrofront del ministero ha ricevuto il plauso della Lega e le critiche dell'opposizione.
La prima circolare, siglata dal capo della direzione centrale per le politiche dell'immigrazione e dell'asilo del ministero, prefetto Angelo Malandrino, risale allo scorso 24 maggio. Il tema e' quello dei ricorsi contro l'inammissibilita' delle domande per la sanatoria del 2009 nei confronti di chi era stato condannato per essersi trattenuto illegalmente in Italia, violando l'ordine del questore. In tanti, tra gli stranieri, avevano protestato contro questa disposizione: l'atto piu' eclatante era stato quello dei sei stranieri che erano saliti su una gru a Brescia. Nel documento il prefetto - alla luce di recenti sentenze del Consiglio di Stato che recepiscono la giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue - invitava ad accogliere le domande di emersione, 'salvo ostativita' di diversa natura'. Cio', sottolineava, per 'evitare ulteriori pregiudizi a carico dell'erario derivanti sia da soccombenza reiterata (il Consiglio di Stato ha gia' condannato l'amministrazione a rifondere le spese processuali), sia da possibili e piu' gravi ipotesi risarcitorie'.
Passano solo due giorni e ieri una nuova circolare, sempre a firma Malandrino, fa dietrofront, spiegando che sono da 'considerare temporaneamente sospese le indicazioni contenute' nella circolare precedente, in relazione 'alla necessita' di effettuare ulteriori e piu' approfondite valutazioni sull'argomento, per corrispondere compiutamente ai numerosi quesiti interpretativi relativi alla richiamata circolare'.
La prima circolare, siglata dal capo della direzione centrale per le politiche dell'immigrazione e dell'asilo del ministero, prefetto Angelo Malandrino, risale allo scorso 24 maggio. Il tema e' quello dei ricorsi contro l'inammissibilita' delle domande per la sanatoria del 2009 nei confronti di chi era stato condannato per essersi trattenuto illegalmente in Italia, violando l'ordine del questore. In tanti, tra gli stranieri, avevano protestato contro questa disposizione: l'atto piu' eclatante era stato quello dei sei stranieri che erano saliti su una gru a Brescia. Nel documento il prefetto - alla luce di recenti sentenze del Consiglio di Stato che recepiscono la giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue - invitava ad accogliere le domande di emersione, 'salvo ostativita' di diversa natura'. Cio', sottolineava, per 'evitare ulteriori pregiudizi a carico dell'erario derivanti sia da soccombenza reiterata (il Consiglio di Stato ha gia' condannato l'amministrazione a rifondere le spese processuali), sia da possibili e piu' gravi ipotesi risarcitorie'.
Passano solo due giorni e ieri una nuova circolare, sempre a firma Malandrino, fa dietrofront, spiegando che sono da 'considerare temporaneamente sospese le indicazioni contenute' nella circolare precedente, in relazione 'alla necessita' di effettuare ulteriori e piu' approfondite valutazioni sull'argomento, per corrispondere compiutamente ai numerosi quesiti interpretativi relativi alla richiamata circolare'.
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