Giovedì 4 giugno 2026
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Immigrati e matrimoni con clandestini a San Marino. Viminale: tutto a posto

U.E. - ITALIA
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Le unioni celebrate sul Titano non portano al divorzio tra Italia e San Marino. Il segretario di Stato per gli Affari interni, Valeria Ciavatta, nell'appuntamento settimanale dell'esecutivo con la stampa, porge il comunicato scritto a quattro mani con il Viminale, al termine del vertice di questa mattina tra la delegazione sammarinese, capitanata dall'ambasciatore Daniela Rotondaro, e quella del ministero dell'Interno italiano. Succo del testo e' che "la parte italiana riconosce a San Marino la corretta applicazione degli accordi vigenti", sottolinea Ciavatta, che ci tiene a mettere la parola fine sulla querelle avviata nelle ultime settimane dalle forze di opposizioni sammarinesi e ripresa poi oltre confine da Aduc, associazione italiana a tutela dei diritti dei consumatori.
"Quando e' stata modificata la normativa italiana ci siamo subito preoccupati sul tema dei matrimoni tra cittadini italiani ed extracomunitari- ribadisce il segretario di Stato- per non aver rimostranze da parte italiana". Percio', le polemiche delle ultime settimane sono parte di "una campagna denigratoria irresponsabile", manda a dire Ciavatta, che lamenta la poca delicatezza nei confronti delle relazioni bilaterali da parte dell'opposizione e le preoccupazioni rispetto "alla possibilita' che creassero problemi ai colleghi italiani".
Gia' nell'incontro del 6 ottobre scorso avuto con il ministro Roberto Maroni, il responsabile degli Interni del Titano spiega di aver fatto presenti le norme sammarinesi e la convenzione bilaterale di collaborazione negli atti di stato civile.
"Oggi siamo molto soddisfatti- prosegue Ciavatta- perche' da parte italiana si riconosce la correttezza degli accordi vigenti, non ci viene contestato nulla di scorretto e ci viene riconosciuta la disponibilita' a prendere in considerazioni le richieste del governo italiano". Richieste che "terranno conto- precisa- della sovranita' di entrambi gli Stati e le rispettive normative". Sul da farsi, Ciavatta ipotizza un'integrazione della convenzione bilaterale vigente.
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