Immigrati, Sappe: scontino pena all'estero, siamo troppo garantisti
Rivedere 'certe norme eccessivamente garantiste, che alla fine non consentono di risolvere criticità e problematiche importanti, come quella legata appunto alla eccessiva presenza di stranieri nelle carceri italiane'. E' quanto chiede il sindacato penitenziario Sappe dopo che il ministro della Giustizia Angelino Alfano, nel corso di un convegno al Csm, ha denunciato la sostanziale inefficacia dei trattati bilaterali in materia di trasferimento dei detenuti stranieri nelle carceri dei Paesi di provenienza.
'Non e' possibile - afferma il segretario generale del Sappe, Donato Capece, in una nota - che chi si e' reso responsabile di reati in Italia, piú o meno gravi, abbia la facolta' di decidere come e dove scontare la propria pena. Oggi abbiamo in Italia 68.258 detenuti: ben 24.966 (il 36,58% del totale) sono stranieri, che nella Casa di reclusione di Mamone Lodè sono l'84% dei presenti, in quella di Isili e nella Casa circondariale di Padova il 75%' Secondo il Sappe 'questa tipologia di detenuti determina una palese accentuazione delle criticità con cui quotidianamente devono confrontarsi le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria', come ad esempio gli atti di autolesionismo in carcere. Questi hanno spesso la forma di gesti plateali e le motivazioni - sottolinea il sindacato - sono le piu' varie: esasperazione, disagio (che si acuisce in condizioni di sovraffollamento), impatto con la natura dura e spesso violenta del carcere, insofferenza per le lentezze burocratiche, convinzione che i propri diritti non siano rispettati, voglia di uscire anche per pochi giorni, anche solo per ricevere delle cure mediche. 'Ecco - conclude Capece - queste situazioni di disagio si accentuano per gli immigrati, che per diversi problemi legati alla lingua e all'adattamento pongono in essere gesti dimostrativi'. Nel solo 2009, ben 3.688 dei 5.714 atti di autolesionismo che si sono verificati nelle carceri italiane sono stati compiuti da detenuti stranieri. Di questi, i piú numerosi sono i marocchini (5.295), seguiti da rumeni (3.332), tunisini (3.235) e albanesi (2.955).
'Non e' possibile - afferma il segretario generale del Sappe, Donato Capece, in una nota - che chi si e' reso responsabile di reati in Italia, piú o meno gravi, abbia la facolta' di decidere come e dove scontare la propria pena. Oggi abbiamo in Italia 68.258 detenuti: ben 24.966 (il 36,58% del totale) sono stranieri, che nella Casa di reclusione di Mamone Lodè sono l'84% dei presenti, in quella di Isili e nella Casa circondariale di Padova il 75%' Secondo il Sappe 'questa tipologia di detenuti determina una palese accentuazione delle criticità con cui quotidianamente devono confrontarsi le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria', come ad esempio gli atti di autolesionismo in carcere. Questi hanno spesso la forma di gesti plateali e le motivazioni - sottolinea il sindacato - sono le piu' varie: esasperazione, disagio (che si acuisce in condizioni di sovraffollamento), impatto con la natura dura e spesso violenta del carcere, insofferenza per le lentezze burocratiche, convinzione che i propri diritti non siano rispettati, voglia di uscire anche per pochi giorni, anche solo per ricevere delle cure mediche. 'Ecco - conclude Capece - queste situazioni di disagio si accentuano per gli immigrati, che per diversi problemi legati alla lingua e all'adattamento pongono in essere gesti dimostrativi'. Nel solo 2009, ben 3.688 dei 5.714 atti di autolesionismo che si sono verificati nelle carceri italiane sono stati compiuti da detenuti stranieri. Di questi, i piú numerosi sono i marocchini (5.295), seguiti da rumeni (3.332), tunisini (3.235) e albanesi (2.955).
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