Immigrati. A Torino un bimbo su quattro e' straniero
Piu' di un bambino su quattro (26,4%), nella fascia d'eta' fino a quattro anni, a Torino e' straniero, la percentuale e' del 19,4% per quelli da 5 a 9 anni.I dati sono stati diffusi oggi dall'Osservatorio interistituzionale sugli stranieri, coordinato dalla Prefettura di Torino.
I cittadini provenienti da altre nazioni residenti in Piemonte a fine 2009 hanno raggiunto quota 351.112, 40.569 in piu' dell'anno precedente e un'incidenza sulla popolazione totale che ha raggiunto il 7,9%.
Al primo posto per nazionalita' di provenienza, sulle 140 etnie rilevate, si confermano ancora i romeni, che in provincia di Torino hanno superato le 23 mila presenze e rappresentano il 54% del totale degli immigrati, distaccando notevolmente i marocchini in seconda posizione (4.700), gli albanesi in terza (3.000) e i moldavi (900).
Nel 2009 gli stranieri che risiedono nel torinese sono 185 mila e rappresentano l'8% della popolazione, con un aumento di 20 mila unita' rispetto all'anno precedente. Nonostante il fenomeno migratorio riguardi ormai tutti i 315 comuni della provincia di Torino, il 50% degli stranieri risiede in centri con piu' di 10 mila abitanti. Nel capoluogo sono 115.800, pari a una percentuale del 12,6% della popolazione complessiva (che arriva a 910 mila abitanti) e un incremento di 11.789 unita' nel confronto con il 2008. Anche a Torino sono i romeni a confermarsi primi per nazionalita' di provenienza: sono complessivamente 51.215, sono cresciuti del 7,2% in un anno e rappresentano il 91,5% degli stranieri che provengono dall'Ue e il 41,2% di tutti gli abitanti provenienti dall'estero.
A Torino e' cambiata intanto la composizione della popolazione nelle fasce di eta' piu' basse: sono stranieri il 17% dei ragazzi da 15 a 19 anni e il 24,7% dei giovani tra 20 e 24 anni.
Di rilievo anche la presenza degli stranieri nelle fasce attive della popolazione torinese: sono il 29,6% nella classe 25-29 anni e il 27,7% in quella 30-34 anni.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti