Giovedì 4 giugno 2026
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Immigrati marocchini in Spagna meno integrati che altrove in Europa

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Gli immigrati marocchini in Spagna sono un po' meno integrati che nel resto d'Europa -ma e' anche un fenomeno piu' recente-, eppure si sentono meno respinti che in altri Paesi come l'Olanda o l'Italia. Sono soprattutto maschi, d'origine rurale. Frequentano con piu' assiduita' la moschea -il 23% ogni giorno, il doppio della media europea- e in prevalenza (83%) desiderano che i figli si sposino con musulmane e possibilmente marocchine (74%).
Il Consiglio della Comunita' Marocchina all'Estero (CCME), organo consultivo nominato da re Maometto VI, ha commissionato all'Istituto di sondaggi francese BVA la prima indagine sull'immigrazione marocchina in sei Stati europei -Spagna, Francia, Italia, Belgio, Olanda e Germania- basata su un campione di quasi 3.000 persone. Driss el Yazami, presidente di CCME, ha reso noto i risultati il 16 luglio a Casablanca.
In Europa ci sono 3,5 milioni di migranti marocchini, di cui circa il 20% residenti in Spagna. Essi costituiscono la seconda comunita' straniera dopo i rumeni. Ai 729.000 marocchini residenti legalmente in Spagna -soprattutto in Catalogna, a Madrid, Valencia, Murcia e Almeria- bisogna aggiungere decine di migliaia che non possiedono ne' permesso di lavoro ne' residenza. Negli ultimi anni circa 64.000  marocchini hanno acquisito anche la nazionalita' spagnola.
"I marocchini che vivono in Spagna presentano un profilo particolare (...)", sottolineano gli autori. Costituiscono, come in Italia, un'immigrazione recente, e molti sono d'origine contadina. Uno su tre possiede della terra al suo paese. Lavorano come operai (40%) e hanno la sensazione di vivere in una situazione di "grande precarieta'". Non per nulla il 61% e' stato disoccupato in qualche momento.
Il 32% parla sporadicamente castigliano o catalano in casa -l'uso della lingua del Paese di residenza arriva al 64% in Europa- ma il grosso delle conversazioni familiari si svolge in arabo dialettale. In quanto ai rapporti personali, il 75% frequenta quasi esclusivamente marocchini (in Europa il 62%) ed e' minore l''interesse per la vita politica -il 59% non la segue- rispetto ai loro compatrioti nel resto del Vecchio Continente.
La pratica religiosa supera di 6 punti la media europea, con il 55% di frequenza assidua della moschea. Il 53% si lamenta che i templi siano troppo pochi e il 46% che non siano abbastanza grandi. Uno su tre segue corsi religiosi alle tv arabe. Ma il 45% -una quota senza paragoni in Europa- sostiene che per i musulmani e' piu' facile praticare la propria religione in Spagna che al resto della popolazione. 
Malgrado la religiosita' dei loro genitori, il 70% dei minorenni marocchini non frequenta classi islamiche e il 71% non partecipa ad attivita' organizzate dalle moschee o da associazioni religiose. Il 66% non studia l'arabo. 
Il Marocco e' il Paese con la peggiore reputazione agli occhi dell'opinione pubblica, pero' il 64% dei marocchini che vivono in Spagna crede che gli spagnoli abbiano una "buona immagine" del loro Paese, e il 44% sostiene che l'immigrazione marocchina gode di buona immagine nel Paese ospite. Questa percezione lusinghiera s'infrange quando si chiede agli immigrati se siano discriminati al momento di accedere a un impiego (l'80% risponde di si') o all'abitazione (67%). L'arbitrarieta' sparisce, invece, in fatto d'assistenza medica -il 37% ritiene addirittura che e' piu' facile per loro che per gli spagnoli- o se si tratta di formazione professionale.
La meta' dei marocchini residenti in Spagna assicura di riuscire a mantenere i propri famigliari in Marocco con le rimesse, il 69% spera d'andare in pensione nel proprio Paese -la media in Europa e' del 52%-, ma il 58% intende chiedere prima la nazionalita' spagnola.
Rispetto al proprio Paese, il 73% sostiene che l'evoluzione economica e' stata positiva e il 52% afferma lo stesso a proposito dei diritti umani.
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